La parola a: Susan Mikhaiel

I libri di Susan Mikhaiel

Oggi conosciamo Susan Mikhaiel e i suoi libri:

Ciao Susan e grazie per essere qui con noi! Raccontaci qualcosa di te.

Ciao e grazie a te per l’ospitalità! Dunque, che dire di me… Sono una gran sognatrice e mi tengo impegnata con varie passioni, oltre alla scrittura e alla lettura, tra cui la musica, il cinema, la psicologia e la grafica digitale. Amo i gatti e adoro viaggiare, imparare cose nuove e… tanto altro ancora! Purtroppo, tra le tante cose, sono anche una gran chiacchierona…

E ora parlaci di Susan autrice. Da quanto coltivi questa passione e com’è nata.

Ho iniziato a scrivere quasi per gioco nel 2002, dopo aver visto un film horror. In quel momento dentro di me è scattato qualcosa, non so bene come, e ho cominciato a buttare giù storie su storie… finché, nel 2012, ho deciso di cominciare a pubblicare. Ogni volta che ci penso mi viene da ridere, perché da piccola detestavo i libri e non immaginavo che un giorno sarebbero diventati la mia più grande passione.

Che tipo di scrittrice sei? Scrivi di getto o sei meticolosa nel progettare trama, scheda dei personaggi ecc…?

Non scrivo mai di getto, anzi. Non scrivo proprio se non ho perfettamente in testa quello che voglio dire/scrivere… Ok, magari non sono così esagerata, lascio un margine all’improvvisazione, ma sempre confinata entro certi “paletti” che metto prima di iniziare un qualunque testo. Ogni mia storia, prima di concretizzarsi, ha diversi file “alle spalle”: sinossi, scalette, liste dei capitoli (se è un romanzo), info generali dei personaggi etc… e immagini da usare come spunto per le descrizioni. Almeno per lo “scheletro” è importantissimo avere le idee chiare; sulle circostanze, invece, ci si può anche lasciar andare un po’.

I manuali di scrittura, quanto sono utili, secondo te?

Sarò sincera, di manuali veri e propri non ne ho mai letti. Ho seguito dritte di blogger e gruppi di scrittori, unite alle nozioni apprese a scuola, ma null’altro. Quindi non saprei, magari alcuni sono utili e altri no.

Oggi il self publishing sta prendendo sempre più piede, come vedi questo fenomeno?

Come in tutte le cose, ci siano pro e contro. Da self, dico che dipende. Dipende dall’autore, dal prodotto, dal “seguito” che uno riesce a farsi. Non trovo grosse differenze da una normale pubblicazione, se non che l’autore ha massima libertà su ogni cosa. Nemmeno a livello qualitativo vedo questa grande differenza [vuoi perché ormai sono poche le CE che fanno editing gratuito, vuoi perché i self ora possono contare su editor e artisti freelance a prezzi bassi e di ottima qualità], quindi direi che il self non ha (quasi) nulla da invidiare alle pubblicazioni “tradizionali”.

E ora diamo spazio alle tue opere! Ti va di presentarcele?

Ammetto di essere un po’ monotematica e di aver progettato, finora, solo libri inerenti un unico grande universo. L’opera principale è The black rose saga, un’esalogia urban fantasy-horror ambientata in Giappone e di stampo “animangoso”. La storia ruota attorno a un gruppo di ragazze un po’ nerd, le “rose”, che devono cercare il Santo Graal… solo che, nel frattempo, devono fare i conti con fantasmi, vampiri, complotti e gente pazza! Soprattutto gente pazza. Il tutto condito con una buona dose di “seghe mentali” filosofico-religiose (sono anche molto noiosa, me ne rendo conto). Al momento ho pubblicato i primi tre: Powers, Relationships e Conflicts. Gli altri sono già scritti e forse li pubblicherò entro metà-fine dell’anno prossimo, ma è ancora un’idea abbozzata; i titoli, comunque, saranno: Holy Grail, Flight ed Exodus.
In progetto ho anche degli spin-off di genere crime-fantasy, incentrati sul mondo dei serial killer e ambientati tra USA, Europa e Giappone. Al momento dovrebbero essere “uno più quattro” e faranno parte del progetto The black rose tales. Saranno molto più investigativi e “realistici” della saga (che di per sé è già low-fantasy), ma per ora le trame sono ancora abbozzate. Ci tengo a precisare che non sarà una nuova saga, ma solo un ciclo di romanzi. Il titolo dell’uno è Heleni è morta nel lago, mentre i più quattro vorrei mantenerli segreti almeno per un po’.

Qual è il personaggio uscito dalla tua penna, che ami di più?

Sicuramente la protagonista dei miei romanzi, Sue. È molto autobiografica, anche se ho cercato di differenziarla da me in alcune cose. Per esempio, le ho dato un coraggio che io non ho, oltre che una buona dose di esasperata freddezza. Però, in realtà, io li amo tutti; ogni personaggio ha qualcosa di me, non ce n’è nessuno di cui mi pento o che vorrei aver reso in maniera diversa.

E quello che ti ha dato più grattacapi?

Sempre Sue. A volte ho faticato a contenere i suoi eccessi, soprattutto quelli in cui l’ho differenziata da me. Però è stato anche molto divertente, devo ammettere… mi piace porre i personaggi di fronte a situazioni assurde ed estreme, e non è detto che io gliele faccia superare sempre. Anzi, quasi mai… quindi mi diverto a torturarli un po’, anche se sovente si ribellano e mi creano qualche problema. Ma, alla fine, riesco sempre a domarli (per ora, almeno!).

Hai altri progetti in cantiere?

Oltre a quanto già detto sulla saga, ho in programma una raccolta di racconti e un romanzo urban fantasy-thriller ambientato in Scozia, avente come tema portante il mostro di Lochness. Sono entrambi progetti che mi porto dietro da quando ho iniziato a scrivere, per cui sono ancora molto grezzi e abbozzati. La mia idea è di riprenderli con calma quando avrò esaurito l’argomento “black rose”, o forse finirò per trasformali negli ennesimi spin-off… Non lo so, ci devo ancora pensare.

Bene, siamo arrivati alla fine, grazie per essere stata con noi. Per salutarci lasciaci uno stralcio di un tuo romanzo e in bocca al lupo per la tua carriera di autrice!

Sentì un brivido per tutto il corpo. Aprì gli occhi di scatto, e si rese conto di stare nuovamente sognando. Il Wise Man era lì, la fissava con aria soddisfatta, e presto le si sedette accanto.

“Perché ti siedi, se tanto non è reale?” domandò la ragazza, sbuffando.

“Chi ti dice che non sia reale, ragazzina?” rispose l’uomo.

“Lo è?”

“Chi può dirlo. A te sembra reale?”

Sue guardò l’uomo con un’espressione carica di confusione e rabbia. Era stufa dei giochetti mentali, voleva risposte. “Cosa vuoi da me, ora? Cosa vuoi da me, sempre? Cosa ti aspetti che faccia?”

[…]

“A tempo debito capirai, ora devo andare…” si fermò un attimo e, mentre stava per riprendere, fu interrotto dall’ira della ragazza.

“Perché devo aspettare? Dimmelo ora, io voglio capire subito! Non tra dieci anni o tra un secolo, ora! In questo fottutissimo istante!” […].

“Perché? Va bene, te lo dirò. Ho bisogno che tu sia consapevole, completamente cosciente e in grado di prendere in mano la situazione quando si presenterà l’opportunità. Se ti dicessi tutto subito, non avresti il tempo di comprendere, e ti lasceresti sopraffare dall’ansia di fallire. Poco per volta, invece, avrai il tempo di assimilare tutto quello di cui avrai bisogno […]” rispose calmo e sereno, lasciando la presa sul fiore.

“[…] I-io n-non…”

“La rosa, il giglio e il loto, te l’ho già detto. L’ora è giunta, e presto capirai.”

Biografia:

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L’autrice nasce e cresce in quel di Bergamo, dove tutt’ora vive con la famiglia e un gatto. Diplomata in Lingue, non manca di inserirne gli studi all’interno delle proprie opere. Dal 2005 inizia a lavorare alla “Black Rose Saga”, che ha visto l’inizio della pubblicazione alla fine del 2012.

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La parola a: Linda Bertasi

I libri di Linda Bertasi

L’ospite di oggi è Linda Bertasi, autrice di talento che con i suoi romanzi riesce sempre a farmi sognare!

Ciao Linda e grazie per essere qui con noi! Raccontaci qualcosa di te.

Ciao e grazie a te per avermi ospitata in questo magnifico angolino. Sono mamma di una bellissima bambina di tre anni, sono appassionata di storia e letteratura inglese e russa. Nel tempo libero mi diletto con i montaggi video e gestisco anche io un blog riservato agli emergenti.

E ora parlaci di Linda Bertasi autrice. Da quanto coltivi questa passione e com’è nata.

Non ricordo un periodo della mia vita che non fosse legato al mondo della lettura o della scrittura. Ho iniziato con i diari, con la corrispondenza tra amici vicini e lontani, poi sono passata alle poesie, ai racconti e all’età di quindici anni ho scritto il mio primo romanzo, un tomo di quattrocento pagine che ancora custodisco nel cassetto.
La prima pubblicazione è arrivata nel 2010 con il romance contemporaneo Destino di un amore e da allora ho pubblicato quattro romanzi.

Che tipo di scrittrice sei? Scrivi di getto o sei meticolosa nel progettare trama, scheda dei personaggi ecc…?

Sono meticolosa per quanto riguarda la ricerca, sia per lo storico che per il contemporaneo, mi definiscono una ricercatrice mancata e forse hanno ragione, mi appassiona tantissimo la ricerca.
Per quanto riguarda la stesura non seguo scalette né schede, scrivo quando l’ispirazione bussa, non preventivo nulla e non so mai quale conclusione avranno i miei romanzi, il titolo poi è sempre l’ultimo tassello perché fino all’ultima parola che scriverò tutto può cambiare e cambia sistematicamente.

I manuali di scrittura, quanto sono utili, secondo te?

Mio nonno me ne regalò uno quando ero una ragazzina, ma non lo aprii mai, lo ammetto. Io sono dell’idea che scrittori si nasce, non ci si diventa, per quanti libri possiamo leggere, la fantasia ce l’hai o non ce l’hai. Le regole della grammatica sono fondamentali ma se non hai quella vena artistica dentro non riuscirai mai a raggiungere il cuore dei lettori.

Oggi il self publishing sta prendendo sempre più piede, come vedi questo fenomeno?

Positivamente, dal momento che il mio ultimo romanzo Il profumo del sud è uscito in seconda edizione, proprio in autopubblicazione. Trovo sia la giusta soluzione soprattutto ora che il digitale la fa da padrone. Senza dubbio lo consiglio a quegli autori che hanno già esperienza e qualche romanzo all’attivo.

E ora diamo spazio alle tue opere! Ti va di presentarcele? 

