La parola a: Irene Pistolato

I libri di Irene Pistolato

Dal primo approccio con la scrittura su WATTPAD alla pubblicazione,

ecco a voi l’ospite di oggi:

Ciao Irene e grazie per essere qui con noi! Raccontaci qualcosa di te.
Ciao e grazie di avermi accolta nel tuo blog. Lavoro nella pasticceria del mio compagno, scrivo quando ho un attimo di tranquillità e a casa la sera. Ogni momento è buono per scrivere quello che mi passa per la testa.

E ora parlaci di Irene Pistolato autrice. Da quanto coltivi questa passione e com’è nata.
Coltivo la passione per la scrittura da poco più di due anni. Non avevo mai pensato di provare a scrivere una storia prima di allora, mi limitavo a vere lettere scritte a mano che spedivo in giro per il mondo. Non so che cosa sia scattato dentro di me quel giorno. Ho cominciato a scrivere sulla tastiera del mio cellulare, distruggendolo completamente dopo averci scritto un intero romanzo. Sono sempre stata una grande lettrice, fin da piccola amavo leggere un po’ di tutto e adoravo creare storie solo nella mia testa. Probabilmente ho cominciato a mettere quelle parole su un foglio word per non impazzire, la mia mente è sempre al lavoro e devo in qualche modo alleggerire quel carico. Ho cominciato a pubblicare su dei siti di scrittura come EFP e Wattpad, tutto è cominciato da lì.

Che tipo di scrittrice sei? Scrivi di getto o sei meticolosa nel progettare trama, scheda dei personaggi ecc…?
Sinceramente scrivo sempre di getto. Parto da un’idea di base, una scena, un qualcosa che mi attrae e poi ci scrivo intorno la storia. Non ho mai ben chiaro dove voglio andare a finire, la storia si scrive da sola pagina dopo pagina. Spesso ho come l’impressione che siano proprio i miei personaggi a scegliere l’andamento del romanzo.

I manuali di scrittura, quanto sono utili, secondo te?
Non so quanto possano essere utili. Di sicuro possono darti qualche dritta, ma poi ognuno trova la sua strada, il suo stile.

Oggi il self publishing sta prendendo sempre più piede, come vedi questo fenomeno?
Secondo me il self publishing è una bella cosa. Ognuno è libero di pubblicare ciò che vuole senza avere obblighi o costrizioni. Credo che pubblicare con una importante casa editrice sia l’aspirazione di ogni scrittore, ma per il momento il self publishing è più che perfetto, diciamo che può essere benissimo un trampolino di lancio.

E ora diamo spazio alle tue opere! Ti va di presentarcele?
Al momento ho quattro romanzi pubblicati su Amazon: Ti va di rischiare?, Una semplice coincidenza, Io ti credo e Il patto di Natale che è uscito qualche giorno fa.

Ti va di rischiare?: romance ambientato in Italia, in Franciacorta (zona famosa per il vino in provincia di Brescia). Serena lavora in un negozio di articoli sportivi all’interno di un outlet. Un giorno, alla fine del suo turno, uscendo dal parcheggio urta la macchina accanto alla sua. Lascia un biglietto con il suo numero, scusandosi con il proprietario e dicendo di contattarla per il pagamento del danno. Quella macchina appartiene a Marco, rappresentante di materie prime per pasticcerie, la cui famiglia possiede una delle più importanti cantine della Franciacorta e pallanuotista nel tempo libero. All’inizio c’è antipatia reciproca tra i due, poi qualcosa cambia e cominciano a frequentarsi. Entrambi hanno degli amici pazzi che adorano scommettere su ogni cavolata e scommetteranno anche su di loro. È scritto con entrambi i punti di vista. Ho amato tanto questi personaggi e sono stati molto apprezzati anche su Wattpad, ottenendo quasi due milioni di visualizzazioni. Visto il successo ottenuto, ho deciso di fare diventare questa storia una serie. Ho già completato il secondo romanzo Il mio rischio più bello che pubblicherò su Amazon a gennaio e sto scrivendo il terzo Un amore di avvocato dove il protagonista è Lorenzo, il migliore amico di Marco.

Una semplice coincidenza: romance ambientato in Italia, a Venezia, città dove sono nata e che amo alla follia. Questa storia si svolge in poche ore durante la notte di San Silvestro. Decidere di raccontare la storia di diversi personaggi, anche attraverso dei flashback, è nata un po’ per caso. C’è la coppia giovane che festeggia il primo anniversario di matrimonio, quella anziana che festeggia il cinquantesimo, c’è l’amore tra un uomo e una donna che si sono sempre amati in silenzio e che si sono ritrovati dopo molti anni, il poliziotto innamorato della barista, intenzionato a conquistarla proprio quella sera; c’è un ragazzo inglese scappato da Manchester per riscoprire se stesso e il musicista che sogna di diventare un giorno qualcuno. Persone diverse tra loro che sono in qualche modo collegate tra loro. Il protagonista principale è l’amore.

Io ti credo: è un giallo con un pizzico di romance, ambientato in Italia. Sono sempre stata un’amante dei thriller, dei gialli, ne ho letti davvero moltissimi. Questo, però, è stato il mio primo esperimento nel genere ed ero anche un po’ spaventata. Fortunatamente è piaciuto e sono felice dei riscontri che sta ottenendo. Vanessa lavora in un’agenzia immobiliare. Un giorno il suo capo le chiede di consegnarle dei documenti e, quando lo raggiunge, lo ritrova riverso a terra in un lago di sangue. La polizia irrompe in quel preciso istante, mandati sul posto grazie a una chiamata anonima. Vanessa verrà indagata per l’omicidio del suo capo. L’ispettore Rosti indagherà sul caso, cercando in ogni modo di scagionare la donna. Anche questa storia è scritta con il doppio punto di vista.

Il patto di Natale: è un romance sempre ambientato in Italia. Simona ama il Natale, i suoi colori, i suoi odori. Aspetta sempre con ansia questo periodo dell’anno. Claudio, il suo odioso vicino di casa, sarà il nuovo responsabile del negozio in cui lavora. Non fanno altro che litigare, sembra che non riescano a fare altro. Sembra che Claudio, l’uomo più malmostoso al mondo, ci provi gusto a urtare il sistema nervoso di Simona. Una sera, all’orario di chiusura, entra in azione una banda di rapinatori. Simona viene legata come un salame in un ufficio, mentre Claudio sembra essere svanito. Sbuca all’improvviso chiedendo a Simona di fare un patto, mentendo per lui per non perdere il posto. In cambio Simona si vendica, dicendo che ogni volta che lui le risponderà male, gli verranno addebitati dei minuti da passare con lei fuori dall’orario di lavoro. Claudio riuscirà a non rovinare il Natale a Simona?

Qual è il personaggio uscito dalla tua penna, che ami di più?
Non riesco a scegliere solo un personaggio, a modo mio li amo tutti.

E quello che ti ha dato più grattacapi?
Ad essere sincera, nessuno in particolare mi ha dato più grattacapi di altri.

Hai altri progetti in cantiere?
Come ho già accennato, il mio prossimo progetto sarà il secondo volume de La serie del rischio. Nel frattempo ne sto portando avanti anche altri, vedremo che cosa succederà nel prossimo futuro.

Bene, siamo arrivati alla fine, grazie per essere stata con noi. Per salutarci lasciaci uno stralcio di un tuo romanzo e in bocca al lupo per la tua carriere di autrice!
Vi lascio uno stralcio tratto da Una semplice coincidenza. Charlie & Katia sono una delle coppie che ho amato di più.

Affondo il naso tra i suoi capelli e mi inebrio del suo profumo.
«Vieni con me, Katia». La faccio ruotare lentamente verso di me e mi perdo nei suoi occhi. Le mie dita scivolano sul suo viso, asciugano le tracce salate delle lacrime. «Mi prenderò cura di te».
Queste parole fluiscono dalla mia bocca senza pensare a che cosa possano davvero significare. Le sue labbra cominciano a tremare sensibilmente e una nuova lacrima scende lungo la sua guancia. La cancello con un bacio. Non so perché l’ho fatto, ma il contatto con la sua pelle mi manda completamente in crisi.
La attiro ancora più vicino a me e la stringo fra le mie braccia. Appoggia il viso sulla mia spalla, chiudendo gli occhi.
«Sono un totale disastro, non ne combino una giusta. La mia vita è uno schifo». Si stringe di più a me e affonda il naso nell’incavo del mio collo. «Perché sei così gentile con me?».
«Perché tu meriti di essere trattata come una regina», rispondo accarezzandole la schiena. Chiudo gli occhi e mi godo quel momento decisamente strano, ma che mi porta un sorriso sulle labbra. La mia mano finisce sul suo viso e le accarezzo la guancia con il dorso, fino ad arrivare alle sue labbra. Le sfioro con le dita e in questo momento sento il desiderio impellente di unirle alle mie.
«Non spezzarmi il cuore». Mi supplica con la voce strozzata dall’emozione. Non lo farei mai, non spezzerei mai il cuore a questa donna, l’ho già fatta soffrire abbastanza in passato.

Biografia:

IreneIrene Pistolato nasce a Venezia nel 1982, ma si trasferisce a Brescia per amore nel 2003. Si è diplomata perito turistico, desiderosa di trovare occupazione presso un’agenzia di viaggi. Per qualche tempo il suo sogno è diventato realtà, ma poi tutto è sfumato. Ora lavora nella sua pasticceria, dove scrive ogni volta che ha un attimo di respiro. Ama i gatti e a casa ha tre micie che adora.
Scrive romanzi da pochi anni, ma legge da tutta la vita. Scopre per caso l’esistenza di Wattpad, una writing community che le regala molte soddisfazioni, soprattutto con il suo romanzo Ti va di rischiare? che a oggi ha totalizzato quasi due milioni di visualizzazioni e grazie al quale riceve l’invito al Salone Internazionale del libro di Torino tramite la rivista Wired. Scrivere la aiuta a stare bene, a liberare la mente, la rilassa e la completa.

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La parola a: Giovanna Barbieri

Il romanzo di Giovanna Barbieri

Conosciamo oggi Giovanna Barbieri,

autrice di romanzi storici e editor freelance:

Ciao Giovanna e grazie per essere qui con noi! Raccontaci qualcosa di te.
Ciao, grazie mille per l’opportunità. Sono Giovanna e vivo in provincia di Verona in un mini appartamento. Sono un’editor freelance, un’attività che ho sempre desiderato aprire.
Alcuni romanzi che ho corretto ed editato con le mie clienti sono stati scelti da case editrici sparse per l’Italia e ne sono molto fiera. Altri testi, invece, sono nei primi posti di Amazon. Nulla mi rende più felice che aver aiutato un talento a emergere.

E ora parlaci di Giovanna Barbieri autrice. Da quanto coltivi questa passione e com’è nata.
La passione per la scrittura professionale è nata circa nel 2006, prima tenevo solo un diario personale. In quel periodo avevo preso in prestito in biblioteca un libro sulla castellizzazione in Valpolicella che mi aveva molto affascinata. Ho sempre amato molto la Storia, sono da sempre una gran lettrice di romanzi storici. Così ho acquistato altri saggi sul periodo e approfondito le mie conoscenze. Una notte ho fatto un sogno di me stessa nel Medioevo, così ho iniziato a scrivere la stratega, anno domini 1164.