Il mio primo romanzo è un romance contemporaneo Destino di un amore, racconta la storia di due ragazzi Philippe e Francesca che s’incontrano a Parigi durante una vacanza e si innamorano, ritrovarsi a Ferrara profumerà di speranza ma il destino ha deciso diversamente per loro. Ho scritto questo romanzo di ritorno dal mio viaggio di nozze a Parigi, mi sono innamorata di quella città. La mia è una storia lunga cinquant’anni, fatta di colpe, espiazione, passioni travolgenti e svolte repentine.

Il secondo romanzo con il quale ho vinto un secondo premio è un paranormal-romance Il rifugio – Un amore senza tempo e racconta la storia di Anna, una ragazza che si reca a Londra nella tenuta settecentesca del padre per trascorrere le vacanze estive e si ritroverà protagonista di un viaggio che correrà sul filo del paranormale. L’ispirazione per questo testo è giunta anche qui di ritorno dalla mia vacanza a Londra. Questa storia tocca temi come la reincarnazione, le dimensioni parallele, la retrocognizione, l’ipnosi regressiva e i viaggi astrali. Ho svolto un lungo lavoro di ricerca visti i temi delicati che ho trattato.

E arriviamo al romanzo storico sentimentale Il profumo del sud che mi è valso un diploma di merito e che, in questa seconda edizione, ha contenuti inediti e la prefazione di Adele Vieri Castellano. Questo è un sogno nel cassetto, visto il mio amore per la storia e per la guerra di secessione americana. Racconta la storia di Anita, una donna che venuta a conoscenza del suo scomodo passato, decide di lasciare l’Italia per ricostruirsi una vita nel Nuovo Mondo. Qui sarà conquistata dai profumi e dai colori del Sud, vivrà un’appassionante storia d’amore con il libertino Justin Henderson e toccherà con mano il problema dello schiavismo, ma i venti di guerra le alitano sul collo e non presagiscono nulla di buono.

Qual è il personaggio uscito dalla tua penna, che ami di più?

Sicuramente Justin Henderson, lo sognavo la notte ed ero emozionatissima quando scrivevo di lui. Nutro un debole anche per Francesca, la chiacchierata e discussa protagonista del mio primo romanzo.

E quello che ti ha dato più grattacapi?

Non so rispondere, amo i miei personaggi, in loro io vedo sempre del buono infatti hanno sempre delle sfumature nel carattere che alla fine li fa amare dal lettore o per lo meno ne spiega il comportamento. Non saprei, se per grattacapi intendi non la classica protagonista sceglierei sicuramente Francesca, la protagonista di Destino di un amore: è l’anti-eroina per eccellenza, una donna che per seguire le proprie passioni mette a repentaglio ogni cosa, ma questo la rende anche molto umana e non stereotipata.

Hai altri progetti in cantiere?

Tanti in realtà. Per l’autunno spero di riuscire a pubblicare il mio paranormal-fantasy  L’erede di Tahira, una storia un po’ diversa dal genere a cui ho abituato i lettori, forse il libro con meno amore in assoluto. Poi seguiranno due progetti storici piuttosto complessi.

Bene, siamo arrivati alla fine, grazie per essere stata con noi. Per salutarci lasciaci uno stralcio di un tuo romanzo e in bocca al lupo per la tua carriere di autrice!

Grazie infinite a te Patrizia, al tuo bellissimo blog e un saluto a tutti i tuoi lettori.

Ed ecco i nastri tendersi sempre più, il piroscafo si stava muovendo. Le grida di un paio di ragazzini alla sua destra lo distolsero; lanciò uno sguardo infastidito nella loro direzione e la vide addossata alla ringhiera di legno, la presa ferrea, le dita livide, intenta a fissare un punto imprecisato tra le acque. In altre circostanze avrebbe sorriso di quella giovane donna ombrosa, le femmine avevano una propensione per il dramma che rasentava l’illogico, ma c’era qualcosa in lei, qualcosa d’insolito: nessun nastro teso verso la banchina, nessun famigliare o amico, nessun servitore.
I suoi capelli furono i primi a colpirlo: una folta chioma sbarazzina, preda della brezza leggera. Boccoli di un castano incendiato s’inanellavano sulle spalle, celate da un lungo mantello scuro; sotto quel sole mattutino, parevano catturarne i raggi imprigionandoli tra le ciocche ondeggianti. Distava non più di cinque metri da lui, respirava a intermittenza e, ogni volta, il petto si sollevava, mostrando la generosità delle sue curve. Indugiò sui fianchi sottili e sulla vita sinuosa, immaginando le lunghe gambe flessuose intrappolate nella crinolina.
Un brivido lo sorprese, mentre fantasticava sul corpo invitante di quella donna pudica. Amava quel genere di femmine: sotto la timida scorza, nascondevano un animo succoso e ardente.
Un alito di vento s’insinuò sotto il mantello, scoprendole la spalla. Lei si volse, trattenendo la stoffa, castigandola con l’imposizione della mano guantata e lui scorse i suoi occhi scuri, profondi: due perle d’inchiostro su una pergamena d’alabastro.

Biografia:

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LINDA BERTASI nasce nel 1978.
Appassionata di storia e letteratura inglese, collabora con blog letterari, case editrici e web-magazine in qualità di redattrice e articolista.
Gestisce personalmente il suo blog ufficiale dove da ampio spazio agli emergenti con segnalazioni, interviste e recensioni GRATUITE.
Nel Gennaio 2010, pubblica il romance contemporaneo Destino di un amore, cui fa seguito nel Febbraio 2011 il paranormal-romance Il rifugio – Un amore senza tempo che le vale, nel 2012, la Medaglia d’Argento al XXIII Premio Letterario ‘Valle Senio’.
Nel Maggio 2013, pubblica il romanzo storico sentimentale Il profumo del sud che le vale la qualifica con merito di ‘Autore commendevole’ al VII Premio Letterario Europeo ‘Massa città fiabesca’.
Sempre nel 2013, ha curato diverse prefazioni e dall’ottobre 2014 è membro dell’associazione EWWA in qualità di socia ordinaria.
Proprietaria di una piccola realtà commerciale nella provincia di Ferrara, vive assieme al marito e alla figlia.

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La parola a: Shiki Art

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Quando il talento va di pari passo alla professionalità, lo si deve far conoscere a tutti! Ho avuto modo di lavorare con questa bravissima artista e sono rimasta colpita dal suo entusiasmo, dalla rapidità e precisione del suo lavoro. La parola a lei e ai suoi splendidi disegni:

 

Ciao Shiki e grazie per essere qui con noi! Raccontaci qualcosa di te.

Grazie a te per avermi invitato nel blog! Bene, mi chiamo Debora e Shiki è il mio nome d’arte. Adoro il Giappone quindi mi sembrava inevitabile non scegliere un nome del Sol Levante.

Ho una sorella più grande che, come me, ama leggere, scrivere e disegnare, anche se, io sono quella con la matita in mano e lei con la penna.
Ho due cani. Un pinscher nano di 15 anni e un pastore tedesco di quasi 8 mesi (che mi fa dannare, però è un tenerone).
In lista queste sono alcune delle mie passioni: Anime e Manga (si sapeva u.u) animali, natura, giochi da tavolo, xbox, yaoi: D, musica, libri, Il trono di spade e tanto altro.

E ora parlaci di te come disegnatrice. Da quanto coltivi questa passione e com’è nata.

Diciamo che questa passione la ho avuta da sempre. Quando ero piccola andavo da mio nonno e disegnavo per ore con gli acquerelli o scarabocchiando i libri di mia sorella. Ma disegno assiduamente da tre/quattro anni. Quasi ogni giorno, finché non arriva la giornata no! Mannaggia.

Cosa ne pensi dei corsi di disegno, sono utili? E i manuali?

I corsi di disegno sono sicuramente utili. Ma chi non può deve fare da autodidatta come me. Io non ho mai seguito corsi di disegno. Ho utilizzato molti manuali in modo tale da costruirmi una base abbastanza buona, anche se ci sono alcuni manuali che vanno solo buttati nel cestino. u.u
Solo la passione ti fa andare avanti e non devi mollare mai.
Anche se ci sono periodi di crisi (che succedono anche a me) bisogna sempre esercitarsi e non demoralizzarsi.

C’è un artista in particolare al quale ti sei ispirata?

Questa è la domanda che aspettavo, ahah. Allora, io mi sono ispirata alla magnifica Kaori Yuki soprattutto per la sua atmosfera gotica. Adorare è dir poco.
Poi ho avuto altre influenze che mi hanno aiutato a perfezionare alcune mie lacune.

In che modo impieghi questa tua passione?

Ultimamente mi sto cimentando in disegni per scrittori e devo dire che è molto interessante. Però in generale disegno per conto mio oppure per mia sorella! Ci obblighiamo a vicenda. Lei scrive per me ed io disegno per lei!

Hai progetti in cantiere?

Si, li ho. Fortunatamente xD Oltre mia sorella, sto disegnando anche per altre due autrici. Cioè, veramente ancora devo iniziare e forse dovrei sbrigarmi a scarabocchiare qualcosa!

Bene, siamo arrivati alla fine, grazie per essere stata con noi. Per salutarci lasciaci alcuni dei disegni che rappresentano meglio il tuo stile.

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Per visionare i lavori di Shiki’s Art potete visitare la sua pagina Facebook !

La parola a: Momi Gatto

Il romanzo di Momi Gatto

Oggi incontriamo di nuovo Momi Gatto, che è già stata mia ospite per presentare il suo Solo una storia d’amore e di troppe paturnie

Ciao Momi e grazie per essere qui con noi! Raccontaci qualcosa di te.

In questa fase della mia vita sono principalmente un galoppino. Dedico le mie energie ai vari componenti della famiglia, principalmente al marito e al figlio adolescente… che per definizione e’ molto impegnativo, perlomeno psicologicamente. Mi piace che la collaborazione “a richiesta” con l’attività imprenditoriale di famiglia mi lasci molto tempo libero, che oltre a essere dedicato alle mansioni di cui sopra e’ speso per seguire le mie passioni. Quella atavica, leggere, e quella nuova, scrivere.

E ora parlaci di Momi Gatto autrice. Da quanto coltivi questa passione e com’è nata.

Mi è sempre piaciuto inventare storie, ai tempi del liceo artistico ho riempito migliaia di fogli con storie a fumetti, crescendo però ho lasciato da parte questo hobby. Qualche anno fa ho ricominciato a fantasticare, una storia d’amore fatta su misura per me ha preso sempre più forma nella mia testa. Quando ho capito che correvo il rischio di dimenticarmi qualche pezzo mi sono decisa a metterla su carta, a parole stavolta. Ho scoperto il gusto di poter rileggere, modificare,e ampliare senza limiti ciò che creavo. Da poco più di cento pagine sono diventate cinquecento, è come una droga, se inizio a scrivere non mi fermo più.

Che tipo di scrittrice sei? Scrivi di getto o sei meticolosa nel progettare trama, scheda dei personaggi ecc…?

Quando mi viene in mente una situazione la arricchisco ed elaboro per ore prima di scrivere qualche appunto. Una volta fatta la scaletta di massima che forma la trama completa, o quasi, mi metto alla tastiera… e lì scrivo di getto, batto sui tasti come un fiume in piena e nasce la prima stesura. Per la rilettura e’ diverso, sono meticolosa, ho un ossessione per le ripetizioni e i collegamenti. Ho sottoposto il mio romanzo a una dozzina di revisioni prima di credermi soddisfatta, poi l’ho avuto in mano stampato, e su quella prima copia ci sono almeno dieci segnacci rossi per pagina. Prima o poi ci rimetterò mano per una nuova edizione riveduta e corretta, è un chiodo fisso.

I manuali di scrittura, quanto sono utili, secondo te?

Non ho dubbio che siano utilissimi, ma ti confesso che non ne ho mai fatto uso. Non ho la presunzione di definirmi scrittrice, scrivo come parlo, sono diretta, in prima persona, è il genere che preferisco nei libri che leggo. So che i miei libri verranno criticati perché non sono perfetti, sono la prima a saperlo, ma io voglio solo trasmettere delle emozioni e credo, spero, di esserci riuscita.

Oggi il self publishing sta prendendo sempre più piede, come vedi questo fenomeno?

Io mi sono affidata al self. E’ stato un puro caso, cercavo un sito che mi stampasse qualche copia per gli amici e mi sono ritrovata in un batter d’occhio, e quasi senza spese, su tutti i book store. Non ho ho nessuna aspettativa, sono cosciente di non aver creato un best seller, ma le soddisfazioni che mi sta dando sono tanto inaspettate quanto ben gradite.
Trovo che il self sia un’ottima vetrina che quest’epoca del digitale offre a chi, come me, e’ solo curioso di sapere cosa pensano altri di ciò che ha creato. A chi critica che spesso l’editing lascia a desiderare rispondo che sì, ha ragione, ma ha anche la possibilità di scaricare gratis l’estratto per farsi prima un’idea dello stile. Confesso che spesso io lo faccio anche per autori ultra famosi. E quanti esordienti bravissimi e sconosciuti sto scoprendo, non sarebbe stato possibile senza il self… e senza l’aiuto e la consulenza di voi blogger.
Ho sentito pareri devastanti sulle CE, contratti capestro e raccomandazioni necessarie, non mi ci metto neppure a mandare loro qualcosa. Parlo per me ovviamente, il mio è solo un passatempo, ma chi crede fino in fondo nel proprio lavoro e’ giusto che rincorra il sogno. Ti confesso che mi manca la soddisfazione di vedere il mio libro sugli scaffali, il cartaceo e’ sempre il cartaceo.

E ora diamo spazio alle tue opere! Ti va di presentarcele?

Per ora esiste un’unica opera, Solo una storia d’amore e di troppe paturnie. Ho passato molti anni della mia vita a farmi condizionare da paturnie dettate dall’insicurezza, mi piaceva l’idea di metterle in piazza e, perché no, di sorridere di esse.
È un romanzo rosa contemporaneo, divertente e leggero. È ambientato a Milano, la mia città, e i protagonisti sono due ventenni, Giulia, studentessa di architettura, e Davide, che studia legge e gioca nella nazionale di pallanuoto. La storia ruota intorno all’amicizia tra un ragazzo e una ragazza, la ritengono entrambi una cosa irrinunciabile e, per vari motivi, non vogliono correre il rischio di rovinarla… a discapito di quel che provano l’uno per l’altra, e nonostante si tratti di roba tosta. Il patatrack e’ inevitabile, ma non sono subito rose e fiori, tutt’altro. Tutto il loro modo di gestirsi è condizionato dalle paranoie di lei e dalle decisioni discutibili e impulsive di lui, ma arriva il momento di farci i conti. Adoro i loro battibecchi, ho riso e ho sofferto con Giulia, avrei preso a calci quello splendido zuccone di Davide… Ho provato molte emozioni scrivendo la loro avventura, e spero, almeno in parte, di riuscire a trasmetterle al lettore.

Qual è il personaggio uscito dalla tua penna, che ami di più?

Direi che amo Giulia e Davide in egual misura. Giulia un po’ somiglia a me quando avevo la sua età, con l’aggiunta di un po’ di verve in più che a me mancava. E dolce, romantica, emotiva, ma anche battagliera e orgogliosa. È una ragazza che rispecchia tante di noi, paranoie comprese.
Davide e’ il ragazzo che vorrei diventasse mio figlio, dal quale ho rubato il nome, i passatempi e il fatto di essere bellissimo (cuore di mamma). E’ protettivo, affettuoso, spiritoso e sensuale… d’altronde, se dovevo creare qualcuno, tanto valeva farlo bene. Ma non poteva essere perfetto e infatti non lo è, la perfezione stufa. Adoro anche i comprimari, non può essere altrimenti perché sono ispirati ai miei amici. Marco in primis, lui è un fenomeno.

E quello che ti ha dato più grattacapi?

Forse proprio Davide. So come pensano le femmine, i maschi un po’ meno. E’ vero che sono più diretti di noi, ma per la storia mi serviva che anche lui si facesse delle paranoie, e quelle maschili sono calibrate diversamente dalle nostre. Ma ora sono entrata nella sua testa, mi ha preso così tanto che sto scrivendo un volume tutto dedicato a lui, e mi diverte un sacco.

Hai altri progetti in cantiere?

Si, troppi. Come si è capito adoro questi due ragazzi e non riesco a lasciarli andare, perciò sto sviluppando quella che sarà la Trilogia delle paturnie. Sto scrivendo i successivi due volumi, più quello dal punto di vista di Davide, nuovi capitoli inediti e spassosi. Ho in cantiere anche tutta un’altra storia che, però, riguarda MOLTO da vicino la mia coppietta. In ultimo sto abbozzando un nuovo romanzo con nuovi protagonisti, incentrato su un mondo più distante da me. Troppa carne al fuoco, lo so…

Bene, siamo arrivati alla fine, grazie per essere stata con noi. Per salutarci lasciaci uno stralcio di un tuo romanzo e in bocca al lupo per la tua carriere di autrice!

Grazie a te Patrizia per l’ospitalità, come dicevo prima, le blogger come te sono preziosissime per noi autrici esordienti. Ah, e crepi il lupo!

Tra il primo e il secondo vengo colpita da violenti flash che mi mandano la testa altrove, dire che sono stordita dagli avvenimenti è poco. Sono passata dal vivere nell’anonimato l’amore per Davide, a un momento di passione nel quale lui era troppo rimbambito dall’alcool ed io troppo rincitrullita da lui per capire tante cose. A seguire gli ho urlato contro il mio disprezzo, per poi fuggire lontano a soffrire e a combattere per dimenticarlo. Come degna conclusione me lo ritrovo qui che mi corteggia, obbligandomi ad ammettere con me stessa che lo amo ancora. Mpf, vero che ho capito le sue motivazioni e l’ho perdonato in tempo zero, ma quantomeno devo rendergliela un po’ difficile… purtroppo quel suo dannato e insopportabile fascino è costante fonte di divagazione. Fortunatamente, in quanto femmina, sono in grado di ragionare su più cose in contemporanea. Seguo le sue risposte alle curiosità di papà sullo svolgimento delle Olimpiadi, mentre penso: “Che aspetti Giulia, avventati su quelle labbra perfettamente modellate e appropriati di uno di quei baci strepitosi che solo lui sa darti”. Annuisco, concordando con mamma sulla leggerezza dell’orata con i carciofi che stiamo mangiando, mentre penso: “Non importa se mi ama, si è comportato da stronzo, non mi merita e per nessuna ragione al mondo mi metterò con lui”. Affermo qualcosa, temo a sproposito da come mi guardano tutti e tre con sorrisetti strafottenti, mentre penso: “Ma perché cavolo non sono già abbarbicata a quel corpo che come ho scoperto, ma già immaginavo, è stato creato apposta per farmi impazzire?”. Nel momento in cui la parola “Sesso” sovrasta tutti gli altri pensieri, capisco che è saggiamente il caso di defilarmi. Sto per farlo, ma Davide mi aggancia le gambe con una sua e mi fa ripiombare sulla sedia, con un sonoro tonfo. 

BIOGRAFIA:

petalitralepagine2 (21)Monica Gatto, affettuosamente chiamata da tutti Momi grazie a un nomignolo affibbiatole in tenera età dal fratello. È una quarantacinquenne milanese doc, diplomata al liceo artistico ha poi lavorato per un lungo periodo come grafica pubblicitaria. Ora collabora col marito e fa la mamma di Davide… adolescente, chitarrista e pallanuotista. È un’amante della lettura, negli anni le sue preferenze hanno spaziato dai classici agli horror, dai gialli ai fantasy, ma solo quando è approdata ai romanzi rosa ha scoperto il piacere della scrittura. Il desiderio di creare da se’ i personaggi dei quali innamorarsi, la smania di mettere su carta una storia che non si stufa mai di rileggere, la curiosità di scoprire le opinioni di altri, hanno dato vita al suo primo libro. Un romanzo adatto a tutte le età, alle donne mature che vogliono rivivere i primi batticuori, alle giovanissime che li stanno vivendo, e ai ragazzi che li provocano.
Non sempre serve sorprendere chi legge con colpi di scena fantasiosi. Da un libro io voglio sentirmi coinvolta, voglio sorridere, voglio aggrottare la fronte e voglio affezionarmi ai protagonisti, e tutto questo può succedere solo se la loro storia può essere anche la mia.”

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La parola a: Antonella Maggio

I libri di Antonella Maggio

Oggi conosciamo una giovane autrice emergente:

Ciao Antonella e grazie per essere qui con noi! Raccontaci qualcosa di te.

Ciao Patrizia e grazie per questa opportunità. Questa è la mia prima intervista e spero di non fare figuracce 😛
Mi chiamo Antonella Maggio, ho 26 anni e sono pugliese, vivo in provincia di Bari e sogno di trasferirmi all’estero. Avevo intrapreso un’altra strada nella vita, ho frequentato un corso per acconciatori uomo/donna, ma per problemi di salute ho dovuto fare marcia indietro. Quindi eccomi qui!

E ora parlaci di Antonella Maggio autrice. Da quanto coltivi questa passione e com’è nata.

Antonella autrice è nata con me, con i primi diari segreti, quelli con il lucchetto di plastica e posso scommettere che tutti in famiglia abbiano dato una sbirciatina. Poi ci sono stati i temi scolastici, ho vinto anche qualche premio ma ho ricordi un po’ sbiaditi. Il primo scritto “serio” contava oltre venti pagine, io frequentavo il primo anno delle superiori e mi ero beccata la varicella. Ho deliziato le mie compagne di classe raccontando loro della mia malattia. Per un certo periodo ho smesso di scrivere, la scuola mi ha assorbito tanto, poi a vent’anni ho scritto il primo romanzo, di quasi 500 pagine di cui vado molto fiera e da allora non mi sono più fermata, ho pubblicato sette romanzi con il self- publishing.
Scrivo anche su alcune piattaforme di scrittura collaborativa, ho partecipato a diversi concorsi e vinto la pubblicazione dei miei racconti su una rivista per scrittori targata Fabbri Publishing. Profumo d’amore a New York è invece il primo romanzo pubblicato con una casa editrice.

Che tipo di scrittrice sei? Scrivi di getto o sei meticolosa nel progettare trama, scheda dei personaggi ecc…?