Che tipo di scrittrice sei? Scrivi di getto o sei meticolosa nel progettare trama, scheda dei personaggi ecc…?
Sono una persona riflessiva sia per quanto riguarda la trama sia i personaggi. Prima di scrivere, effettuo molte ricerche sugli usi e costumi, cibo, abbigliamento, lavori che si svolgevano all’epoca. I miei personaggi, sia che siano veramente esistiti sia che provengano dalla mia fantasia, devono spiccare nella storia, compresi pregi, virtù e difetti. Inoltre di solito mi concentro su periodi storici poco trattati dalle altre autrici.

I manuali di scrittura, quanto sono utili, secondo te?
Io ne ho letti diversi negli anni e molti mi sono stati utili per capire la tecnica narrativa. In particolare consiglio quelli sullo show, don’t tell e sui punti di vista.

Oggi il self publishing sta prendendo sempre più piede, come vedi questo fenomeno?
Sono un’autrice self, un’imprenditrice di me stessa. Mettersi in gioco in questo modo è utile a farsi notare sia dalle case editrici sia a costruirsi una cerchia di affezionati lettori. Sarebbe utile servirsi di figure professionali: grafici per le cover; editor e correttori di bozze, come tutti gli autori che hanno fatto della scrittura una professione. Questo per evitare brutte figure con i colleghi e i lettori. Da quando ho acquistato il kobo e ho scoperto il self pubblishing non ho mai letto tanto. Molte penne notevoli le ho trovate indipendenti in Amazon.

E ora diamo spazio alle tue opere! Ti va di presentarcele?
M’inviti a nozze!  Per ora ho scritto due romanzi, entrambi ambientati nel basso Medioevo. Il primo, La stratega anno domini 1164, è un surreale (un time-travel), ambientato nel XII secolo durante le lotte anti-imperiali contro Federico il Barbarossa. Alice, una donna del XXI secolo, dopo un temporale si ritrova nel XII secolo e da quel momento la sua vita cambierà. Andrà incontro a pericoli, partecipando a battaglie e s’innamorerà, ricambiata, di Lorenzo Aligari, un cavaliere della valle Provinianensis. Inoltre la sua vita s’intreccerà con Chiara Aligari, figlia terzogenita del castellano di Fumane; con Luigi l’arciere, innamorato della contessina Chiara; con Angelica, ancella del conte di Fumane; con Matteo il costruttore, vedovo e padre di due bambini, al quale vengono commissionate delle opere innovative. Come avete capito, non è esattamente un romance, anche se il romanticismo non manca mai nei miei romanzi.
Il secondo romanzo, Cangrande paladino dei ghibellini, uscirà a breve con Arpeggio libero editori. Ambientato a Verona e Vicenza tra il 1312 e il 1314, data della battaglia contro i guelfi nel quartiere vicentino di San Pietro. Nel romanzo le vicende di Cangrande, signore di Verona, s’intrecceranno sia con Dante Alighieri, esule da Firenze e ospite dei della Scala sia con Paolo de Grenier e la contadina Caterina (creati di mia fantasia). Anche qui troverete una delicata storia d’amore tra Paolo e Caterina e tanta vita nel XIV secolo.

Qual è il personaggio uscito dalla tua penna, che ami di più?
Ho amato molto Lorenzo Aligari, il cavaliere leale e coraggioso che combatte contro Garzapano, imperiale al soldo di Federico il Barbarossa. Ma ho anche apprezzato Luigi l’arciere, fedele armigero innamorato della contessina Chiara, che non può maritare a causa del suo status (non è un nobile).

E quello che ti ha dato più grattacapi?
Sicuramente Dante Alighieri, nel romanzo Cangrande paladino dei ghibellini. Ho deciso di dargli voce con un suo punto di vista. È stato faticoso farlo apparire il genio che era, ma anche l’essere umano con i suoi difetti. Amava i figli e la moglie ma ha deciso di abbandonarli, una volta esiliato da Firenze e condannato alla morte sul rogo. Non aveva scelta, se desiderava vivere. Sicuramente negli anni lo ha ferito molto il dover dipendere dagli umori dei protettori che gli hanno concesso asilo.

Hai altri progetti in cantiere?
In questi giorni sto finendo di editare un romanzo sul V secolo dc. Per me è stato molto difficile ambientarlo nel 402 dc. Ho avuto il piacere di leggere (io mi diverto da morire) molti saggi sull’epoca in oggetto: come si vestivano, cosa mangiavano, come combattevano, che lavori svolgevano. Immergermi in quegli anni per me è magia. Anche qui ho inserito diversi punti di vista: Alarico, Stilicone, Tullio (un tabernario che lavora sulla via Postumia), Silfrida, una fanciulla gota adottata da una famiglia romana, che stringerà un legame con Ghiveric, uno dei guerrieri di Alarico. Anche qui ci saranno battaglie (famose quella di Pollenzo del 402 e quella di Verona, a giugno dello stesso anno), imprigionamenti, fughe, relazioni amorose ecc

Bene, siamo arrivati alla fine, grazie per essere stata con noi. Per salutarci lasciaci uno stralcio di un tuo romanzo e in bocca al lupo per la tua carriere di autrice!

Anno Domini 1302

PROLOGO

L’esilio dalla sua città natale aveva molto provato messer Dante Alighieri. Non si era aspettato di essere condannato a morte sul rogo. Inoltre gli era stato decretato il confino per baratteria, cioè l’accusa di aver tratto benefici personali dalle sue cariche pubbliche. Era stata la fine della sua carriera politica e l’inizio, come per molti altri Bianchi di prestigio, della paura di subire violenze di ogni tipo. Per di più il suo amor proprio era umiliato dalla necessità di dover dipendere dagli umori dei protettori che gli concedevano asilo.
Nei primi mesi del 1302 si era rifugiato a Gargonza e a San Godenzo del Mugello, fra Toscana e Romagna. Quella mattina stava partecipando all’incontro di Gargonza insieme ad altri fuoriusciti Bianchi, desiderosi di organizzare una prova di forza contro i guelfi Neri di Firenze.
«Messer Dante, vi abbiamo scelto come cancelliere nel Consiglio dei dodici. Avete esperienza politica e una capacità di vergare epistole in latino senza eguali» disse Lapo degli Uberti. «Accettate?»
Dante lo squadrò irritato nonostante il complimento. Si era scontrato con il nobile dieci anni prima, durante la battaglia nella piana di Campaldino.
Represse il suo stato d’animo e disse: «Accetto» Anche perché lo avrebbero pagato e gli servivano fiorini per vivere.

Biografia:

11224667_10204957689643348_5885870950195666169_n - Copia

Giovanna Barbieri nasce a Verona il 15/01/1974 e risiede a Verona.
Nel 2001 consegue la laurea in Scienze Politiche, indirizzo economico-internazionale.
Appassionata di Medioevo, alto e basso, nel 2009, leggendo un testo sugli insediamenti abitativi del basso medioevo in Valpolicella, La Valpolicella: dall’alto medioevo all’età comunale di A. Castagnetti, decide di scrivere un romanzo ambientato nella sua valle, La stratega anno domini 1164. In particolare la colpisce un fatto storico non molto noto, l’assedio del castello di Rivoli del 1165 a opera della Marca Veronese che si ribella a Federico I il Barbarossa e Garzapano, castellano di Rivoli.
Il secondo romanzo, Cangrande paladino dei ghibellini, uscirà a ottobre 2015 con Arpeggio Libero editore.
Inoltre è l’autrice di Amor e patimento: tre racconti gratuiti a tema medievale-sentimentale.
Suoi numerosi articoli sono pubblicati in blog e siti dedicati alla storia medievale: Talento nella storia, Italia medievale, Sguardo nel Medioevo, Il Medioevo non è stata un’epoca buia!!! e Medioevo tra luce e buio.

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La parola a: Connie Furnari

L’ultimo romanzo di Connie Furnari

Scrittrice prolifica, i suoi lavori spaziano dal paranormal al fantasy fino al romance, Connie Furnari ci parla di lei e del suo ultimo romanzo Touch:

Ciao Connie e grazie per essere qui con noi! Raccontaci qualcosa di te.
Ciao e grazie per questo spazio! Non c’è nulla da dire, sono una persona che ama leggere e scrivere, stare con gli amici.

E ora parlaci di Connie Furnari. Da quanto coltivi questa passione e com’è nata.
Eh, scrivo da quando ho imparato a leggere. Ho sempre amato i libri. Leggo tutti i generi letterari.

Che tipo di scrittrice sei? Scrivi di getto o sei meticolosa nel progettare trama, scheda dei personaggi ecc…?
Scrivo di getto, senza fermarmi. Dopo perdo un sacco di tempo con l’editing, nella correzione sono molto meticolosa.

I manuali di scrittura, quanto sono utili, secondo te?
Danno una base, ma credo il gene della scrittura sia innato.

Oggi il self publishing sta prendendo sempre più piede, come vedi questo fenomeno?
Il self è un’ottima vetrina per farsi conoscere. Lo vedo come un’utilissima opportunità, per tutti.

E ora diamo spazio alle tue opere! Ti va di presentarcele?
Ho scritto all’incirca una ventina di opere, sarebbe un po’ difficile presentarle tutte! Vi presento l’ultimo, Touch, che ha ottenuto un discreto successo di pubblico:

Malgrado sembri una ragazza piena di vita e ottimista, Cheryl nasconde una tristezza che nessuno riesce a vedere. Frequenta il primo anno al Weston College, un’università privata di Detroit, e non c’è festa alla quale non venga invitata dai suoi amici, membri della prestigiosa confraternita Delta ZK House. Considerata da tutti una “facile”, le piace giocare con i ragazzi, senza concedere mai la propria anima a nessuno.
Il cuore di Cheryl è un blocco di ghiaccio da quando, un anno prima, ha scoperto che il suo ragazzo Greg l’ha tradita con sua sorella Dana.
Da allora, ha deciso di cambiare. Da nerd occhialuta, si è trasformata in una delle ragazze più richieste ma anche più crudeli del campus, per una chiara forma di vendetta verso l’altro sesso.
Per le vacanze estive, il suo amico Patrick propone ad alcuni membri della confraternita di trascorrere due settimane nella sua baita, nei pressi di un lago con una cascata, sperduta nei boschi del Michigan.
Il primo giorno di vacanza, mentre fa jogging, Cheryl vede nuotare nel lago un bellissimo ragazzo nudo. Si tratta di Tyler, il cugino di Patrick, arrivato da Cleveland per trascorrere lì le vacanze estive.
Tra i due inizia un’amicizia fatta di innocenti dispetti e ripicche, ma soprattutto di attrazione sessuale che a stento riescono a trattenere. Anche Tyler ha una pessima reputazione: il suo motto è usare le donne per farsi storie da una notte, senza nessuna implicazione sentimentale.
Mentre è ancora in vacanza con gli amici, Cheryl viene a sapere che Dana e Greg hanno affittato un cottage vicino la baita di Patrick e rimane spiazzata quando il suo ex ragazzo, notando l’eccessivo miglioramento fisico in lei, comincia a corteggiarla, in modo pesante e all’oscuro della fidanzata.
La scelta appare ovvia: piuttosto che tornare con il suo ragazzo storico, Cheryl preferisce di gran lunga trascorrere un’estate di passione con Tyler, senza nessun impegno. Ma la sua avventura con quel ragazzo così sexy e intrigante rimarrà davvero solo una storia estiva, o porterà a qualcosa di inaspettato?
Touch è un new adult dalle accese sfumature hot. Una storia di emozioni impulsive e di crescita interiore, narrata dalla voce della protagonista: un romance effervescente e giovane, impregnato dall’atmosfera solare dell’estate, che narra di un amore irrefrenabile.