Amo definirmi una scrittrice autodidatta. Non ho mai studiato per fare la scrittrice e, come ho già detto, avevo scelto di fare tutt’altro nella vita. Scrivo di getto o progetto? Dipende dalla storia. Alcuni romanzi li ho scritti di getto, sembrava quasi che si scrivessero da soli e che i personaggi fossero reali. Per altri romanzi ho dovuto prima documentarmi, prendere appunti, scegliere il luogo dove ambientare la storia e un nome carino, costruire una scaletta e dividere i capitoli. Posso però dire una cosa… sono proprio i romanzi scritti di getto che mi hanno dato maggiori soddisfazioni, forse perché sono più spontanei e scritti con il cuore.

I manuali di scrittura, quanto sono utili, secondo te?

Devo essere sincera? Tempo fa ho seguito un corso di scrittura creativa online e ho acquistato alcune riviste che impartivano consigli per scrivere… non mi hanno insegnato molto, per il semplice motivo che ho sempre messo in atto, di mia spontanea volontà, quelli che poi erano i consigli degli esperti. Molto spesso scrivo adoperando metodi di scrittura o regole di cui non conosco il nome, lascio fare alla fantasia, al mio gusto e un po’ anche alla fortuna.

Oggi il self publishing sta prendendo sempre più piede, come vedi questo fenomeno?

Sono partita anche io come self e parliamo di sei anni fa, ma non ho mai riscosso successo o molta attenzione nei lettori. Sono una frana con la promozione e a dirla tutta, non sapevo neppure come si facesse. Da pochi mesi ho pubblicato il mio primo romance, Profumo d’amore a New York, con la Butterfly Edizioni e sono felicissima. Il sogno di ogni scrittore è quello di essere pubblicati da una casa editrice free, onesta e competente ed io mi sento molto fortunata. Nella vita bisogna sempre essere umili e sapersi accontentare, non si può pretendere il successo già dal primo romanzo o vedere il proprio libro in tutte le librerie d’Italia. Ciò nonostante stimo gli autori del self publishing perché alcuni sono bravissimi e riescono a fare tutto da soli, leggo anche molti self, anzi, è un periodo in cui leggo quasi ed esclusivamente autori che si auto pubblicano perché alcuni di loro li ho conosciuti sui social ed è bello confrontarsi. Quando conosci l’autore di un libro riesci anche ad apprezzare di più il suo scritto.

E ora diamo spazio alle tue opere! Ti va di presentarcele?

Vi parlo della mia ultima opera, perché quelle precedenti al momento non sono disponibili, appartengono al passato, quando la mia scrittura era molto acerba e desidero migliorarli.
Vi parlo dunque di Profumo d’amore a New York, un romance, ovvero un romanzo rosa e tengo a precisare il genere perché ultimamente si fa molta confusione tra romanzo rosa e romanzo erotico. L’ispirazione per scrivere questa storia è giunta dopo il mio primo viaggio fuori dall’Italia, a settembre scorso sono stata ad Amsterdam e sono stata felicemente folgorata da questa città. Molti la conoscono solo per la droga e il sesso ma Amsterdam è molto di più, è una città dove si vive, dove la popolazione ha una mente aperta, non esistono i pregiudizi, ci si sposta in bicicletta e i tram sono puntuali, nessuno getta cartacce per terra e tutti salutano al mattino dicendo “buongiorno”, Amsterdam con i suoi canali, i mulini a vento e ci sono fiori e parchi ovunque. Se non ci siete ancora stati, andateci perché ne vale davvero la pena!
La protagonista del mio libro, Sofie, è giustappunto di origine olandese e poi, mentre facevo le mie ricerche sul web, ho scoperto un piccolo collegamento tra Amsterdam e Brooklyn… spiegata dunque l’ambientazione del mio romanzo. New York affascina un po’ tutti, rappresenta un sogno e per Sofie è un sogno che si realizza, un posto dove ricominciare da zero e dimenticare il passato. Questa storia ho voluto dedicarla a tutte le donne e all’interno c’è un messaggio di speranza, Sofie rappresenta le donne che non credono all’amore, che sono rimaste scottate in passato dalle ingiustizie della vita e sarà la stessa vita a farla ricredere.
Poi c’è Logan, il protagonista maschile, un uomo d’affari bello, affascinante e dal cuore grande. Finirete inevitabilmente per innamorarvi di lui!

Qual è il personaggio uscito dalla tua penna, che ami di più?

Sono legata a tutti i miei personaggi, li amo come se fossero figli miei e in teoria lo sono, sono io che li ho creati e plasmati nell’aspetto e nel carattere. Quello che amo di più è Logan, per il suo coraggio e per la sua capacità di amare oltre al suo bell’aspetto. Mi ricorda un po’ qualcuno, ma non vi dirò di chi si tratta 😛

E quello che ti ha dato più grattacapi?

Sicuramente è stata Sofie. Indubbiamente è più semplice per un autrice donna descrivere un personaggio femminile, immedesimarsi in lei e tentare di descrivere la sua psiche. Sofie però non è una donna come tutte le altre, non poteva innamorarsi di un uomo qualunque dopo che aveva giurato a se stessa di aver chiuso per sempre con gli uomini! È stata una bella lotta!

Hai altri progetti in cantiere?

Ho tantissimi progetti in cantiere, ho perso il conto di tutte le storie iniziate e lasciate a metà. Ho iniziato a scrivere e penso proprio che non mi fermerò più. Adoro farlo, è una necessità e i miei personaggi scalpitano per venire fuori! Chi sono dunque io per privarli della vita? 😛

Bene, siamo arrivati alla fine, grazie per essere stata/o con noi. Per salutarci lasciaci uno stralcio di un tuo romanzo e in bocca al lupo per la tua carriere di autrice!

È stata una bellissima intervista, mi sono divertita a raccontare un po’ di me e del mio romanzo. Ringrazio ancora Patrizia per l’opportunità data e spero che Profumo d’amore a New York possa piacervi e arrivare dritto al cuore. Nei miei libri c’è sempre un messaggio di speranza perché la lettura dovrebbe essere riflessione, evasione, turbinio di emozioni, risate e lacrime. Dimenticavo… aspetto i vostri commenti su Amazon! 

«Il mondo è pieno di gente folle!»
«Può dirlo forte. Ho un cliente con la fissazione per i fiori, per i tulipani a essere precisi. È matto, matto da legare…»
«Ah sì?»
L’uomo scoppiò di nuovo a ridere, sembrava seriamente divertito da quella faccenda e, fino alla fine, riuscì a strappare un sorriso sincero anche a Sofie. Durò solo un attimo perché, quando lei sentì i muscoli del viso sollevarsi per ridere, ordinò al suo corpo di smetterla e ritornò rigida e composta.
«E a lei piacciono i tulipani?»
Sofie divenne malinconica. Dio solo sapeva quanto amasse quei fiori, quanto amore e odio provasse al contempo per i tulipani. C’era stato persino un periodo della sua vita in cui aveva preso in considerazione l’idea di farsi tatuare un piccolo tulipano bianco nell’interno del polso, aveva persino preso un appuntamento con un eccellente tatuatore di Manhattan, ma alla fine non aveva avuto il coraggio di presentarsi all’appuntamento. Sofie non si era presa neppure la briga di disdire e inventare magari una bugia credibile per giustificare il suo comportamento. Alla fine aveva convenuto che non sarebbe stato quel misero tulipano d’inchiostro a ricordarle Amsterdam, nella vita sarebbero bastati i ricordi, sia quelli positivi che quelli negativi che superavano di gran lunga i primi.
«Sì, mi piacciono tanto».
Ammise infine e l’uomo le sorrise ancora. Allungò poi una mano in direzione della ragazza e Sofie fu costretta a sollevare gli occhi. Sì ritrovò a studiare il suo viso, l’espressione sincera di quel volto e decise dunque di fargli dono di un briciolo della sua fiducia.

Biografia:

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Antonella Maggio nasce in Puglia, a Modugno nel settembre 1988. Diplomata come ragioniera turistica con il massimo dei voti. Ha pubblicato diversi romanzi attraverso il self-publishing, ha aperto un blog, dove raccoglie poesie, pensieri e racconti brevi, scrive su una piattaforma di scrittura con altri appassionati e ha partecipato a diversi contest letterali aggiudicandosi la pubblicazione cartacea dei racconti essendo arrivata tra i primi dieci in classifica.
Adora leggere di notte, ascoltare musica italiana, viaggiare, cucinare dolci e salati, i fiocchi di neve, il bagno turco del centro benessere e cimentarsi con tutti i lavori manuali dall’uncinetto al découpage. “Profumo d’amore a New York” è il suo primo romanzo.

                                 

La parola ad Anya Ross

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I libri di Anya Ross

Oggi conosciamo Anya Ross, una giovane autrice emergente:

Ciao Anya e grazie per essere qui con noi! Raccontaci qualcosa di te.

Sono una ragazza di diciannove anni che vive a Milano con la sua famiglia. Ho diverse passioni come ballare, leggere e scrivere ma soprattutto adoro fare dolci, infatti a casa mia si mangiano solo quelli XD. Sono una sognatrice cronica per questo mi piace immergermi nei libri o scriverli. Adoro scrivere perché riesco a creare delle realtà parallele dove, a differenza della vita reale, posso scegliere io ciò che succede.

E ora parlaci di Anya Ross autrice. Da quanto coltivi questa passione e com’è nata.

Da bambina scrivevo delle storielle a scuola e mi piaceva un sacco, poi sono cresciuta e, anche se ho cercato più volte di iniziare un romanzo, poi non l’ho mai completato per mancanza di tempo. La scuola mi assorbiva completamente.
In compenso mi sono immersa nella lettura chiedendomi più volte come le autrici riuscissero a scrivere storie così belle.
L’anno scorso mi sono data da fare e ho scoperto che quella piccola passione non è mai scomparsa, era solo rimasta nascosta da qualche parte.

Che tipo di scrittrice sei? Scrivi di getto o sei meticolosa nel progettare trama, scheda dei personaggi ecc…?

Devo dire che fare la scrittrice non è semplice. Prima di iniziare a scrivere progetto la trama, quali personaggi introdurre e alcune scene. Sono un po’ meticolosa mentre certe scene le penso nei momenti più strani e le scrivo di getto. 

I manuali di scrittura, quanto sono utili, secondo te?

Sono utili per migliorare la scrittura e per eliminare alcuni dubbi. Un buon libro deve essere scritto bene, è indispensabile, ma quello che lo distingue dagli altri è il metodo di scrittura unico di ogni scrittrice e la trama, che deve colpire.

Oggi il self publishing sta prendendo sempre più piede, come vedi questo fenomeno?

Secondo me è un fenomeno positivo anche perché, persone comuni come noi, possono avere la possibilità di far leggere i propri scritti agli altri. Di questi tempi, poi, noi autrici self ci stiamo facendo valere.  

E ora diamo spazio alle tue opere! Ti va di presentarcele?