Qual è il personaggio uscito dalla tua penna, che ami di più?
Tutti, nessuno escluso. Come una madre ama tutti i suoi figli allo stesso modo.

E quello che ti ha dato più grattacapi?
Sicuramente Temptation, vista la storia.

Hai altri progetti in cantiere?
Sì, riprenderò i paranormal romance e qualche opera che avevo messo da parte

Bene, siamo arrivati alla fine, grazie per essere stata con noi. Per salutarci lasciaci uno stralcio di un tuo romanzo e in bocca al lupo per la tua carriere di autrice!
da Touch
La vegetazione rigogliosa abbracciava tutta la parte frontale del lago: i colori dell’estate erano ovunque, in quel paesaggio da sogno. Il blu acceso e trasparente, il verde smeraldo, l’azzurro terso, il bianco sgargiante della schiuma che spruzzava lungo la parete rocciosa.
A un tratto, intravidi qualcosa che si muoveva nell’acqua. Mi avvicinai, con passo prudente. Senza volerlo, come se stessi facendo qualcosa di sbagliato, mi nascosi dietro i cespugli.
Dischiusi le labbra, acquattandomi. Un ragazzo stava nuotando nel lago. Nudo.
Intravedevo il suo sedere sodo e rotondo che fuoriusciva dalle onde, le spalle muscolose che si muovevano agili, mentre nuotava a stile libero.
I suoi movimenti erano fluidi, rapidi. Sembrava non respirare affatto, la foga emanata dal suo corpo era ipnotizzante.
Rimasi impalata e senza parole. Sperai non mi avesse vista o sarei morta di vergogna.
Si spinse verso la riva. Quando poggiò i piedi, camminò con lentezza per uscire dal lago, passando le mani sul volto.

Biografia:

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Connie Furnari è nata a Catania, classe 1976. Laureata in lettere, appassionata di cinema, pittura e cartoni animati, ha pubblicato con varie case editrici e vinto diversi premi letterari. Predilige scrivere il fantasy e il paranormal, ma si dedica anche al romance e alla narrativa per bambini. Tutte le opere dell’autrice sono facilmente reperibili su Amazon. Collaboratrice di molti web magazine letterari, vive tra centinaia di libri e dvd; adora leggere, disegnare fumetti manga, e dipingere quadri a olio mentre ascolta musica classica. Il  blog che gestisce  offre stralci delle sue opere, contest letterari, affiliazioni e promozioni di opere inedite ed editori, una sezione dedicata agli scrittori esordienti e alle case editrici, servizi di editing e molto altro.

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Alcuni  libri dell’autrice

                         

                         

La parola a: Regina Pozzati

I libri di Regina Pozzati

Un’autrice poliedrica, che spazia dal Romance Storico al Fantasy, senza farsi mancare Soprannaturale, Avventura e Azione!!!

Conosciamola meglio:

Ciao Regina e grazie per essere qui con noi! Raccontaci qualcosa di te.
Ciao Patrizia, grazie a te per avermi ospitato!
Di me non c’è tanto da dire, soltanto che nella vita vera ho una splendida famiglia e che lavoro coi numeri – tanti numeri – e che questo è il motivo che mi ha spinto a riversare il mio animo più fantasioso in qualcosa capace di liberarmi la mente e portarmi lontano, ovvero la scrittura.

E ora parlaci di Regina autrice. Da quanto coltivi questa passione e com’è nata.
Credo di avere scritto più o meno da sempre. La mia prima storia originale risale al 2004. L’ho pubblicata in un sito di scrittura amatoriale senza troppe aspettative, è piaciuta e da allora non mi sono più fermata!
All’inizio di quest’anno, però, è avvenuta la vera svolta. Complice il fatto che la scrittura amatoriale non mi stava più dando le stesse soddisfazioni dell’inizio e visto il mio desiderio di mettermi alla prova, ho tentato una strada diversa. Mi sono auto-pubblicata e il risultato – per me – è stato a dir poco incredibile!
Condividere le proprie storie coi lettori e relazionarsi con loro in maniera diretta è tutt’ora per me un’esperienza magnifica, a cui non penso di poter più rinunciare.

Che tipo di scrittrice sei? Scrivi di getto o sei meticolosa nel progettare trama, scheda dei personaggi ecc…?
Probabilmente dovrei essere più brava, stilare scalette, compilare schede personaggi e così via…
Una volta lo facevo, ma le mie esigenze sono cambiate nel tempo. Adesso scrivo per non avere regole e così, una volta che mi sento un’idea in testa, mi metto al computer e vado avanti senza sapere dove arriverò. Questo è anche uno dei motivi per cui talvolta le mie storie piacciono, ovvero perché sono imprevedibili e non sai fino all’ultimo come andrà a finire.

I manuali di scrittura, quanto sono utili, secondo te?
Con mio grande rammarico devo confidarti di non averne mai letto uno. Sono consapevole del fatto che potrebbero aiutarmi a fare chiarezza o a migliorare il mio stile, ma la verità è che non voglio imbrigliarlo nei canoni e nelle regole.
Ogni mia storia nasce da un’idea a sé e molto spesso è narrata con uno stile a sé (ritmo frenetico, frase spezzate per le storie d’azione, narrazione in prima persona o in terza a seconda della trama, più o meno descrizioni a seconda del fascino dell’ambientazione o dei personaggi).
Mi lascio guidare dal cuore e dall’istinto, senza uno dei due non riuscirei a trasmettere emozioni!

Oggi il self publishing sta prendendo sempre più piede, come vedi questo fenomeno?
Per me, da sempre abituata a leggere grandi autori e a rapportarmi con stili e intrecci appassionanti, il self publishing è stata l’occasione per mettermi alla prova. Non ho mai spedito nulla di mio a una casa editrice perché credo di avere ancora molta strada da fare, non so se lo farò in futuro, ma grazie al self adesso mi sento più fiduciosa nelle mie capacità e mio marito non manca di prendermi in giro dicendomi che me lo aveva sempre detto, che se lo avessi ascoltato prima adesso sarei una scrittrice famosa.
Ah, l’amore…

E ora diamo spazio alle tue opere! Ti va di presentarcele?
Il mio esordio a inizio 2015 è stato con La Chiave d’Oro, un romance storico di pirati, d’amore e d’avventura che è nato durante una crociera nel Mar Mediterraneo. Si svolge nei luoghi che ho visto e quello che più mi piace è la collocazione storica, ovvero l’inizio del ‘300, un periodo che non è certamente famoso per la pirateria!

Successivamente ho pubblicato un dark fantasy con ambientazione esotica: In una Parola.
Come si sarà capito amo spaziare nel tempo e nello spazio, amo viaggiare con le mente e il fatto di avere viaggiato tanto nella mia vita mi ha aiutato molto a comporre ambientazioni verosimili, ma fantastiche.
In questa storia, più che nella precedente, ho dato sfogo alla mia fantasia e ho fatto di tutto per permettere al lettore di avere l’illusione di trovarsi al centro del deserto, in una città dove magia e destino sono la stessa cosa.

Infine è stata la volta di un racconto che ho pubblicato per la Festa della Mamma e che in realtà era l’epilogo di una storia più ampia che non mi sono sentita di rivedere. Scrivere romanzi storici è difficile. O lo si fa bene, o è meglio non farlo affatto e quando i personaggi sono realmente esistititi, come in Come la Pioggia, la difficoltà aumenta.
Nonostante questo so che è piaciuto davvero molto, e non posso che esserne fiera!

Qual è il personaggio uscito dalla tua penna, che ami di più?
A questa domanda rispondo sempre senza esitazione: si tratta di Vince, un personaggio che ancora non ha visto la “luce” e che proviene da un mondo d’ombra. Ho sempre amato le storie oscure e i vampiri.
Per il mio esordio ho scelto un romance storico poiché ho pensato che mi avrebbe dato occasione di raggiungere un pubblico più vasto, ma le mie opere fantasy e soprannaturali sono quelle che mi richiedono meno fatica e che mi appassionano di più.
Tornando a Vince è il protagonista de Il Canto del Sangue, il suo fascino deriva dal fatto che è l’opposto di me: è un mezzo-sangue in perenne conflitto con se stesso, un vigliacco, un doppiogiochista e un abile manipolatore. È la sintesi di tutto ciò che tendo a evitare nella vita di tutti i giorni, ma nonostante questo una volta arrivata alla fine della storia mi sono ritrovata ad apprezzarlo e questo mi ha fatto capire che era un gradino al di sopra di tutti gli altri.

E quello che ti ha dato più grattacapi?
Sembrerò ripetitiva, ma è sempre lui: Vince. È facile scrivere di protagoniste simili a se stessi o a persone che conosciamo, ma scrivere di chi non capiamo, non ci rappresenta e non agisce MAI come faremmo noi è tutt’altro affare. Ci sono state volte in cui l’ho odiato e questo ha reso l’amore che ho sentito per lui alla fine della storia ancora più speciale!

Hai altri progetti in cantiere?
Tempo permettendo entro Natale (ma non ci spero tanto) mi piacerebbe pubblicare un altro romance storico, che è già concluso, ma che non ho ancora avuto tempo di revisionare. È stato già pubblicato su un sito di scrittura amatoriale l’anno scorso, riscuotendo un discreto successo.
Ha uno stile più maturo, un’ambientazione singolare (terre ghiacciate, vichinghi, rune e magia) e una bella storia d’amore di quelle che piacciono a me: violente, tormentate e capaci di stringerti l’anima. Fammi gli auguri!

Bene, siamo arrivati alla fine, grazie per essere stata con noi. Per salutarci lasciaci uno stralcio di un tuo romanzo e in bocca al lupo per la tua carriere di autrice!
Grazie a te per avermi ospitato, Patrizia. È stato un piacere essere qui e… crepi il lupo!
Visto che come me ami i romanzi storici, ti lascio un estratto da La Strega Rossa e lo Straniero, la prossima pubblicazione di cui ti parlavo prima.

“Frida si sentì soffocare. Il suo cuore accelerò i battiti, la gola le divenne secca. Sentiva tutto. Il rumore prodotto dai suoi stivali sul legno del pavimento, il lento strisciare della fodera del coltello sul corpo, il suono del suo respiro… Strinse i denti imponendosi di restare calma. Il legno del letto emise uno strano rumore. Si era seduto. Poco dopo udì un suono secco, come uno strappo. Successivamente qualcosa di metallico venne lasciato cadere a terra. Capì che si era tolto stivali e coltello, ma chissà perché non si sentì più al sicuro sapendolo disarmato.
Si mosse cauta, stando attenta a non arrivargli così vicino da poter essere sfiorata. Prese la brocca con il liquido che aveva avvelenato per renderlo innocuo e lo versò in una coppa, poi gliela offrì restando comunque a una distanza di sicurezza. Immobile come una statua, attese che gli occhi dello jarl si abituassero al buio e che capisse che gli stava tendendo qualcosa da bere. Per qualche istante non accadde nulla, poi, all’improvviso, la mano dello straniero la raggiunse e si chiuse sul suo polso, facendola sussultare per lo spavento. Si era mosso in una maniera così rapida da non darle il tempo di vederlo. Il modo in cui l’aveva afferrata, così deciso e autoritario, le aveva letteralmente tolto il fiato. Tentò di liberarsi dalla sua presa, ma lui non glielo permise. Disse invece qualcosa nella sua lingua; qualcosa che Frida fu contenta di non comprendere, ma che riuscì ugualmente a intimorirla.”