Ho scritto Stavo solo aspettando te genere romantico-erotico ed è il mio libro d’esordio:

Genoveffa Tucker ha ventisette anni, una carriera appena avviata come assistente in uno studio veterinario e una vita piena di amore, circondata da persone che la amano e la rispettano. 
Sembra una vita da sogno, ad eccezione di un piccolo particolare.
Non ha un fidanzato. Certo, per voi questa notizia non è sconcertante. Esistono tante persone al mondo che non hanno un fidanzato.
Per lei, però è diverso. È spaventata dalle relazioni a lungo termine.
Scappa da qualsiasi relazione. Fino a quando non incontra Noah. Bello, alto e affascinante Noah riesce, dopo una serie di situazioni divertenti e imbarazzanti, a fare breccia nel cuore di Genoveffa.
Lei riuscirà a superare le sue paure o scapperà di nuovo?

La protagonista del libro è comparsa una sera, mentre cercavo di dormire ed era così insistente che non ho potuto fare a meno di fantasticare su ciò che potevo succedere a questo strano personaggio. Da lì ho deciso di scrivere questo libro. Non fatevi ingannare dal nome della protagonista (chiamata come la sorellastra di Cenerentola). So che è un nome strano e antiquato ma la storia è carina, frizzante e leggera.

Ritornerò da te è il mio secondo libro che fa parte della serie Scotland. Genere romantico suspance, autoconclusivo:

Alys ha venticinque anni e ha realizzato il sogno della sua vita: diventare una wedding planner. 
Quando viene ingaggiata per organizzare il matrimonio dell’anno, vede l’occasione per dare notorietà alla sua agenzia ma non sa che da quel momento in poi nulla sarà più come prima.
Non si sarebbe mai aspettata di rivedere Alexander, ormai diventato un uomo d’affari freddo ed enigmatico.
La passione tra loro scoppierà all’improvviso. Il legame che li unisce, riuscirà a essere abbastanza solido da superare le inevitabili ostilità?

Ho sempre voluto scrivere una storia con delle leggende scozzesi e mi sono divertita a cercare i miti. Mi sono documentata su tutto. Le scene più belle le pensavo nei momenti più strani: mentre cucinavo o cercavo di dormire. Ho trovato un po’ di difficoltà a scrivere Alexander, devo essere sincera, ma alla fine ci sono riuscita. 

Qual è il personaggio uscito dalla tua penna, che ami di più?

Alexander di Ritornerò da te. Forse perché ho dovuto studiare tanto il personaggio prima di poterlo descrivere correttamente.

Devo ammettere che quando ho finito il libro ho provato tristezza.

E quello che ti ha dato più grattacapi?

Sempre lui!!! XD

Hai altri progetti in cantiere?

Sì. Sto scrivendo un erotico e il secondo della serie Scotland.

 

Bene, siamo arrivati alla fine, grazie per essere stata con noi. Per salutarci lasciaci uno stralcio di un tuo romanzo e in bocca al lupo per la tua carriere di autrice!

Alexander si avvicinò con passo felpato, come un felino che cerca di catturare la sua preda, ma lei lo fermò.

«Fermati» gli ordinò ma lui continuò ad avanzare mettendosi davanti a lei.

Sentiva il calore del suo corpo e la carica sessuale che sprigionava.

Ormai era vicino e i suoi pensieri furono adombrati dal desiderio.

Il suo profumo stuzzicava piacevolmente la sua libido e il suo controllo venne meno.

Alexander le alzò il mento, avvicinò le labbra alle sue e le diede un bacio leggero che le fece desiderare di avere di più.

Lo afferrò per la nuca con fervore e spinse con forza le sue labbra verso di lei.

Il contatto le provocò un fremito di piacere ma presa dalla passione, non si accorse che lui si allontanò.

Lo guardò con confusione. Perché si era allontanato? Lei lo voleva con tutte le sue forze.

Aveva semplicemente staccato le labbra dalle sue ma i loro sguardi erano incatenati.

Mormorò qualcosa a voce bassa da non riuscire quasi a distinguere bene le parole.

«Non posso» mormorò lui.

«Perché?» disse lei a bassa voce, spaventata di poter spezzare quell’intimità.

I suoi occhi, così vulnerabili e confusi le rivelavano molto più di quello che Alexander credeva.

Quella era la prova che lui sentiva qualcosa per lei e anche se era una piccola fiammella, era già un inizio.

Lo guardò con dolcezza, sapendo che la sua espressione rivelava la sua vulnerabilità, la stessa che vedeva riflessa nei suoi occhi.

Ma lui non rispose, si allontanò semplicemente da lei e prima che capisse ciò che stava succedendo, uscì dalla stanza, lasciandola lì da sola con mille dubbi.

Biografia:

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Anya Ross vive a Milano con la sua famiglia dopo essersi trasferita dalla Sicilia.
Adora leggere, scrivere e ha una passione per i dolci.
Sin da piccola ha scritto delle storie per la scuola e dopo tanti anni ha deciso di riprendere questa passione.
Il suo romanzo d’esordio è Stavo solo aspettando te, pubblicato a novembre 2014.

Segui Anya Ross:

Email: anyaross@hotmail.com
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La parola a: Maria Masella

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Alcuni dei libri di Maria Masella

15 noir, 13 romance storici e svariate pubblicazioni con Corbaccio, Rizzoli, MondadoriLe Onde, Curcio e Quadratum. Masella Maria si racconta in questa simpatica intervista:

Ciao Maria e grazie per essere qui con noi! Raccontaci qualcosa di te.

Maria Masella si chiama Maria Luisa Masella! Quel Luisa lo usa soltanto lo Stato per il codice fiscale. Anni 67, genovese, laureata in matematica, ex insegnante, attualmente casalinga e badante di un padre anziano. Niente di eccitante e clamoroso! Ho pochi amici ma ottimi, tante conoscenze gradevoli. Sono fumatrice e caffettiera incallita. Sono idealista perché credo fermamente nell’uguaglianza di tutte le persone indipendentemente da sesso, età, censo, posizione sociale. Non ho citato la razza e non è una svista: le razze non esistono. Credo anche nella possibilità che ogni singola persona possa diventare migliore, altrimenti non avrei scelto di insegnare rifiutando “un posto in banca”. Sono realista e mi rendo conto che le mie opinioni non sono condivise da molti e che le persone come me vengono ritenute “fuori di testa” quando va bene, quando va male pagano di persona.

E ora parlaci di Maria Masella autrice. Da quanto tempo coltivi questa passione e com’è nata.

Ho sempre amato leggere e da ragazzina modificavo i romanzi già letti per adeguarli ai miei gusti. Il mio primo racconto l’ho scritto in prima media! Ho tenuto sotto controllo questa passione, scrivendo per me e per pochi amici. Soltanto a quasi quarant’anni, con ormai posto fisso dove volevo, mi sono permessa di dare spazio alla mia passione cercando di pubblicare. Mi è andata bene alla prima, ma in seguito non sempre è andata bene!

Che tipo di scrittrice sei? Scrivi di getto o sei meticolosa nel progettare trama, scheda dei personaggi ecc…?

Di getto, penso che più di getto di così non sia possibile. Chi inizia a scrivere un noir senza conoscere l’identità dell’assassino? Io. Nel noir in lavorazione (ne ho scritto un quinto) è ancora avvolto nel buio. Ma lo scoverò, scoprirò il movente e anche la dinamica del delitto. Spero… ci riesco sempre! Ma tanto sono “di getto” in prima stesura quanto sono pignola nelle infinite revisioni.

I manuali di scrittura, quanto sono utili, secondo te?

Poco pochino pochetto… Molto più utili sono i testi in cui uno scrittore parla delle proprie esperienze. Due consigli (non so se sono in ebook): 1) Come si scrive un romanzo, di Maria Teresa Serafini, Bompiani strumenti 2) Come si scrive un giallo, di Patricia Highsmith, minimum fax. Mentre i manuali di scrittura tendono all’uniformità, il vero scrittore deve starne alla larga.

Oggi il self publishing sta prendendo sempre più piede, come vedi questo fenomeno?

Senza dubbio è interessante e può essere, per autori e autrici esordienti, un modo per farsi le ossa e per farsi notare. L’importante è curare il testo come se lo si preparasse per l’editore dei propri sogni.

E ora diamo spazio alle tue opere! Ti va di presentarcele?

Sono tante perché pubblico dal 1985. Trascuriamo romanzi e racconti di vario genere per riviste o antologie. Per Masella in noir: quindici romanzi di cui quattordici con un personaggio seriale, il commissario Antonio Mariani, tutti pubblicati da Fratelli Frilli Editori, prima in cartaceo e ora anche in digitale.  Per Masella in romance: un romanzo divertente, Belle sceme!, edito da Corbaccio,  tredici romance storici, di cui undici editi da Mondadori nelle collane da edicola, due romance contemporanei RS nella collana Youfeel di Rizzoli, alcuni romance contemporanei con Le Onde, Curcio e Quadratum. Ho anche pubblicato due antologie di racconti dove mi sono divertita a spaziare dalla fantascienza al fantasy. Diciamo che ho scritto di tutto! Anche un racconto per bambini a scopo benefico (Ospedale pediatrico Gaslini, cui devo la vita), niente è stato ugualmente difficile.

Qual è il personaggio, uscito dalla tua penna, che ami di più?

Come potrei non amare e non odiare un personaggio cui ho dedicato quattordici romanzi e numerosi racconti? Quindi la risposta è ovvia: Antonio Mariani. Ma ho molto amato anche alcuni personaggi dei romance: da Nicolò Negri (Il prigioniero) a Giulia (L’ultimo segreto), da Antonio Morego a Francesca Lunardi (i due protagonisti di Bella mia, racconto inserito nell’antologia risorgimentale di Mondadori, Amori sull’ali dorate). Ho anche amato Nicolas il protagonista di La preda, Youfeel Rizzoli.

E quello che ti ha dato più grattacapi?

Sto costruendo un nuovo personaggio noir, l’ho testato con il racconto lungo, 50 mila battute, inserito nell’antologia Genova criminale, Novecento edizioni. Devo dargli la stessa profondità che sono riuscita a dare a Mariani ma differenziarlo da lui. Una faticaccia… Fra l’altro come ogni scrittore sa, la pezzatura delle 50 mila battute è molto difficile.

Hai altri progetti in cantiere?

Sempre. Ho finito la prima stesura (quella di slancio!) del Mondadori, sto scrivendo la prima del quindicesimo Mariani, ho accantonato (per urgenze) un romanzo storico, ho qualche ideuzza per Youfeel, ho in revisione un noir senza Mariani, ma anche un romanzo divertente e uno non di genere… Lavoro due ore al giorno e quindi ho progetti per un po’.

Bene, siamo arrivati alla fine, grazie per essere stata con noi. Per salutarci lasciaci uno stralcio di un tuo romanzo e in bocca al lupo per la tua carriere di autrice!

Scegliere non è stato facile, ma sto lavorando al seguito di Mariani e le mezze verità. Avrei voluto mettere le ultime mille battute, ma le regole impediscono di riportare la conclusione di un noir, quindi vi lascio l’incipit.

A dicembre di quest’anno sono andata in una scuola media di Genova per una mini lezione con studentesse e studenti (molto attenti e partecipi!) e abbiamo analizzato insieme proprio questo brano.

Sono emersi i seguenti commenti: 1) sembra un diario (vero) 2) è scritto in prima persona (vero) 3) al presente (vero). A questo punto mi è stato chiesto il motivo della scelta e se era più facile (risposta? No!!!). Poi hanno scavato di più: 4) sembra che conosca i posti (vero) 5) ha i piedi grossi (vero) 6) è infastidito (vero). Se volete divertirvi anche voi…

Giovedì 15 novembre

E’ già mezzo buio anche se sono soltanto le quattro. Grigio e colore del fango, eppure in primavera e d’estate queste colline sembrano vera campagna, anche se sono state poco alla volta e in modo disordinato rosicchiate dalla città che si è dilatata, assorbendo piccoli nuclei abitati.

Se fosse settembre sarebbero dorate per la fioritura della conizza.

Accosto l’auto in una piazzuola dove ci sono già i mezzi della Scientifica. Un agente indica una specie di viottolo che scende verso il fondovalle, mi porge un paio di stivaloni e raccomanda prudenza perché è scivoloso. — Tenga, commissario, c’è fango e spazzatura fino alle ginocchia.

Gli stivaloni sono stretti. Li ho presi e infilati senza controllare, da stupido e per colpa della fretta come se il morte non potesse aspettare pochi minuti in più. Ora ogni passo è un fastidio.

— Attento che si scivola.

Ha ragione, poche cose sono più scivolose della fanghiglia condita dai rifiuti di una discarica abusiva.

— Appena ricevuta la chiamata, abbiamo controllato se era attendibile. Lo era. — Abbassa la voce. — Non so cosa ci si possa trovare.

Biografia:

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Chi è Maria Masella? Vi fornisco alcuni indizi e decidete voi.
E’ nata a Genova il 10 febbraio 1948 (quindi è giovane dentro), è laureata in matematica (e il 50% smette di leggere), ha insegnato matematica, fisica e informatica (e il 50% di chi aveva continuato scappa veloce come un fulmine). (vi semplifico i conteggi: è rimasto il 25%)
Per chi è rimasto: mm (ogni persona di una certa età ha simpatici vezzi, il suo è scrivere le iniziali minuscole, proporzionate alla sua altezza) ha cominciato a pubblicare nel 1986 racconti di spy (veramente erano di terroristi) su Segretissimo Mondadori. Per anni ha smesso di scrivere poi ha ricominciato saltando da un genere all’altro.
Romanzi “rosa” contemporanei e storici con Curcio, Le Onde, Mondadori, Quadratum.
Quattordici noir (la serie Mariani) con Fratelli Frilli Editori.
Un romanzo femminile con Corbaccio.
Premiata due volte al Mystfest, una volta all’Azzeccagarbugli, una al Solinas: sempre per il versante in noir.
Ciliegina sulla torta: Premio La vie en rose nel 2015. La vie en rose riguarda il “rosa”: per quale motivo è stata premiata? Perché le signore si sono innamorate perse del protagonista maschile dei suoi noir! (mm sospetta che sperino in una letterina di presentazione…)
Ora cancellate tutto quello che precede e leggete la verità, tutta la verità: mm è una pensionata che ha imparato a cucinare a sessant’anni, si occupa del padre vedovo e quasi novantenne (anche con acciacchi). Scrivere è la sua via di fuga da giornate non esaltanti.

Segui Maria Masella:

Sito Web

Scopri la bibliografa completa su Wikipedia

 

                        

                       

La parola a: Sara Pratesi

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I libri di Sara Pratesi

Ciao Sara e grazie per essere qui con noi! Raccontaci qualcosa di te. 

Ciao, grazie a te per avermi ospitata. Anche se la mia passione è scrivere, non so mai bene cosa dire su di me a parte le classiche notizie anagrafiche: sono nata a Pistoia il 19 novembre del 1984, sono scorpione e mi sento di reincarnare alla perfezione questo segno passionale. Mi sono diplomata in estetica generale ma non pratico. Ho fatto per anni l’arredatrice e altri lavori, adesso sono alla ricerca del lavoro stabile (un’utopia!). Amo gli animali e per questo amo anche l’equitazione, prima facevo salto a ostacoli e adesso aspetto di ritrovare il tempo per poter praticare ancora questo meraviglioso sport.

E ora parlaci di Sara Pratesi autrice. Da quanto coltivi questa passione e com’è nata.

Sara autrice, se così mi posso definire, è nata insieme a me nel senso che la voglia di buttare nero su bianco delle storie ha sempre fatto parte di me. Da bimba scrivevo nei quaderni, brevi racconti ma senza la costanza di terminarli, a volte realizzavo dei fumetti e crescendo ho coltivato questa passione iniziando a pubblicare nei forum alcune mie storie. Solo di recente mi sono decisa a pubblicare, spinta dal mio ragazzo Giacomo e da alcuni amici. Più che altro è stata un’altra autrice, Fabiana Andreozzi, a spingermi e a convincermi aiutandomi a destreggiarmi in questo mondo. Il primo libro è stato Come mi vuoi che fa parte della serie Apple Pie a cui sono molto legata.

Che tipo di scrittrice sei? Scrivi di getto o sei meticolosa nel progettare trama, scheda dei personaggi ecc…?

Sono un ibrido di entrambe le cose. Quando scrivo libri da sola vado sempre di getto, scrivo tutto ciò che mi frulla nella testa e spesso la trama cambia durante la stesura, anche se di solito mi attengo all’idea originale. Però, al contempo, via via che inserisco un personaggio aggiorno il mio “schedario”. Mi creo una tabella dove segno nome e cognome del personaggio, dati fisici, anagrafici, lavoro e note. È un po’ un promemoria che mi è utile più che altro per non dimenticare i personaggi secondari e di non scrivere magari nel primo capitolo che Lucy (nome random) ha gli occhi verdi e poi affermare nel capitolo 15 che li ha castani. Un memorandum.

Ma so scrivere anche seguendo una scaletta, metodo che uso quando scrivo a quattro mani con Fabiana Andreozzi, per esempio l’ultimo uscito Come ti spaccio il fidanzato.

I manuali di scrittura, quanto sono utili, secondo te?

Non so rispondere a questa domanda non avendone mai letto uno. Credo che possano essere una buona fonte per apprendere e magari un giorno ne leggerò. Ne ho un paio in lista che vorrei comprare. Comunque credo siano utili fino a un certo punto, nel senso che sicuramente aiutano a perfezionarsi o a insegnarti tecniche più efficaci ma per scrivere ciò che serve è una dote che non si può né insegnare né imparare, deve venire dal cuore. Naturale come respirare.

Oggi il self publishing sta prendendo sempre più piede, come vedi questo fenomeno?

Per me il self publishing è stata la salvezza essendo io per prima una self. Ho mandato solo un libro alle case editrici, anni fa, e avevo anche ricevuto proposte di pubblicazione ma per problemi personali non ebbi tempo per starci dietro e la cosa scemò da sola. Adesso non ho mandato più niente pubblicando direttamente.
Tornando alla domanda è un mezzo utile per potersi esprimere e magari anche emergere. Certo è che ci sono molti pregiudizi sia sull’autore italiano in generale che sui self e a volte possono essere giustificati ma altre volte sono infondati, ci sono vere perle nel mondo self.

E ora diamo spazio alle tue opere! Ti va di presentarcele?

Parto con l’ultimo nato: Come ti spaccio il fidanzato della serie Love Match. Scritto a quattro mani con Fabiana Andreozzi. Una commedia romantica frizzante e divertente che vede come protagonista Vittoria Becucci di origine italiane ma trapiantata a New York. È la tipica donna in carriera, brillante architetto, pensa che nella vita non le serva nient’altro. Nello studio con lei, come suo collaboratore, lavora anche Dylan Harper, fratello della sua migliore amica. Ma lei odia lui che a sua volta odia lei. Pare che non ci sia modo per i due di stare a pochi metri senza scatenare furiose liti. Lui pensa che abbia ottenuto la promozione, soffiata a lui, grazie al corpo e lei pensa che Dylan sia solo uno zotico cavernicolo. Ma c’è un problema. Vittoria, per tener buona una famiglia numerosa e ingombrante che vive a Capalbio – Toscana, ha detto che si sposerà presto con un certo Josh Harper… peccato che questo Josh non esista. E allora come fare? Se dopo tanti tentativi non trovi un fidanzato finto da portare a casa? L’unica àncora di salvezza pare sia Dylan… ma riusciranno a fingersi di amarsi? Può l’odio essere il nascondiglio dell’amore? Tra New York e Capalbio ci sarà da divertirsi tra i due protagonisti… infiammati.
Questa storia, come tante altre, risiedeva nel mio pc e in quello di Fabiana e finalmente, dopo anni, ci siamo decise a dargli una chance. Dopo una telefonata durata sei ore e mezzo (letteralmente) abbiamo delineato di nuovo tutta la storia e l’abbiamo aggiustata. È un libro che ha la sola pretesa di far ridere e magari far credere che l’amore, alla fine, è l’unica cosa che conta.

Il primo è stato Come mi vuoi della serie Apple pie. È una commedia romantica, con doppio punto di vista, ambientata a New York, città che amo e che voglio visitare quanto prima. Parla di una ragazza dai capelli rossi, Ellie Wiler, che viene da una famiglia rumorosa e una madre un po’ sopra le righe, Rhonda Spencer e che vive con la sua migliore amica e lavora come giornalista in una rivista di moda, Her, occupandosi di matrimoni tra vip. Lei è un’adorabile pasticciona e combina un disastro dietro l’altro, ha una relazione con un uomo sposato. E parla anche di Gregory Aldrin detto Greg, un ragazzo fortunato: bello, ricco e… un po’ imbranato. Ha un rapporto battagliero col padre, Antony Aldrin, che lo vuole più responsabile per occuparsi della rivista, Her, dove poi diventerà il capo. I due, tuttavia, si scontrano già prima in una disavventura alla Ellie e quando scoprirà che lui è proprio il suo capo ne succedono delle belle. Passione, amore e amicizia, questo ho voluto raccontare.
Ellie e Greg sono nati nel mio Livejournal come storiellina da accostare a The sims, la iniziai con un’amica, Claudia Tansini, ma ci piacque talmente tanto che decidemmo di farne un libro. Era il lontano 2010 ed Ellie e Greg, causa impegni di lavoro e personali di Claudia, sono rimasti nel mio pc per tanto tempo finché, nel 2014, mi sono decisa a riprendere in mano la loro sorte e riscrivere tutto da capo variando anche la trama… finalmente a dicembre ha visto la luce su Amazon e Kobo sia in versione ebook che cartacea.

Il secondo è stato un racconto E adesso (s)vestimi. Un breve racconto che definirei un ibrido tra romanzo rosa ed erotico. Ambientato a Firenze, città che sento mia, parla di Clara, una ragazza sciatta che lavora in uno studio di avvocati. Ha un fidanzato… o meglio lo aveva visto che Claudio la molla all’improvviso trovandola poco curata e femminile. Lei, determinata a volersi riprendere il suo uomo, accetta l’aiuto dell’affascinante collega Alessandro che l’accompagna a fare shopping, dalla parrucchiera e le insegna l’arte della seduzione. Solo che questo gioco diventa presto qualcosa di più coinvolgente e forse Clara sta puntando l’uomo sbagliato. È nato dall’idea di una sera e questo racconto detiene il record di velocità di stesura… è nato di getto e il 12 dicembre 2014 è uscito su Amazon e Kindle Unlimited, sia in ebook che in cartaceo.