Biografia:

regina

Regina Pozzati nasce a Bologna, città che ama immensamente. Sogna storie sin da quando è bambina, accompagnata dalla magia di suo padre, illusionista per passione, e dalle letture che hanno riempito le sue giornate. Coltiva l’amore per la scrittura con la stessa caparbietà con cui conduce la propria vita. Ama finire le cose che inizia e adora le sfide.
Si trasferisce a Milano il giorno stesso in cui si laurea, per amore e contro al volere della propria famiglia. Riversa tutta se stessa in quello che scrive, fondendo insieme generi diversi e dando vita a personaggi marcati, capaci di essere amati e odiati con la medesima intensità.
Ha scritto storie di diverso genere, tra cui Fantasy, Soprannaturale, Avventura e Azione.

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La parola a: Paola Iotti

Il romanzo d’esordio di Paola Iotti

Appassionata di cavalli e libri, conosciamo oggi Paola Iotti!

Ciao Paola e grazie per essere qui con noi! Raccontaci qualcosa di te.
È strano per me rispondere a queste domande. È una novità a cui non ho mai pensato.
Ho sempre avvertito una passione particolare per gli animali. Fin da piccola sostenevo che da grande avrei fatto la veterinaria, ma in realtà intrapresi gli studi di Giurisprudenza: col senno di poi sento di aver fatto la cosa giusta. La sensibilità nei confronti degli animali l’ho portata avanti in maniera diversa ed è stata l’ispirazione che mi ha portato a scrivere. Sono una persona introversa e timida: scrivere mi riesce più facile che parlare.

E ora parlaci di Paola autrice. Da quanto coltivi questa passione e com’è nata.
Sono sempre stata una lettrice appassionata e accanita. “Toglietemi tutto ma non il mio libro!”, potrei scherzosamente affermare.
Leggere mi ha aiutato a crescere, a maturare e mi ha sostenuto in molti momenti delicati dell’esistenza: mi ha catapultato in mondi incantati e meravigliosi, allontanandomi dalle tristezze del mondo facendomi riflettere e pensare. Se uno scrittore è bravo, riesce a farmi entrare nell’ambiente che crea e, per il tempo in cui dura la lettura, vivo con i personaggi del libro accanto a me, ed è una bella sensazione: è come condividere la realtà con amici che illuminano la quotidianità. Il mio intento è fare altrettanto, coinvolgendo il lettore e facendolo rilassare, divertire e riflettere.
Devo ammettere che la passione di diventare autrice non l’ho mai coltivata. Gli amici a cui scrivevo lettere o mail ogni tanto commentavano che erano piacevoli perché ero in grado di trasformare situazioni banali in fatti divertenti o interessanti e alcuni mi dicevano che avrei dovuto fare la scrittrice. Ma lo prendevo come uno scherzo e mai avrei pensato che l’augurio si sarebbe trasformato in realtà. Mettere per iscritto pensieri, idee ed esperienze mi è sempre venuto spontaneo, per non dimenticare i ricordi e soprattutto le emozioni e gli stati d’animo del momento.

Che tipo di scrittrice sei? Scrivi di getto o sei meticolosa nel progettare trama, scheda dei personaggi ecc…?
Sono un’istintiva che scrive di getto ma con una base di conoscenze a cui attingere. L’idea della trama del libro l’ho avuta una mattina presto, in vacanza al mare, durante una passeggiata sulla spiaggia: all’improvviso ho visto materializzarsi la struttura del romanzo, l’inizio, le varie parti, i personaggi, e al ritorno mi misi subito a scrivere partendo dalla fine. E’ stato esaltante.
Poi traggo ispirazione da ciò che vedo e sento attorno a me: libri che leggo o rileggo, diari del passato, scritte sui muri, frasi ascoltate portando mio figlio al cinema a vedere film d’animazione… Anche se devo dire che i fatti e i concetti raccontati riguardano situazioni meditate e vissute che devo in qualche modo elaborare e, dopo una sedimentazione più o meno lunga, “saltano fuori” all’improvviso, di fronte a occasioni del tutto banali. Quindi è un mix: prima devo pensare a lungo, poi si apre un rubinetto e quello che scrivo esce di getto.

I manuali di scrittura, quanto sono utili, secondo te?
Non saprei: ognuno di noi è diverso e unico e quindi ognuno deve trovare quel che lo può aiutare. Personalmente credo che saper scrivere e comunicare sia un “dono” che non si può acquisire ma solo affinare e migliorare. Secondo me aiuta molto leggere chi sa scrivere bene e assorbire dall’esempio concreto. Non si può costruire a tavolino uno scrittore perché certe cose si “sentono” e non si possono insegnare.

Oggi il self publishing sta prendendo sempre più piede, come vedi questo fenomeno?
Come ogni situazione, nulla è giusto e nulla è sbagliato. Non mi piace che alcune persone approfittino della “voglia” di essere pubblicati sfruttando gli aspiranti scrittori. Allo stesso tempo capisco il desiderio di chi non trova un editore, in questo periodo difficile.
Mi ritengo molto fortunata. Al secondo concorso cui ho partecipato, ho ottenuto la vittoria e il premio della pubblicazione da parte della Casa Editrice Giovanelli di Bologna, che è una piccola realtà editoriale con cui mi sento molto in sintonia.
Come la mia protagonista, sono partita senza ambizioni e aspettative particolari, paga di aver creato qualcosa di per sé gratificante e piacevole. Ho scritto per me e tutto quel che arriva è una sorpresa inaspettata.

E ora diamo spazio alle tue opere! Ti va di presentarcele?
Certo! Si tratta di un romanzo intitolato “Come l’arcobaleno tra una criniera”.
E’ ambientato nel mondo dell’equitazione e narra l’incontro di una donna con due cavalli, in momenti successivi. Nell’approcciarsi con loro mette in pratica, senza accorgersene, dei piccoli segreti rivelati da un saggio amico che l’aiuteranno a trovare se stessa e un equilibrio interiore. Il secondo destriero costituirà l’occasione per incontrare l’amore, anche se il rapporto è reso difficoltoso dal fatto che l’uomo è già sposato e con una figlia alla quale è molto legato. C’è anche spazio per una piccola indagine e un mistero sulle origini del secondo cavallo.
Paulo Coehlo, uno dei miei autori preferiti, ha scritto alcune bellissime frasi. Sostiene che nella vita spesso alcuni momenti si ripetono, come uno schema, e viverli provoca dolore. Ma l’uomo illuminato comprende che il ripetersi delle esperienze ha un’unica finalità: insegnare quello che non si vuole apprendere. Mi sono trovata a rivivere situazioni di sofferenza che non riuscivo a comprendere e superare. Scrivere questo libro è stato il modo per assimilare la mia lezione personale.
Sempre Coehlo afferma che talvolta s’incontrano persone che mostrano il lato peggiore di sé, nascondendo mancanze con aggressività, mostrando pregi solo apparenti, dissimulando la paura della solitudine con falsa indipendenza. L’uomo saggio non si lascia ingannare dalle apparenze e resta in silenzio di fronte a questi tentativi di impressionarlo. Ma approfitta dell’occasione per correggere le proprie mancanze, dato che gli uomini costituiscono un ottimo specchio per imparare.
E quindi il messaggio che traspare dal mio testo è che gli ostacoli che affrontiamo nella vita servano per migliorare e scoprire realtà nuove e appaganti.

Ho scritto per me stessa, convinta che il romanzo potesse essere apprezzato solo da chi ama i cavalli e annoiasse gli altri. Mi sono ricreduta quando persone al di fuori del mondo dell’equitazione hanno rivelato di esserne rimasti emozionati e coinvolti.
Oltre al concorso edito dalla Casa Editrice Giovanelli, legato al tema degli amici animali, ho preso parte al concorso Voci per i Cavalli 2015 organizzato da Horse Angels, un’associazione Onlus che salva i cavalli maltrattati o abbandonati la cui presidente è una scrittrice. Sono arrivata seconda ma anche in questo caso ho pensato che il tema dei concorsi mi avesse agevolato.
Sono pertanto rimasta sorpresa quando mi sono classificata seconda al concorso del Caffè Letterario Mangiaparole di Roma. Il tema era libero e la mia rappresentava l’unica opera sul rapporto uomo-animale. Più di cento partecipanti con opere di buon livello, ma con maggiore esperienza e argomenti più “classici”.
La giuria ha apprezzato l’originalità e l’innovatività dell’opera, sottolineando che le parti “tecniche” legate all’equitazione non annoiassero ma anzi si inserissero armoniosamente nella trama, completata da una storia d’amore e intermezzi avvincenti. E’ stata una grandissima soddisfazione.

Qual è il personaggio uscito dalla tua penna, che ami di più?
Il campione sportivo di equitazione Michele Spagni di cui s’innamora la protagonista, perché è un ideale di uomo che racchiude in sé elementi positivi e astratti, ma allo stesso tempo reali.

E quello che ti ha dato più grattacapi?
Sempre lui, Michele Spagni, perché ho dovuto combinare diverse personalità che ho incontrato o che avrei voluto incontrare. L’unico pezzo che non mi è uscito di getto ma di cui ho rimandato la stesura, perché faticavo a scriverlo, è stato proprio l’incontro tra Michele e la protagonista, dato che era difficile immaginare una situazione credibile e coinvolgente.

Hai altri progetti in cantiere?
Ho l’idea per il seguito del romanzo. La struttura è ben chiara nella mente: quello che spero di trovare è il tempo per concretizzarla. Con un figlio di 10 anni da seguire, un marito, una casa, un lavoro a tempo pieno e tutti gli animali a cui devo accudire, mi sembra un’impresa impossibile.
Ho una coppia di pappagalli agapornis allevati a mano e comprati per mio figlio, pensando così di evitare di prendere cani e gatti, troppo impegnativi. Poi mi sono ritrovata a curare e gestire una colonia felina, ho adottato due gattine che rischiavano la morte e un cavallo salvato dal macello da curare e a cui fare il box tutti i giorni.
Ma avevo detto che era impossibile anche scrivere il primo libro e ancora di più pubblicarlo e invece è accaduto… nel mio romanzo la parola impossibile viene spesso pronunciata, per poi perdere il prefisso im- e trasformarsi in realtà possibile.
Ogni tanto mi chiedo come sono riuscita a scriverlo: eppure l’ho fatto e quindi confido di farcela anche con il secondo.
Ho pure alcune idee per racconti brevi, un genere in cui non mi sono mai cimentata. Spero di concretizzarle.

Bene, siamo arrivati alla fine, grazie per essere stata con noi. Per salutarci lasciaci uno stralcio di un tuo romanzo e in bocca al lupo per la tua carriera di autrice!
Mi piacerebbe presentare l’incipit del libro.