A febbraio, il 5, ho pubblicato un altro libro che attendeva da un po’, un altro ibrido tra la commedia romantica e un erotico (ma più commedia) dal titolo Alla scoperta di te. Il libro, ambientato a Londra, comincia con una festa in maschera in cui uno dei due protagonista (il libro a doppio punto di vista), incontra una misteriosa donna con cui scatta l’attrazione. Fanno l’amore ma senza mai togliere la maschera che nasconde le loro identità. Lui sarà così ossessionato da questa donna da cercarla in lungo e in largo. Nel frattempo Priscilla si è appena trasferita a Pimlico, Londra. Scopre presto che il suo nuovo vicino è un aitante pompiere e barman di Ethan. È così che le loro vite si incontrano e tra i due c’è subito elettricità. Sembra andare tutto per il meglio ma un giorno la donna misteriosa pare finalmente avere un nome… e allora che fare? Ethan si trova a scegliere tra fantasia e realtà e… per sapere come finisce, dovrete leggerlo.
Anche questo libro è disponibile sia in ebook che cartaceo su Amazon e dal 5 maggio anche su Kobo.

Pochi giorni dopo esce il secondo volume della serie Apple Pie, dal titolo Così come sei.
Ellie e Greg tornano all’arrembaggio con altri disastri… un sogno che si realizza, il matrimonio, ma non tutto va come si immagina e a volte il passato torna a sconvolgere tutto quanto. La novità maggiore è che il secondo volume, a differenza del primo, è scritto a quattro mani con Claudia Tansini.
Disponibile su Amazon e Kobo in versione cartacea ed ebook.

Qual è il personaggio uscito dalla tua penna, che ami di più?

Questa è difficile ma di getto mi viene da dire: Ellie Wiler della serie Apple Pie. Mi è entrata nel cuore con tutti i suoi guai e giuro che ho amato scrivere di lei. Ora sto scrivendo la terza e ultima parte e già penso con tristezza a quando dovrò dirle addio.
La seconda, se posso dirlo, è Vittoria Becucci di Come ti spaccio il fidanzato, così caparbia, risoluta e indipendente riesce a trasformarsi e scoprire qualcosa in più su se stessa e sull’amore… è un po’ il tipo di donna che vorrei essere io.

E quello che ti ha dato più grattacapi?

Bella domanda… non saprei. Forse quello più complicato da scrivere è stato Ethan Cole di Alla scoperta di te ma solo perché cercavo di non farlo risultare troppo antipatico al lettore pure facendogli fare un po’ lo stronzo a un certo punto del libro.

Hai altri progetti in cantiere?

Ho una mente fin troppo attiva e qualcosa in cantiere c’è sempre. C’è un’altra serie: Liars.
Il primo sarebbe già pronto, è solo da ricorreggere e si intitola Un’innocente bugia, il seguito si chiamerà Un’innocente vacanza ma il secondo è ancora da ultimare.
In più sto scrivendo un racconto che ancora non ha un titolo e l’ultimo volume di Apple Pie ma quello procede molto a rilento. Tra i prossimi progetti c’è con Fabiana Andreozzi di rimettere in sesto anche gli altri libri della saga Love Match.

Bene, siamo arrivati alla fine, grazie per essere stata con noi. Per salutarci lasciaci uno stralcio di un tuo romanzo e in bocca al lupo per la tua carriere di autrice!

Grazie mille! Incrocio le dita.
Vi saluto con un pezzo dell’ultimo libro scritto con Fabiana Andreozzi Come ti spaccio il fidanzato.

«Però» dice Dylan fischiando «non hai ancora visto Jonathan?» indaga con il suo tono insinuante.
«Perché ti interessa?»
«Sei piuttosto acida, hai bisogno di un giro sulla giostra per darti una calmata.» Io lo guardo iraconda ma lui continua: «O forse ti manca l’italiano?»
«Non mi manca proprio un bel niente, tutto ciò che mi difetta è un sottoposto che sappia stare al suo posto!»
«Eppure ti piaceva quando stavo sul tuo di posto, a Capalbio» mi fa notare come un perfetto stronzo. Era così visibile?
«Se è per questo anche tu non mi sembravi proprio una vita tagliata» controbatto agitata, mi devo calmare.
«La castità non ti si addice Vic, non vorrei davvero essere il prossimo che ti capiterà sotto le grinfie. Avrà bisogno di un avvocato per riaverlo indietro.» Cafone, grezzo e volgare!
«Vai al diavolo Dylan!» strillo e nel farlo mi tiro in piedi piccata.
«La tua vita è così anonima e noiosa che l’unica forma di divertimento che ti è rimasta è quella di pungolarmi?» Mi volto a fulminarlo allargando le braccia, peccato che abbia dimenticato il bicchiere ancora pieno di tè alla pesca che stringo in mano. Nel movimento repentino la bevanda esonda al di fuori infrangendosi proprio sulla camicia bianca di Dylan che schizza in piedi e guarda alternativamente me e la macchia. Cazzo!
«Mi dispiace, non volevo» pigolo andandogli vicino e cominciando a picchiettare il bagnato con un tovagliolo. Che porca miseria è proprio sul suo petto scolpito.
«Dì la verità,» inizia lui, «questa è una subdola scusa per tastarmi.» Sul suo viso si accende un sorrisetto sghembo ed io mi infiammo, colta in fallo. Non che abbia programmato di versargli un ettolitro di tè sulla camicia, ma tastare i muscoli vigorosi sotto la stoffa sottile trasforma la mia pelle in una fitta trama di brividi.

 

Biografia:

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Sara Pratesi nasce a Pistoia il 19 novembre del 1984, dove ancora vive.
Poliedrica, ama ogni forma d’arte compresa quella della grafica. Su facebook potrete trovarla anche sotto lo pseudonimo di Sara Adanay – Digital art, pagina che offre anche ad altri autori e autrici la possibilità di acquistare le proprie cover scegliendo tra quelle già esistenti oppure commissionandone una a proprio gusto, che rispecchi la personale esigenza.
Da sempre innamorata della scrittura ha volato di fantasia immaginando trame e trasportandole su un foglio word, ha scritto diverse storie pubblicate inizialmente nei forum o in qualche blog, molte sono ancora nell’hard-disk desiderose di uscire allo scoperto.
Nel 2014 fa il suo esordio nel mondo dei self auto pubblicando il primo libro della saga Apple Pie, intitolato Come mi vuoi che sbarca su Amazon e Kobo.
Sempre nel 2014 esce in esclusiva su Amazon il racconto breve tutto toscano E adesso (s)vestimi.
Il 2015 si riapre alla grande con il romance ibrido tra un erotico e una commedia Alla scoperta di te, in esclusiva su Amazon.
Torna il secondo volume di Apple Pie, Così come sei scritto assieme a un’altra autrice, Claudia Tansini (2015).
Adesso approda su Amazon e Kobo anche con Fabiana Andreozzi con la quadrilogia Love Match Come ti spaccio il fidanzato.

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La parola a: Alessia Cucè

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Conosciamo oggi un’altra autrice italiana emergente!

Ciao Alessia e grazie per essere qui con noi! Raccontaci qualcosa di te.

Grazie a te per avermi ospitato, sono una persona abbastanza solare e allegra ma che spesso dentro ha un vuoto terribile. Sono sposata da tanti anni, quasi sedici per la precisione, e ho due figlie che mi fanno impazzire insieme a un cane e un gatto. Non mi faccio mancare nulla, lavoro saltuariamente e corro sempre. Sono una persona molto fedele, in amicizia come in tutto il resto e mi piace essere d’aiuto per chi ne ha bisogno. Adoro la vita ma penso che questo sia il mio più grosso ostacolo. Ho sempre cercato di affrontare ogni situazione a testa alta, ma quando mi fermo a pensare troppo crollo, convincendomi che non serve a nulla lottare tanto. Ma fortunatamente sono brevi momenti di buio esistenziale, poi torna a risplendere il sole.

E ora parlaci di Alessia Cucè autrice. Da quanto coltivi questa passione e com’è nata.

La coltivo da quando ero una bambina, ho vinto anche un premio di poesia tanti anni fa. Non so esattamente come sia nata, ma adoro fantasticare e viaggiare con la fantasia. Per un po’ di tempo l’avevo messa di lato, ma da tre anni circa ho ripreso a coltivare questa passione che adoro.

Che tipo di scrittrice sei? Scrivi di getto o sei meticolosa nel progettare trama, scheda dei personaggi ecc…?

No assolutamente, niente schemi o scalette o cose del genere. Io scrivo di getto. Un attimo scrivo un capitolo, l’attimo dopo la fine e l’attimo dopo ancora il titolo. Mi lascio guidare dall’ispirazione, dal momento, dalle sensazioni, dalle musiche e dai paesaggi che fanno parte della mia vita quotidiana, ma soprattutto dai sogni che la mia mente immagina quasi ogni notte.

I manuali di scrittura, quanto sono utili, secondo te?

Ne ho letti un paio in passato, naturalmente non tutti sono uguali. Quelli che ho letto io, fortunatamente mi ha aiutato tantissimo, non tanto per la storia o la trama in se, quanto per la struttura vera e propria del racconto. Da esordiente ho ancora molto da imparare. Due anni in questo mondo sono troppo pochi per definirmi una scrittrice completa, quindi se posso carpire consigli da chi ha più esperienza di me, sono ben lieta di accettarli e farli miei e dare aiuto a chi ne avrà bisogno.

Oggi il self publishing sta prendendo sempre più piede, come vedi questo fenomeno?

Una vera benedizione, ma anche una maledizione. Le CE oggi sono quasi irraggiungibili, soprattutto quelle che farebbero arrivare il tuo libro sugli scaffali di catene importanti. Il self publishing ha dato la possibilità a molti talenti nascosti di essere notati. Ho letto testi di self cento volte più belli di alcuni romanzi presenti all’interno delle librerie. Con questo non dico che con le CE ci siano solo incompetenti, anzi, tutto il contrario. Ma sovente la famosa botta di fortuna non arriva e queste piattaforme ci danno la possibilità di coltivare e diffondere l’amore per la scrittura con molta facilità. Il lato negativo è che è luogo comune pensare che i self siano scarti delle CE e mi è capitato spesso di discutere con gente convinta di ciò, purtroppo.

E ora diamo spazio alle tue opere! Ti va di presentarcele?

Ho alle spalle due romanzi fantasy facenti parte di una trilogia di cui sto scrivendo il terzo e ultimo capitolo, The DreamWorld trilogy. I romanzi si intitolano rispettivamente Tra le braccia di un Sogno e Il ritorno del Sigillo Bianco. Ma vorrei presentare qui oggi il mio romance paranormal in uscita in cartaceo ed e-book su Amazon dal 15 Maggio e si intitola Seguimi nel Buio.

Qual è il personaggio uscito dalla tua penna, che ami di più?