Lo vide la prima volta in una rigida giornata di febbraio.
Piccolo, sparuto, scheletrico: inverosimilmente magro, tutto pelle e ossa, la gracilità mimetizzata da una coperta blu elettrico da cui spuntavano quattro zampe scarne e quasi storte.
L’espressione non era delle migliori: un misto di curiosità e cronico malessere a cui sembrava apaticamente abituato. Le rammentò lo sguardo stravolto dei prigionieri dei campi di concentramento della seconda guerra mondiale immortalato in fotografie in bianco e nero.
Lui mostrava invece un’immagine in bianco e blu.
Era, o cercava di essere, un cavallo dal mantello grigio, ora bianco per l’età, puntinato da minuscole macchioline marroni. Con quella bardatura addosso tentava di darsi un po’ di credibilità, anche se l’effetto poteva apparire ridicolo.
Non le piacevano di quel colore: si era fatta male con un destriero dal pelo candido e inevitabilmente suscitavano ricordi sgradevoli.
Ma, al di là della tonalità, non pareva nemmeno un cavallo: solo una povera bestia provata dalla vita, brutta e malandata.
La prima idea a irrompere spontanea fu di deciso rifiuto.
«Ma chi vuole questo obbrobrio? E dovrei pure pagare per portarlo a casa? Nemmeno per sogno! Dovrebbero remunerare me per liberarsene.
No, no, assolutamente NO! Sarebbe stupido e comunque… non m’interessa… non lo voglio. Non se ne parla! Sapevo che venir qui sarebbe stato tempo perso!».
Lei era una ragazza di quarant’anni: si considerava tale, a dispetto dell’anagrafe implacabile che proiettava in altre categorie.
Rivelava meno anni e ne sentiva davvero pochi: piccola, minuta ma proporzionata e ben fatta. Timida, e per questo motivo spesso schermata da un atteggiamento serio ma fornita di animo dolce e sensibile, soprattutto con gli animali che, a differenza del genere umano, si erano sempre palesati sinceri e disinteressati.
La causa dei pensieri, così duri e taglienti, risiedeva in un crudele scherzo del destino. Nel recinto a fianco del ronzino dalla coperta blu stava lei, Orizzonte, la cavalla che desiderava ma che non era riuscita a ottenere.
Il mantello sauro dorato, il colore preferito, la folta criniera quasi bionda. Bella, i muscoli sodi e potenti, lo sguardo nobile da autentico destriero.
Il confronto appariva impari ma qualunque quadrupede avrebbe perso: figurarsi quel mucchietto d’ossa malamente incartato in una stoffa blu fosforescente.
Orizzonte era la compagna che amava, a cui aveva dedicato attenzioni e cure per oltre un anno, il cui allontanamento aveva originato fiumi di lacrime.
Come poteva quel tentativo mal riuscito di cavalcatura dal fastidioso pelo chiaro prenderne il posto? Con quella smorfia… IMPOSSIBILE!

Biografia:

VLUU L210 / Samsung L210

Paola Iotti è nata a Reggio Emilia il 29 aprile 1964 dove vive con la famiglia a due e quattro zampe. Ha conseguito la maturità scientifica e si è laureata in Giurisprudenza all’Università di Parma.
La curiosità per la vita l’ha portata a interessarsi a diversi argomenti come lettura, musica, sport, arti orientali, omeopatia e fitoterapia.
Lavora presso la Provincia di Reggio Emilia dove si occupa come funzionario amministrativo di Governance ed Educazione Ambientale.
La sua prima opera “Come l’arcobaleno tra una criniera”, è risultata vincitrice del concorso letterario “Il mio caro amico”, indetto da Giovanelli Edizioni nel 2014 e seconda classificata nella 3^ edizione del Premio Letterario “Mangiaparole” 2014/15 a Roma (Edizioni Progetto Cultura). Si è inoltre classificata al secondo posto al concorso letterario Horse Angels Voci per i Cavalli 2015.

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La parola a: Ilenia Leonardini

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I libri di Ilenia Leonardini

Appassionata di cinema e musica, conosciamo oggi Ilenia Leonardini.

Ciao Ilenia e grazie per essere qui con noi! Raccontaci qualcosa di te.
Sono nata nel 1977 nell’assolata città marittima di La Spezia, in quella striscia di terra chiamata Liguria.
Sono figlia unica e vivo con i miei genitori nella piccola provincia di Luni Mare.
Il mondo perfetto e sognante del cinema mi ha sempre attratto, anche se sono un’appassionata di musica. Di entrambi i “mondi” apprezzo quello straniero.
Lo sport che ho praticato più volentieri è la difesa personale. Devo ammettere che mi ha ispirata molto.
Rimango fedele al mio primo amore: il nuoto. Quando entro in mare è come se ritrovassi il mio ambiente, forse in un’altra vita ero un delfino, chi lo sa!
Scrivere è un modo per liberarmi della quotidianità e rintanarmi in mondi perfetti, anche se non sempre ne hanno l’aspetto.
Nelle amicizie devo ammettere di essere molto timida, ma con le persone con cui condivido doti artistiche sono molto espansiva e con essi parlo di come adoro scrivere e di come ogni cosa mi ispiri.
Ci sono persone che vedono la mia timidezza, alle volte, troppo intensa. Nella vita ho dovuto lottare per raggiungere i miei obbiettivi e ho trovato ostacoli e amicizie che poi si sono dissipate, credo per la lontananza, io quando mi affeziono alle persone sono una vera amica, una persona che sa ascoltare e tenta di dare consigli.
Nel periodo dell’adolescenza non ero certo il tipo che adorava mettersi in mostra, infatti mi rifugiavo, quando potevo, al cinema e dopo, uscita da esso, mi sentivo talmente carica di ispirazione che dovevo scrivere.
Anche ciò che mi circonda mi ispira, come i miei stati d’animo.
I miei autori preferiti sono: Tolkien, Lewis, Michael Ende e la Alcott (Piccole donne è il mio libro preferito e mi riconosco in Josephine March ma solo per il fatto che anche lei adora scrivere).
Apprezzo anche la letteratura gotica dalla quale prendo spunto.
L’ispirazione mi coglie in qualsiasi momento, specie alla sera.
Mi piace molto mettere “in lavorazione” più tipologie di storie, questo perché seguo lo stato d’animo del momento.
Ad esempio, quando fa freddo e fuori c’è il diluvio mi sento ispirata nello scrivere storie di creature sovrannaturali; mentre se mi trovo in riva al mare volo con la fantasia e posso scrivere tante mini storie che parlano di sirene e altre creature mitologiche marine.
Molte mie amiche mi chiedono come io riesca a spaziare in questo modo e soprattutto a ricordarmi di ogni personaggio (e ne inserisco molti nelle mie creazioni).
Io rispondo che forse il mio cervello ha delle “cartelle” simili a quelle di un computer.
Questa cosa mi fa sorridere.
Ma non ci posso fare niente, io sono fatta così.
Non saprei che altro dire su di me, solo che mi reputo una persona sensibile che cerca sempre il lato positivo delle situazioni, credo nella vera amicizia e che, se si crede in un sogno, bisogna inseguirlo.
È strano parlare di “me”, non saprei che altro aggiungere. Chi mi conosce lo sa che sono semplice, senza fronzoli inutili, ma una persona che se può aiuta sempre e che si dà da fare quando lavora.

E ora parlaci di Ilenia autrice. Da quanto coltivi questa passione e com’è nata.
La scrittura l’ho incontrata verso i 14 anni.
I miei primi manoscritti ricordano più sceneggiature e sono carichi di dialoghi, poi mi sono detta: “… e se creassi uno stile tutto mio?”
Così ho fatto!
La scrittura creativa è stata, ed è ancora, una passione terapeutica. Mi ha aiutata a superare i momenti di sconforto, specialmente dopo perdita del lavoro e ultimamente ad affrontare la malattia di mio padre, seppur ne sta venendo fuori.
Io lo dirò sempre: Scrivere fa bene al cuore e all’anima!

Che tipo di scrittrice sei? Scrivi di getto o sei meticolosa nel progettare trama, scheda dei personaggi ecc …?
Mi piace spaziare tra i “generi letterari”.
Come ho accennato prima “Scrivere fa bene al cuore e all’anima!”
Io scrivo di getto e mi lascio trasportare dai miei stati d’animo e ogni personaggio che creo riesce a trasmettere proprio quel determinato stato d’animo. Sono meticolosa solo quando inizio a pensare una storia come ultimamente, in quanto sto preparando un fantasy.
Passo dal fantasy, all’horror per poi catapultarmi nello sci-fi.
Ultimamente mi sono dedicata al thriller/noir e forse ho mescolato lo stile dark all’azione che, in genere, è presente nei “gialli”.
Creare mondi, situazioni inusuali e personaggi è qualcosa che si è fatto strada nel mio animo.
I generi letterari dai quali mi faccio trasportare, quando leggo, sono il fantasy (sovrannaturale e mondi fantastici), l’horror e il genere storico.
Sono amante dei miti greci, egizi e adoro le storie dei Nativi Americani.
Il periodo storico del quale vorrei, prima o poi, scrivere un romanzo, è la seconda guerra mondiale, per sottolinearne la sua drammaticità, in quanto credo sia stato il più oscuro nella storia del genere umano.
Chissà, forse un giorno …

I manuali di scrittura, quanto sono utili, secondo te?
Non credo che servano, secondo me chi scrive deve totalmente lasciare che l’ispirazione sia la sua guida. Io ad esempio faccio così.

Oggi il self publishing sta prendendo sempre più piede, come vedi questo fenomeno?
Sicuramente anche io proverò a pubblicare in self, ho in programma una seconda raccolta di storie che ho intitolato I mondi fantastici dell’anima.
Ma per ora ho pubblicato solo con casa editrice, la Irda Edizioni.

E ora diamo spazio alle tue opere! Ti va di presentarcele?
Nel 2013 ho pubblicato il primo romanzo della trilogia: Hurricanes & Sun con Irda Edizioni. In questo primo titolo illustro la storia di due gemelli: Hagen e Andreas. Due bambini che alla tenerissima età di sei anni vengono avvolti da un uragano di eventi negativi che sconvolgeranno per sempre la loro esistenza.
Nel giugno del 2014 ho pubblicato la continuazione: Dark side … of the sun; dove i protagonisti, i due gemelli, dovranno affrontare un viaggio in una località che si trova al confine tra Stati Uniti D’America e Canada per risolvere altri misteri riguardo alla sorte avversa che li colpì da bambini.
Sempre nel 2014 sono uscita con la raccolta Storielle e Favole, in quanto avevo tutto pronto ed ero in fase di stesura del terzo libro che chiude la trilogia noir. In questa raccolta ho messo tutta me stessa e ho cercato di comunicare in modo fresco e mai scontato ogni stato d’animo di personaggi. In questa raccolta di 176 pagine sono presenti più di 40 tra storielle, pensieri e mini storie di ogni genere dal noir, al fantasy al fantascientifico per poi passare per il sovrannaturale.
L’ultimo titolo della trilogia Noir/Thriller, Life inside hurricanes è uscito nel 2015. È la conclusione e la scoperta di altri segreti di famiglia da parte dei gemelli. La location delle varie vicende si divide tra Germania e Italia, per la precisione le zone che conosco meglio come Luni Mare, Sarzana e la Lunigiana.
Ho creato molti colpi di scena in quanto sono convinta che il noir (o genere new dark, come lo ha definito il mio editore) non è scontato.

Molte persone inoltre mi chiedono come mai io abbia utilizzato titoli in inglese, almeno per la trilogia noir.
E’ presto detto. In questo mondo l’inglese è divenuta una lingua praticamente mondiale e quindi vorrei incoraggiare, in particolar modo i ragazzi (infatti oltre a scrivere impartisco ripetizioni a ragazzi che vanno dalle elementari alle superiori). Secondariamente danno musicalità e sono delle metafore della vita. Mi spiego meglio Hurricanes & Sun è la rappresentazione della vita che cambia improvvisamente e il sole la vita di persone benestanti.
Dark side … of the sun rappresenta tutte quelle persone che hanno i cosiddetti scheletri nell’armadio o comunque un passato turbolento, seppur breve.
Life inside Hurricanes rappresenta la miriade di uragani in cui i personaggi, tutti quelli descritti, si trovino a combattere insieme la stessa “difficoltà”.

Qual è il personaggio uscito dalla tua penna, che ami di più?
Un personaggio in particolare devo ammettere che non c’è. Ma se proprio devo dirne uno, a parte i gemelli della mia saga noir, il personaggio di Kathrine. È il mio alter ego in questa trilogia. Lei è una psicologa (premetto che io sono una semplice Perito analista contabile, non sono laureata ma solo diplomata). Lei è me ma per i modi gentili con cui si propone al prossimo. Una ragazza altruista che avrà comunque spazio in tutta la trilogia. Essendo figlia unica al mio personaggio ho affiancato una sorella (ispiratami dalla mia migliore amica, che per me è una sorella).

E quello che ti ha dato più grattacapi?
In realtà non ci sono personaggi che mi abbiano messo in difficoltà. Scrivendo di getto so già come dovrà apparire quel determinato personaggio, cerco sempre di dare loro, nella mia mente, un aspetto tridimensionale. Infatti mi piace crearmi una sorta di cast, prendendo spunto dagli attori e attrici, ma anche da gruppi musicali o semplici cantanti.

Hai altri progetti in cantiere?
Una nuovissima saga a carattere mitologico che abbraccerà molte tipologie di miti, tra i greci e gli egizi.
Questi nuovi personaggi saranno l’inizio di nuove ed esilaranti avventure attraverso miti creduti dimenticati, ma che rivivranno all’interno di semplici ragazzi irlandesi. Costoro sono due ragazze e due ragazzi, sicuramente questa sarà una saga suddivisa in più di tre libri, perciò credo che arriverò a circa cinque diverse “avventure” che i quattro Dei reincarnati dovranno affrontare. Il primo volume infatti dovrebbe essere pubblicato entro dicembre 2015. Ovviamente sono in fase di stesura del secondo volume che parlerà di mitologia Maya e di quanti misteri questo popolo nasconda.
Bene, siamo arrivati alla fine, grazie per essere stata con noi. Per salutarci lasciaci uno stralcio di un tuo romanzo e in bocca al lupo per la tua carriere di autrice!
Da Hurricanes & Sun:

Al manicomio il direttore è fuggito facendo perdere le sue tracce; così Georg si vede costretto a prendere le redini della clinica “Giuro che se mi capita tra le mani quel bastardo non so che gli faccio! Ma a proposito, come stanno Hagen ed Emma?” impreca il vecchio dottore “Sono tornati nelle loro stanze, stanno meglio, anche se Hagen è ancora incosciente; vado a controllarlo.” “Ti sei preso a cuore il caso di quel ragazzo.” “Sì papà, e so dove l’ho già incontrato.” “Lo conosci?” “Sì, lavorava al Berlin Collage, in cucina, non era uno studente. Ci vediamo dopo.” Moritz si congeda dal padre raggiungendo la camera dell’amico. Si siede sulla sedia di metallo accanto al letto, con la speranza che si svegli

Biografia:

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Ilenia Leonardini nasce nel 1977 a La Spezia, appassionata di scrittura, cinema e musica ha al suo attivo alcune pubblicazione tra cui una trilogia e una raccolta di favole e storielle.

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La parola a: Ledra

I libri di Ledra

Da bambina librivora a scrittrice affermata, Ledra si racconta in questa intervista:

Ciao Ledra e grazie per essere qui con noi! Raccontaci qualcosa di te.
Grazie a te, Patrizia, per l’intervista. Qualcosa di me? Che sono una grande sognatrice, mi piace ridere e fare ridere, e che non mollo mai… magari mi abbatto, urlo e strepito ma poi mi rialzo soprattutto in campo letterario. Parlando l’altro giorno con una persona speciale le dicevo che sarebbe bello fare una conferenza sulla resilienza dello scrittore o di chi agogna di esserlo.

E ora parlaci di Ledra autrice. Da quanto coltivi questa passione e com’è nata.
Prima di scrivere io ero una bambina librivora. Le altre bimbe volevano le bambole io invece gli albi illustrati. Sono cresciuta tra le storie scritte dagli altri e, a un certo punto, sono comparsi i miei personaggi, le mie storie e le ho dovute mettere su carta altrimenti l’affollamento mentale sarebbe stato insostenibile.

Che tipo di scrittrice sei? Scrivi di getto o sei meticolosa nel progettare trama, scheda dei personaggi ecc…?
Prima della stesura devo avere tutto progettato. Faccio una scaletta non rigida ma comunque con le scene e lo sviluppo narrativo ben definito. Al momento scrivo in terza persona e quindi decido a priori il punto di vista. Però prima di tutto questo mi succede, sempre, che l’incipit è già pronto e definito nella mia testa. Prima mi nasce l’incipit e poi l’idea.

I manuali di scrittura, quanto sono utili, secondo te?
Tutto è utile: corsi di scrittura, manuali generici, manuali specifici di scrittura di genere, incontri letterari, festival, scambio proficuo tra scrittori, leggere, leggere, leggere qualsiasi cosa, anche i libri brutti perché da loro si può imparare cosa non fare. Credo che ognuna di queste cose possa arricchire perché si può imparare anche quando non ci aspetta di imparare.

Oggi il self publishing sta prendendo sempre più piede, come vedi questo fenomeno?
Molto positivo perché permette la libera concorrenza in un libero mercato senza il monopolio delle case editrici. Naturalmente poi sarà il lettore a decretare il successo o no di un ebook. Per ora ho pubblicato solo con case editrici ma non escludo, nel futuro, di provare ad autopubblicarmi anche solo per curiosità. Sono curiosa di natura e mi piace intraprendere nuove avventure e mettermi alla prova quindi, perché no?

E ora diamo spazio alle tue opere! Ti va di presentarcele?
Comincio dall’ultimo nato. Un cartaceo dal sapore particolare pubblicato dall’editore Alcheringa. Si intitola Foulard e… vecchi merletti. Questa è la quarta di copertina così è chiaro perché è un romanzo breve strano.
Quei capelli erano splendidi.
Sentì montare un dolore lancinante, sordo, possente. Lo vide eruttare e diventare lava incandescente.
Qual è il segreto di Rosalba Serpentoni, parrucchiera di giorno e cameriera di notte, che sogna il grande amore e finisce per essere sospettata della scomparsa di alcune donne, colpevoli solo di avere chiome fluenti?
Rosalba odia le donne con tanti capelli, ha una passione-ossessione per i foulard firmati da cui non si separa mai, ed è segretamente innamorata del maresciallo Giacomo Meleuca.
Sulla nave da crociera dove si intrecciano sospetti, equivoci e attrazioni fisiche, vapori di sauna, messe in piega, cene succulente e tanghi sensuali, balli sfrenati in discoteca e cieli stellati che fanno sognare, ci si incammina pian piano verso un finale che sembra scontato ma non lo è.

A marzo è uscito, invece, per la collana Youfeel Rizzoli, il primo ebook di Ledra Loi. Io e Luce Loi lo abbiamo scritto a quattro mani. Si intitola Il cielo è sempre più rosa ed è un romance puro. La storia di svolge tra Positano e Milano e ha per protagoniste tre coppie tutte legate tra loro dal mondo della scrittura, delle blogger, dei concorsi letterati e dei Festival letterari.

Per Delos ho scritto dei racconti lunghi sia per la collana Senza Sfumature che per Passioni Romantiche. Alcuni li ho scritti da sola come Il Ladro e L’abete perfetto altri sono il frutto di collaborazioni con altre scrittrici come Il bigamo scritto insieme a Emiliana De Vico e i I colori dell’eros scritto addirittura a dieci mani con Didì Chisel, Emiliana De Vico, Macrina Mirti e Elianor Du Lac.

Qual è il personaggio uscito dalla tua penna, che ami di più?
Mi piace tanto Marco, uno dei protagonisti di Il cielo è sempre più rosa. É supponente, arrogante, ha la faccia da schiaffi ma è anche tenero, dolce, sensibile e, il che non guasta, bellissimo; insomma l’Alpha ideale.

E quello che ti ha dato più grattacapi?
Quello che devo ancora inventare. Quando sono creati i miei personaggi non mi danno tribolazione anche se sono magari indisciplinati mentre quando devono ancora nascere qualche pensiero c’è.

Hai altri progetti in cantiere?
A settembre come Ledra Loi uscirà per Triskel un nuovo romance che spero piacerà perché dovrebbe essere il primo di una serie.

Bene, siamo arrivati alla fine, grazie per essere stata con noi. Per salutarci lasciaci uno stralcio di un tuo romanzo e in bocca al lupo per la tua carriere di autrice.
Vi metto un estratto da Foulard e… vecchi merletti ed. Alcheringa sperando che vi piaccia.
Aprì e chiuse gli occhi. Un’altra volta. Ancora. La nave era lì davanti a lei, lucidissima e mastodontica. Con il trolley saldamente impugnato, Rosalba se ne stava ad ammirarla estasiata. Era bella, molto bella, emanava odore di lusso e di divertimento. Di notti sperperate e di giorni impazziti.

Biografia

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Ledra vive e lavora in Veneto.
Con Delos Digital ha pubblicato il racconto Il Ladro per la collana Senza Sfumature, l’antologia I colori dell’eros nella collana Odissea Digital e L’abete perfetto e Il bigamo per la collana Passioni romantiche.
Con lo pseudonimo Ledra Loi ha scritto Il cielo è sempre più rosa collana Youfeel Rizzoli.
Alcuni suoi racconti sono comparsi in riviste e antologie.

               

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La parola a: Miriam Mastrovito

i libri di Miriam Mastrovito

Oggi conosciamo Miriam Mastrovito, autrice, editor e blogger!

Ciao Miriam e grazie per essere qui con noi! Raccontaci qualcosa di te.
Ciao e grazie a te per l’ospitalità. Sono una lettrice compulsiva e posso dire che la mia vita ruota intorno ai libri: sono editor freelance, blogger e scrittrice.

E ora parlaci di Miriam autrice. Da quanto coltivi questa passione e com’è nata.
La mia passione per la scrittura è un effetto collaterale del mio più grande amore per la lettura. Sin da bambina adoravo i libri, ero stregata dalle storie che contenevano. Quando non sapevo ancora leggere chiedevo in continuazione a mia madre di farlo per me; a cinque anni ho voluto imparare, per continuare a regalarmi favole anche quando lei era stanca e, contemporaneamente, ho voluto imparare a scrivere perché già sognavo di diventare una scrittrice. Consideravo gli autori dei veri e propri creatori di mondi e desideravo essere come loro.

Che tipo di scrittrice sei? Scrivi di getto o sei meticolosa nel progettare trama, scheda dei personaggi ecc…?
Di solito sono i personaggi a consegnarmi le storie, li sogno e mi chiedono di essere raccontati. Seguendo gli input ricevuti, inizio a documentarmi e a definire una trama. Non preparo una scaletta meticolosa, sostanzialmente stabilisco un punto di partenza, un punto di arrivo e fisso alcuni nodi essenziali. In fase di stesura poi succede spesso che i personaggi stessi prendano il sopravvento guidandomi verso svolte impreviste o provocando cambi di rotta non preventivati.