Indubbiamente la protagonista della mia trilogia, Alyssa. C’è molto di me in lei e la amo da impazzire. Ho riversato su questo personaggio tanti dei miei aspetti di vita e di esperienze, seppur modificati. È il mio alter ego.

E quello che ti ha dato più grattacapi?

Il più complicato è stata l’ultima protagonista del mio nuovo romance paranormal, Elisa. Sopravvivere alla perdita è la mia paura più grande, ma anche morire. La morte è quasi sempre presente all’interno dei miei testi, ho la necessità di esorcizzarla e aver fatto vivere una situazione per me inquietante a questa protagonista, mi ha suscitato forti emozioni negative.

Hai altri progetti in cantiere?

Questa domanda è complessa, ahahah. Io scrivo sempre, di progetti ne ho tanti. Finire il terzo volume della trilogia è sul gradino più alto. Ho un erotico per le mani e un altro romance paranormal in scrittura. Poi sto partecipando a diversi concorsi letterari e quindi la penna non si ferma mai, per mia fortuna.

Bene, siamo arrivati alla fine, grazie per essere stata/o con noi. Per salutarci lasciaci uno stralcio di un tuo romanzo e in bocca al lupo per la tua carriere di autrice!

Vi lascio il primo estratto che ho condiviso del romance paranormal in uscita il 15 Maggio su Amazon e grazie ancora.

Da Seguimi nel buio:

“Era quasi Natale e Parigi si era vestita a festa: le strade imbiancate, le luminarie addobbavano l’Avenue des Champs Elysées e in lontananza la meravigliosa Tour Eiffel che dominava i cieli proiettando splendide luci dorate. Elisa rimase esterrefatta. Non avrebbe potuto scegliere momento e location più bella per farle quella proposta, e anche se erano passati solo cinque mesi dal loro primo incontro, sapeva benissimo che non avrebbe potuto più rinunciare a Jacques.”

Biografia: 

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Sono Alessia Cucè nata a Palermo il 5 giugno del 1980, diplomata al liceo socio-psico-pedagogico. Sono sposata da 15 anni con un sergente dell’Esercito Italiano, ho due figlie, una di 14 e una di 7 anni un gatto e un cane che adoro, e nel frattempo che aspetto le chiamate per le supplenze nelle scuole, lavoro part-time. Adoro leggere, dipingere e costruire oggetti vari. Ho sempre amato scrivere, fin da bambina riempivo interi quaderni con fumetti che mia nonna conservava gelosamente. Alle scuole medie vinsi un premio di poesia che però si tenne la scuola, non dandomi nessun riconoscimento purtroppo. Provai a scrivere all’età di 13 anni il mio primo libro, ma facendolo leggere mi dissero che era troppo triste per la mia età, così mollai, gettando il manoscritto e chiudendo in un cassetto il mio sogno. Ho deciso di tirarlo fuori dopo che mi sono trasferita in un piccolo paesino del Lazio. Adesso scrivo sempre. Appunto su un taccuino tutto quello che mi passa per la testa, ma soprattutto, tutto quello che sogno. È da lì che è nato il mio primo romanzo fantasy “Tra le braccia di un Sogno”, diventato adesso il primo volume di una trilogia, The DreamWorld, di cui sto scrivendo l’ultimo capitolo. Spero che le avventure dei miei personaggi vi conquistino come hanno conquistato me.

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La parola a: Giuseppina Vitale

 

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I libri di Giuseppina Vitale

Conosciamo meglio Giuseppina Vitale, della quale, nei giorni scorsi,  ho presentato il romanzo Ancora tu:

Ciao Giuseppina e grazie per essere qui con noi! Raccontaci qualcosa di te.

Ciao Patrizia, grazie a te per avermi dedicato il tuo tempo. Parlarti di me? Allora mi chiamo Giuseppina Vitale, ho quasi 29 anni e sono mamma di uno splendido bambino di 4. Abito in provincia di Salerno e adoro il mare. In questo momento della mia vita mi sento felice e appagata poiché ho realizzato i miei sogni: diventare mamma e pubblicare un libro. Adoro andare a casa di conoscenti e vedere il mio testo nella loro libreria!

E ora parlaci di Giuseppina Vitale autrice. Da quanto coltivi questa passione e com’è nata.

Coltivo questa passione dalle superiori, ho iniziato pubblicando poesie, lettere e stati d’animo su siti di scrittura. Il mio primo componimento risale al 2006 sul sito ewriters. Perché ho iniziato? Trovavo più semplice esprimere le mie emozioni nascondendomi dietro ad un foglio di carta.

Che tipo di scrittrice sei? Scrivi di getto o sei meticolosa nel progettare trama, scheda dei personaggi ecc…?

Scrivo di getto, appuntando tutto ciò che mi passa per la testa sul mio fido quaderno o sul blocco note del cellulare. A volte ho già chiara la trama nella mia testa ma non disdegno le ispirazioni che m’inducono a cambiare quello che avevo progettato. 

I manuali di scrittura quanto sono utili, secondo te?

Si credo siano molto utili, in fondo documentarsi è importante. Fanno sempre comodo dei suggerimenti, poi sta allo scrittore dimostrare le sue doti.

Oggi il self publishing sta prendendo sempre più piede, come vedi questo fenomeno?

Una bella invenzione anche se ogni giorno è una vera propria battaglia. Farsi notare diventa difficile ogni giorno escono centinaia di titoli. Il self però ha dato la possibilità a molte persone di realizzare un sogno, poter vedere il loro lavoro pubblicato senza svendere le proprie idee.

E ora diamo spazio alle tue opere! Ti va di presentarcele?

Il mio primo romanzo digitale è Ancora tu. Ambientato a Roma, la protagonista Giulia Gentile si ritrova a dover combattere contro i pregiudizi della gente e l’odio di sua madre. Vittima di dispetti e calunnie alla sua persona, Giulia è additata come un mostro poiché qualche anno prima ha tentato il suicidio. Nella sua vita si alterneranno personaggi davvero singolari. Roberto il fidanzato dolce e presente che parte all’improvviso per poi sparire per due anni. Dana e Cristina le sue migliori amiche, due caratteri opposti che rendono i momenti piacevoli e divertenti poiché capaci di realizzare veri e propri teatrini senza impegno. Marina, la bulla della scuola, odia Giulia a causa di Roberto e del suo inconsapevole successo con i ragazzi. Luca, ragazzo volubile e stronzo che pian piano s’insinua nel suo cuore. Manuel belloccio ripetente al quinto anno, una bruta gatta da pelare e sua madre, donna misteriosa e carica di rancore. Cosa ne sarà di Giulia? 

Ora passo a parlarvi dell’altro mio romanzo: il diario di S.

L`opera si svolge nella New York del XXI secolo. La storia si snoda nell`arco temporale di un decennio. Serena Costa è un`adolescente americana nata da genitori immigrati. I suoi, italiani fino al midollo, spesso non capiscono che le loro tradizioni non c`entrano un bel niente con la vita Newyorkese. Nonostante frequenti una scuola importante, è presa di mira dalle sue coetanee poiché per loro è una misera bottegaia. Nel tempo libero Serena trascorre le sue giornate con i suoi amici di Mulberry Street, cominciando così a provare un nuovo sentimento: l`amore. Respinta e derisa dal suo gruppo, la povera ragazzina si sentirà nauseata da sé stessa e da quel giorno comincerà la sua vita da bulimica. Nel trambusto Marco le presenterà Jack, rampollo importante dell`élite di Manhattan. Il ragazzo s’interesserà fin da subito a lei. Con il passare degli anni, Serena si ritroverà ad avere uno strano rapporto di amore/odio con quest`ultimo. Marco e Jack entreranno in contrasto per le attenzioni della mora. Gelosie, un fidanzamento combinato per l’uomo che ama e un grande segreto sconvolgeranno la vita della protagonista. Il vomito non le basterà più, avrà bisogno del dolore, quello fisico che ti contorce le budella, entrando a far parte così della schiera degli autolesionisti. Che cosa crede di risolvere? Niente. Lei cerca solo di espiare le sue colpe. I miei due romanzi parlano di tematiche forti che spesso la gente ignora: bulimia, autolesionismo, lutti terribili, ma sono dei romance e dopo tante sofferenze, regalano il sogno ai lettori con le loro storie d’amore… Poi su Amazon è presente un piccolo ebook little love stories di trenta pagine che contiene tre miei racconti d’esordio, era una liceale a quei tempi. Li ho ritrovati in un cd e ho deciso di pubblicarli.

Qual è il personaggio uscito dalla tua penna, che ami di più?

Bella domanda… il personaggio che amo di più? Giulia Gentile, la protagonista di Ancora tu. Una diciassettenne tosta che nonostante i dolori della vita non si fa schiacciare dagli avvenimenti ma tira fuori gli artigli e lotta. 

E quello che ti ha dato più grattacapi?

Serena Costa, la protagonista de Il diario di S. In lei ho messo tutte le mie fragilità di adolescente, i miei dolori, perché in fondo ognuno di noi a volte indossa una maschera: forte e orgogliosa fuori, fragile e instabile dentro. Credo che mettere in piazza certe sensazioni sia dura e a volte si rischia di far sembrare i personaggi un po’ incoerenti ma in fondo chi adolescente non lo è?

Hai altri progetti in cantiere?

Si sto lavorando al sequel di Ancora tu manca poco alla fine ma non voglio sbilanciarmi ancora. Una volta terminato mi dedicherò al sequel dell’altro romanzo, non ti nascondo di aver iniziato anche quello! 

Bene, siamo arrivati alla fine, grazie per essere stata con noi. Per salutarci lasciaci uno stralcio di un tuo romanzo e in bocca al lupo per la tua carriere di autrice!

Estratto tratto da: IL DIARIO DI S.

«Marco aspetta!» strillai ormai senza fiato.

Si girò e mi vide, stringeva tra le mani il suo fido cellulare, per lo stupore gli cadde.

«Cosa ci fai qui?» mi domandò con voce tremante.

«Perché te ne vai? Come mai non mi hai detto niente? Stai scappando come un codardo!»

Mi guardò dritto negli occhi, quello che vidi mi fece gelare il sangue nelle vene: Marco stava piangendo.

«Devo farlo Sery! Perché non capisci? Nonostante ti eviti da più di sei mesi, io ti amo ancora. Tu sei mia sorella, devo smetterla di provare certe cose per te!»

«Non voglio perderti, io ho bisogno di te!»

«Tranquilla non mi perderai, presto mi comporterò da fratello!»

Mi diede un bacio tra i capelli e mi abbracciò, lo sentivo… questo era un addio.

 Biografia:

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Giuseppina Vitale nasce il 08-07-1986 a Nocera Inferiore, una piccola città in provincia di Salerno. Coltiva la passione per la scrittura fin dall’adolescenza. Ama raccontare i sentimenti, le passioni, i desideri. Scrivere per lei è un sogno, qualcosa che le da gioia in ogni momento. Cit: Scrivere significa donare se stessi al lettore, regalare un sogno a chi forse ha smesso troppo presto di farlo! Questo vuol dire essere scrittrice? Beh allora forse un po’ lo sono!

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