I manuali di scrittura, quanto sono utili, secondo te?
Non ho mai amato molto i manuali in generale, ho sempre preferito attingere dalla materia prima. È sempre stato così anche a scuola e all’università: preferivo studiare la letteratura leggendo i romanzi e la filosofia leggendo le opere dei filosofi piuttosto che affidarmi ai filtri, agli schemi, alle sintesi dei manuali.
Per la scrittura vale lo stesso, penso che la lettura di tantissimi libri di tutti i generi possa insegnare più di qualsiasi manuale. Tuttavia non penso che i manuali siano del tutto superflui, possono essere utili al fine di approfondire e accrescere le proprie conoscenze. Un libro che personalmente ho trovato utilissimo, da cui ho imparato tanto e che sento di consigliare è On writing di Stephen King.

Oggi il self publishing sta prendendo sempre più piede, come vedi questo fenomeno?
Il panorama editoriale negli ultimi anni ha subito profondi mutamenti e, sicuramente, tanti ancora ne subirà nel prossimo futuro. Fino a qualche anno fa il self publishing era considerato l’ultima spiaggia degli autori scartati dagli editori tradizionali ed era guardato con sospetto. Oggi si tratta di un pregiudizio quasi superato perché la crisi dell’editoria tradizionale, unitamente a una serie di “contro” che la caratterizzano, ha spinto molti autori a rivolgersi al self publishing inteso come scelta di libertà. Non è insolito, infatti, ritrovare fra i self publisher scrittori che in precedenza hanno pubblicato con piccole e grandi Case Editrici.
Personalmente ho scelto l’auto-pubblicazione perché delusa dalle mie precedenti esperienze con gli editori, anche se free.
Penso che il self publishig, se perseguito con onestà e responsabilità, possa rappresentare un’ottima opportunità, sicuramente un’alternativa preferibile alla pubblicazione con i piccoli editori che riescono a offrire ben poco agli autori chiedendo però in cambio, spesso, la loro libertà.
Per self onesto e responsabile intendo un autore che non si limita a fare da sé improvvisandosi, ma che diventa imprenditore di se stesso e, affidandosi a professionisti del settore (come editor e grafici) si impegna al meglio alfine di offrire al lettore un libro di qualità.

E ora diamo spazio alle tue opere! Ti va di presentarcele?

Ho pubblicato in tutto cinque romanzi.
I primi due in ordine cronologico, Gli stessi occhi e L’ultimo rap, hanno rappresentato per me una sorta di prova tecnica. Oggi non sono più nemmeno in commercio, perciò non mi dilungherò in merito.
Considero Il mendicante di sogni il mio vero romanzo di esordio. È stato pubblicato per la prima volta nel 2009 da La penna blu edizioni, solo in versione cartacea. Scaduto il contratto editoriale, non ho voluto rinnovarlo, preferendo riproporre l’opera in ebook su amazon come scrittrice indipendente. Vi presento dunque la nuova edizione.

Descrizione:
I sogni racchiudono i desideri, le fantasie e a volte anche le paure degli uomini. Che succederebbe se ne fossimo privati?
È quello che cercherà di impedire Joshua, approdato a Chissà Dove, il magico regno in cui la fata Maya custodiva i sogni prima che il perfido Nergal la depredasse e le strappasse le ali riducendola in fin di vita.
La sua impresa, costellata di splendidi capolavori disegnati sull’asfalto, si intreccia con le indagini del Commissario Zanetti, che lo riterrà un pericoloso serial killer, e con la rinascita di Daniel, un bambino appena uscito dal coma, che ha promesso a Maya, la sua salvatrice, due ali fatte di petali bianchi…

Nel 2011 ho pubblicato Il mistero dei libri perduti con la Zero91, è un fantasy a cui sono molto affezionata, ma di cui in questo momento non parlo molto volentieri a causa dei problemi in corso con l’editore… spero al più presto di poter rientrare in possesso dei diritti sull’opera e di riproporla coma autrice self.

Reborn è il mio ultimo romanzo in ordine cronologico e penso sia il libro che, meglio di tutti, mi rappresenta come autrice.

Descrizione:
Da quando ha perso il marito Andrea e la figlia Martina in un incidente stradale, Elga non è più la stessa. Si è isolata dal mondo e vive di ricordi. Il suo unico diversivo è rappresentato dalle bambole reborn che crea per mestiere.
Il 9 settembre 2013, giorno in cui Martina avrebbe compiuto dieci anni, Elga realizza per lei una bambola, come avrebbe fatto se fosse stata ancora viva. A sera, la sistema nella cameretta, che ha lasciato intatta dal giorno della sua morte, celebrando così quella ricorrenza speciale.
La mattina dopo viene accolta da una strana sorpresa: una bambina che non conosce si è intrufolata in casa. Sembra avere la stessa età di sua figlia ma non le somiglia per niente.
Rea − questo il suo nome − sostiene, invece, che Elga sia proprio la sua mamma ed è la stessa cosa che affermano tutti in paese.
Quale la verità?
Per scoprirla la donna potrà contare solo su Iuri, giovane impiegato delle Onoranze funebri nonché stalker che da tempo la tormenta.
Sarà l’inizio di uno strano viaggio che la condurrà al confine tra i mondi, lì dove regna il mistero e la Morte non è che l’inizio di una vita oltre.

Qual è il personaggio uscito dalla tua penna, che ami di più?
Li amo tutti, anche se in maniera diversa. Di sicuro sono molto affezionata a Rea, la bambina protagonista di Reborn, perché è stata lei a sussurrarmi questa storia. Ho inoltre un bel feeling con Iuri (protagonista maschile di Reborn) perché è il personaggio che più mi somiglia caratterialmente.
Confesso inoltre di essere particolarmente attratta dalla sua insolita professione: lui è un tanato- estetista, ovvero prepara le salme per l’ultimo viaggio.

E quello che ti ha dato più grattacapi?
Nessuno mi ha dato veri e propri grattacapi, tuttavia ho dovuto prestare particolare attenzione alla scrittura dei dialoghi in cui compare Santino.
Santino è un personaggio secondario di Reborn, è un homeless che, con il beneplacito del custode, si è accampato nel cimitero. Ha più di novant’anni ed è completamente sdentato. Al fine di caratterizzarlo al meglio, ho cercato di trasporre nelle sue battute i difetti di pronuncia che lo contraddistinguono sostituendo, per esempio le “f” con le “p”. Per fare questo mi sono “documentata” ascoltando alcune persone sdentate parlare per capire quali lettere creassero più difficoltà e ho preso a riferimento anche un mio bisnonno defunto. Convincere word che la grafia scorretta in determinati punti era voluta e non era da considerarsi un errore è stata la parte più difficile.

Hai altri progetti in cantiere?
Sì, ho tre idee per tre diversi romanzi e ne sto già scrivendo uno, anche se procedo a rilento a causa degli impegni lavorativi.

Bene, siamo arrivati alla fine, grazie per essere stata con noi. Per salutarci lasciaci uno stralcio di un tuo romanzo e in bocca al lupo per la tua carriere di autrice!
Brano tratto da Reborn:

Era ormai immersa in un sonno profondo quando avvertì un soffio gelido sul collo. Elga ebbe come l’impressione che qualcuno stesse alitando sulla sua pelle. Istintivamente tentò di voltarsi ma non poté muoversi. Tuttavia percepì con chiarezza una presenza alle sue spalle, le sembrò che qualcuno si fosse infilato nel letto e che la abbracciasse da tergo, stringendola talmente forte da impedirle qualsiasi movimento. “Martina?” L’interrogativo prese forma nella sua mente ma non lo pronunciò ad alta voce, o almeno così le parve perché avrebbe giurato di stare ancora dormendo.
Per tutta risposta una manina di bimba le artigliò il braccio.
A quel gesto la donna si sentì mancare il respiro. Tirò su col naso nel tentativo di incamerare più aria e un forte odore di terra bagnata le riempì le narici.
Decisamente no, non era l’odore di sua figlia, ma quella mano disperatamente aggrappata alla sua…
«Martina?» annaspò. La sensazione di soffocare si fece più intensa eppure non provò paura né dolore; la prepotenza di quell’abbraccio sembrava poter stritolare tutta la solitudine ed Elga desiderò solo abbandonarsi a quella strana morsa di gelo e gommapiuma.
“Sei qui piccola mia” pensò, mentre calde lacrime prendevano a scorrerle lungo le guance. Poi d’improvviso sentì la stretta allentarsi, la mano che la teneva divenire sempre più inconsistente. Non poté vedere, ma percepì la pelle come sgretolarsi, l’arto scomporsi in mille e mille granelli di polvere che dal suo corpo scivolavano sulle lenzuola.
Nell’attimo preciso in cui avvertì l’ultimo granello rotolare via udì qualcuno che la chiamava.
«Mamma, mamma…» La voce quasi afona proveniva da un punto distante dal letto.
Elga scattò a sedere. «Martina!» scandì spalancando gli occhi e accendendo la luce in un unico gesto.
I suoi singhiozzi risuonarono nella stanza vuota.

Biografia:

M5

Miriam Mastrovito nasce a Gioia del Colle nel 1973. Laureata in filosofia, è blogger per passione e da qualche anno lavora come editor freelance. Da sempre coltiva una forte passione per la scrittura e i mondi fantastici. Ha vinto svariati premi, ha collaborato con diversi siti dedicati ai libri e web magazine ed è stata giurata in vari concorsi letterari. Attualmente gestisce i lit-blog Il flauto di Pan  e Leggere è magia.

È autrice di diversi romanzi tra cui Il Mendicante di sogni (La penna blu edizioni), Il mistero dei libri perduti (Zero91) e Reborn (produzione indipendente).

 

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La parola a Rujada Atzori

I libri di Rujada Atzori

Oggi conosciamo una giovane autrice che ha pubblicato con casa editrice e in Self Publishing.

Ciao Rujada e grazie per essere qui con noi! Raccontaci qualcosa di te.

Ciao Patrizia, grazie per ospitarmi nel tuo nel tuo blog.
Qualcosa di me? Uhm, che dire non amo molto parlare di me e non so mai cosa rispondere quando mi viene fatta questa domanda ma ci provo: sono timidissima, odio parlare al telefono, mi piace leggere (qualsiasi genere) scrivere, cucinare e mangiare (dolci soprattutto, eheh).

E ora parlaci di Rujada Cordì autrice. Da quanto coltivi questa passione e com’è nata.

È nata per gioco nel 2011, avevo una storia in mente e l’ho buttata giù senza farmi tante paranoie o altro; quando, dopo due anni, l’ho terminata il mio ragazzo mi ha incoraggiata e spinta a inviare il manoscritto ad una CE, anche se continuavo a dirgli che nessuno avrebbe mai pubblicato qualcosa di mio, invece…

Che tipo di scrittrice sei? Scrivi di getto o sei meticolosa nel progettare trama, scheda dei personaggi ecc…?

Scrivo di getto, se ho la storia in mente e mi convince al 100% allora non mi ferma più nessuno. Una sola volta ho provato a seguire una scaletta ma alla fine ho stravolto tutto, non riesco proprio a seguirla.

I manuali di scrittura, quanto sono utili, secondo te?

Utilissimi, secondo me! Me n’è stato regalato uno che è sempre accanto al pc in caso di bisogno.

Oggi il self publishing sta prendendo sempre più piede, come vedi questo fenomeno?

Parli con una che ha pubblicato sia in self che con CE. Penso che sia una bella esperienza, da provare assolutamente e si scoprono davvero molti talenti!

E ora diamo spazio alle tue opere! Ti va di presentarcele?

Il primo a essere pubblicato è stato The secret, un urban fantasy ambientato a Londra:

E se tutto quello in cui hai creduto non fosse la realtà?

Rose è giovane e bella e ha tutta la vita davanti. Sogna di laurearsi a Cambridge e di trascorrere il resto della sua vita accanto a Philip, il suo primo e unico amore. Il destino, però, è in agguato e le sconvolgerà presto la vita. Philip muore in un incidente in moto e di lui non resta niente all’infuori di un album di fotografie e di moltissimi ricordi. Come se non bastasse, strani fenomeni iniziano ad accadere e Rose capisce che qualcuno la sta osservando. Quel qualcuno sa tutto di lei, anche ciò che Rose stessa non può sapere, e ha un solo obiettivo: nascondersi nell’ombra finché non sarà giunto il momento di colpire.
Rujada Atzori intesse un fantasy dal ritmo serrato in cui Bene e Male si fronteggiano tra colpi di scena e segreti inconfessabili, angeli dalle ali bianche e angeli più neri della notte. Perché la guerra più dura da combattere non è fuori da noi ma nel nostro Io più profondo, là dove Male e Bene s’incontrano e diviene più difficile delimitarne i confini.

Il secondo è uscito da poco e l’ho pubblicato in self, è sul genere rosa/humour ed è Un cameriere solo mio nella mia vita (im)perfetta ambientato a Roma:

Elisa ha diciotto anni è una gran voglia d’indipendenza. Figlia unica, di una famiglia benestante, è cresciuta sotto l’ala protettiva dei suoi genitori. Relegata tra istituti privati femminili, convento e casa decide di lasciare l’agio della ricchezza per immergersi nella vita comune.
Seppur risoluta si trova catapultata in un mondo inaspettato. La vita quotidiana è piena di difficoltà a lei sconosciute.
Cucinare, lavare e sistemare la sua roba è un mistero. Come si accende una lavatrice?
Girare una crêpes è arte dei più capaci.
Gli equivoci non tardano ad arrivare ed Elisa ha un disperato bisogno di un cameriere.
In un intreccio leggero, scanzonato e romantico, Rujada Atzori, ci regala una storia che ci farà assaggiare il gusto delle piccole difficoltà quotidiane che diventano piacere quando si mescolano con l’amore e la possibilità di poter scegliere liberamente della propria vita.

The secret è stato in realtà il secondo testo che ho scritto, il primo è ancora nel mio pc che aspetta di essere corretto e sistemato prima di vedere “la luce”.
Cosa mi ha portato a scriverli? Ah, bella domanda, in realtà, come ho scritto in precedenza, scrivo quello che mi passa per la testa, non c’è un perché, se ho una storia in mente e l’ispirazione giusta butto giù tutto, prima che mi dimentichi.

Qual è il personaggio uscito dalla tua penna, che ami di più?

Uh, sicuramente Steward! Bello e stronzo allo stesso tempo.

E quello che ti ha dato più grattacapi?

Nessuno in particolare.

Hai altri progetti in cantiere?

Sì, scrivo sempre e spero di pubblicare il prossimo a breve

Bene, siamo arrivati alla fine, grazie per essere stata con noi. Per salutarci lasciaci uno stralcio di un tuo romanzo e in bocca al lupo per la tua carriere di autrice!

Grazie a te per avermi ospitata nel tuo blog *_*
Lascio un estratto di Un cameriere solo mio nella mia vita (im)perfetta:

Continuo a far suonare il campanello fino a quando la porta non viene spalancata; con ira mi sfila il campanello dalle mani e lo lancia fuori dalla finestra aperta. Apro la bocca per protestare e cerco di entrare nella sua camera ma vengo bloccata; ha i capelli spettinati, gli occhi gonfi e rossi di sonno ed è in mutande!
Mi copro gli occhi, ancora in mutande! Sarà allergico ai vestiti.
«Quando hai fame, vai in cucina e ti prepari qualcosa senza rompermi i coglioni! Non ti sopporto più.»
«Io non so come muovermi, cosa devo fare? E poi sei tu il cameriere…»
«Appunto! Sono un cameriere, non un cuoco! Arrangiati!» fa per chiudere la porta ma lo blocco, in fondo ha ragione, lui non è il cuoco, dovrei assumerne uno, non ci avevo pensato. «Hai ragione, scusa», mormoro a voce bassa, lui si blocca e apre un po’ la porta per ascoltare quello che ho da dire, «io non ho mai cucinato, potresti aiutarmi?» proseguo pregandolo con gli occhi. È mortificante chiedere aiuto a qualcuno, accorgermi di non saper fare nulla oltre a vestirmi e lavarmi. Mi sento inutile. Ho passato il resto della mia vita in convento dalle suore, una scuola privata con coprifuoco e regole rigidissime, un campo estivo sempre in un convento e dopo anni passati come una reclusa, casa e chiesa, finalmente sono libera. L’assurdità della situazione è che non so fare nulla, non so neanche come si usano quei tubi a forma di fungo che vibrano, sono un’inetta e questo grazie ai miei genitori. Se mi volevano suora, potevano dirmelo prima.

Biografia:

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Rujada Atzori è nata il 27/02/1990 e abita in Sardegna. Ama leggere e scrivere fin da piccola. Ha una pagina numerosissima su Facebook dove scrive i suoi pensieri che si chiama: E anche stanotte le stelle hanno fatto a gara con i tuoi occhi.
The Secret è il suo romanzo d’esordio

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La parola a: Michela Piazza e Pamela Boiocchi

Il libro a quattro mani di M. Piazza e P. Boiocchi

Riapriamo questa sezione del blog con un’intervista doppia!

Due autrici che hanno unito le loro forze in un lavoro a quattro mani, la commedia romantica

New York – Napoli. Amore al peperoncino

 

Ciao Michela e Pamela e grazie per essere qui con noi! Raccontateci com’è nato questo progetto a quattro mani.

Michela: da una chiacchierata. Un sabato mattina, per telefono, abbiamo iniziato a immaginarci una storia… e non ci siamo più fermate!
Pamela: Io e Michela abbiamo sempre collaborato nella promozione dei nostri romanzi, siamo grandi amiche e abbiamo anche fatto un lunghissimo tour di presentazioni insieme. Collaborare anche nella scrittura è stata una naturale evoluzione.

Che tipo di difficoltà avete incontrato nella scrittura a quattro mani?

Michela: in realtà è stato tutto molto naturale. Abbiamo deciso insieme la trama e gli sviluppi principali, poi una scriveva un brano e lo sottoponeva all’altra. A quel punto ci domandavamo: “E adesso?” Chi aveva le idee più chiare, proseguiva.
Pamela: nessuna!

E quali sono state invece le gioie che vi ha regalo questo progetto insieme?

Michela: è stata l’occasione di affinare una sintonia che già esisteva. E ci ha regalato tante risate!
Pamela: Risate, lunghe telefonate e tonnellate di messaggi!

Siete due autrici che si muovono più che altro in ambientazioni storiche, cosa vi ha spinto a scrivere un romanzo contemporaneo?

Michela: il tipo di trama che avevamo in mente richiedeva di essere ambientata al giorno d’oggi… e poi è stimolante sperimentare qualcosa di diverso!
Pamela: Ci siamo messe alla prova in un genere nuovo per entrambe.

Leggeremo altri vostri progetti a quattro mani?

Michela: credo proprio di sì!
Pamela: Certamente

E ora diamo spazio a New York – Napoli. Un amore al peperoncino. Vi va di presentarcelo?

Michela: È una storia d’amore, ma è ricca di battute, equivoci e momenti sexy… Abbiamo cercato di creare una commedia romantica, capace di strappare un sorriso e di far sognare.
Pamela: È una storia moderna e divertente che parla di amore, di amicizia e di ironia.

Bene, siamo arrivati alla fine, grazie per essere state con noi. Per salutarci lasciateci uno stralcio del vostro romanzo e in bocca al lupo per le vostre carriere di autrici!

Grazie di cuore per averci ospitato, Patrizia!

L’aereo era un po’ in ritardo, ma persino questo contrattempo contribuì a far sentire Mary Jane di nuovo a casa.
Che poi, Mary Jane… non era il caso che in Italia usasse il suo vero nome? Quello contro cui aveva lottato sin da bambina, abbreviandolo e “americanizzandolo”?
Quand’è che si era trasformata da Maria Gennara (nomi rispettivamente della nonna materna e di quella paterna, nonché della Madonna e di S. Gennaro che erano stati invocati per favorire il suo concepimento) in Mary Jane?
Forse alle medie, dove quella nuova identità era stata scritta in copertina alla sua Smemoranda? O addirittura prima, quando aveva dato quel nome alla sua biondissima Barbie California?

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Per un attimo Mary Jane fu tentata di abbandonare quelle assurde resistenze, annientare la distanza tra le loro labbra e lasciare che lui la prendesse proprio lì, in acqua, sotto gli occhi di tutti i turisti che avevano visto il biondo americano correre al mare con la sua ragazza italiana.
La sua ragazza? Ma che cavolo le passava per la testa?
«Pensavo…» deglutì, staccandosi suo malgrado da lui e facendo due bracciate per mantenere una certa distanza «Che qui in Italia ci sono così tante cose che vorrei mostrarti che non basterebbe una vita!»
«Quello che mi stai facendo vedere ora va più che bene, bionda!» le strizzò un occhio con fare allusivo, occhieggiando le sue morbide curve.
«Stupido!» protestò lei, sollevando dell’acqua con le mani e gettandogliela addosso.
Il gesto scatenò una guerra di spruzzi, rincorse e nuotate che portò alla fine entrambi a riva, rilassati e divertiti.

Le autrici

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Michela Piazza è laureata in Storia. Ha lavorato come bibliotecaria, traduttrice e correttore di bozze. E’ stata coautrice del fumetto umoristico “Fotoronmao”, edito su riviste nazionali. Ha scritto racconti di vario genere – dall’horror al rosa – comparsi in antologie. Con Butterfly Edizioni ha pubblicato i romanzi d’avventura “Mary Read – di guerra e mare” e “Mary Read – nemica del genere umano”. E’ coautrice della raccolta di racconti “Angeli quotidiani – storie vere che risvegliano l’ottimismo”. Insieme a tre amiche scrittrici amministra il gruppo Facebook “Io leggo il romanzo storico”. Vive sul Lago Maggiore col marito, il figlio Tito, numerosi gatti viziati e una chihuahua iperattiva.

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Pamela Boiocchi Nasce a Milano e si trasferisce poi nella provincia di Varese dove vive tuttora. Studia e insegna danza orientale, dopo un percorso di formazione professionale con la campionessa italiana classe master Sarah Shahine. Si esibisce come illusionista e danzatrice insieme a Fabio Groppo, direttore Artistico di 13Viole. Con Fabio Groppo conduce il programma “Magika”, in onda in prima serata su OneTv Nbc. E’ ideatrice e conduttrice della trasmissione “Dolci Evasioni”. Nel maggio del 2012 pubblica il suo primo romanzo, “Il Cuore Insanguinato” (Butterfly Edizioni) di cui presto uscirà il seguito.