Sacrifice – Rya Series – Barbara Bolzan

 

 

Le porte di Idrethia si aprono di fronte alla principessa.

Siete pronti a varcarle con Rya?

 

Sinossi:

Non dimenticare mai chi sei, Rya. Ora che la strada intrapresa è incerta e il futuro altrettanto pieno di insidie, l’amore guida i suoi passi e la spinge a scelte difficili. Convinta di raggiungere Nemi, la principessa non può venir meno a se stessa e decide così di affrontare la dura realtà, la stessa che non ha mai davvero avuto il coraggio di guardare con i giusti occhi. L’Idrethia non è il luogo meraviglioso delle sue fantasie, è una prigione che inghiotte e getta nel fango, perché la vita fuori dal palazzo non è quella dei ricchi e dei potenti, ma di chi lotta per sopravvivere.
Il secondo capitolo di una saga avvincente, Sacrifice è il romanzo che dà nuova linfa alle vicende di Rya, una donna contro un mondo sconosciuto, che combatte per la dignità e per i suoi sentimenti. Perché una Niva non demorde, una Niva non si arrende mai.

 

 

E-book: 2,99 euro
Cartaceo deluxe: 16,50 euro
Date di uscita:
ebook: 10 maggio
cartaceo: 18 maggio (Novità SalTo30)

 

“Bisogna imparare ad adattarsi, gioia, e bisogna impararlo il prima possibile. O si finisce col soccombere, aveva dichiarato Nemi nel corso del nostro viaggio. Mi stava sgridando per le mie continue lamentele.
Bisogna imparare ad adattarsi, mi ripetei adesso, mettendomi in cammino. Per non soccombere.
Costi quello che costi.”

 

Fracture – Rya Series, già disponibile:

Sacrifice – Rya Series, data di uscita 10 maggio 2107
Deception – Rya Series, data di uscita 20 settembre 2017
Awaken – Rya Series, data di uscita 15 gennaio 2018

 

Per avere un piccolo anticipo sulla nuova avventura di Rya?

Potete seguire il Blogtour dedicato a Sacrifice.

 

 

Biografia:

Fate scrivere venti romanzi a Barbara Bolzan e non si tirerà indietro. Chiedetele di parlare di sé e vi guarderà come se foste alieni… quando invece l’aliena è lei. Affetta da una forma inguaribile di timidezza cronica, è più simile a una categoria dello spirito che a una persona in carne e ossa. Nonostante questo, collabora come editor, ghostwriter e illustratrice con diverse realtà editoriali e tiene corsi di scrittura creativa. Vincitrice di prestigiosi riconoscimenti letterari, ha già all’attivo varie pubblicazioni. Sacrifice è il suo secondo romanzo per la Delrai Edizioni.

 

 

 

Margherita e il portale magico – F. Martina, F. Principe

Sinossi:

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Quattro prove in cui dimostrare coraggio, gentilezza, perspicacia e fantasia.
Una guida che non può svelarle quasi nulla di quello che la aspetta. Bambini che mutano forma e le fanno i dispetti, mentre coppie di Guardiani le aprono le porte ai magici regni, di cui sono i custodi. E alla fine, solo se avrà superato le quattro prove la scelta: tornare a casa o restare a Haavelo.
Questa è l’avventura che la piccola Margherita si ritrova a vivere, quando la notte della Vigilia di Natale apre il regalo che tanto ha desiderato e che Babbo Natale le ha portato.
Insieme a Soheila, la piccola Guardiana che l’accoglie con il più luminoso dei sorrisi, Sale e Pepe, le due statuarie renne, e piccoli amici come Maya, Zenzero, Ocra e Vento, Margherita non sarà mai sola, mentre attraversa questo mondo da sogno. Solo lei però può superare gli ostacoli che le verranno posti davanti e scegliere se credere o dimenticare. A guidarla solo la magia racchiusa nel suo cuore puro.

Titolo: Margherita e il portale magico
Autore: Federica Martina & Flavia Principe
Editore: Self Publishing
Genere: Fantasy, per bambini e adulti
Pagine: 132
Prezzo: 2,99 euro ebook/gratis con Kindle Unlimited
Data di uscita:  novembre 2016

 

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«Haavelo è un Mondo con le sue regole! Prima dovrai superare le prove che ti metterà sul cammino e alla fine potrai decidere se restare o no.» La piccola guardiana era seria. Nel rivolgersi a lei la guardò dritto negli occhi, tanto da farle sentire brividi.

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Biografia delle autrici:

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Federica e Flavia scrivono romance dal 2014. Si conoscono da molto prima e questo è il loro primissimo esperimento nel mondo del fantasy e nella scrittura a quattro mani. Federica di Torino classe 1986 e Flavia di Pontremoli classe 1980 hanno esordito entrambe come self scrivendo due romanzi romantici completamente agli antipodi: Federica un m/m introspettivo che mette in luce il dolore della perdita “A causa tua”, mentre Flavia con la storia frizzante di “Chasing Rainbows”.

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L’Erede di Tahira – Linda Bertasi

Sinossi:

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Viserbella 1561. Una donna, accusata di praticare la stregoneria, sta per essere condotta sul rogo. Prima di morire consegna alla figlia un prezioso diario e il suo ciondolo a forma di stella a sette punte.
Viserbella 2013. Arianna è in vacanza e, passeggiando sulla spiaggia, trova un misterioso volume incustodito. Subito, lo riporta nella libreria indicata sulla copertina, ma non farà più ritorno a casa.
Catapultata in una dimensione parallela con la mente spoglia di ricordi, tenterà di sopravvivere e di recuperare la memoria aiutata da un gruppo di ragazzi che sembrano conoscerla molto bene.
Nel suo passato si annida la magia, la superstizione e il dramma. Tutto un mondo sta per esserle svelato e un gravoso fardello la investirà, perché lei è l’Erede e deve compiere una missione.
Tra cristalli e Libri delle Ombre, incantesimi e leggende che affondano le loro radici nell’Antico Egitto, l’atavica lotta tra Bene e Male domina le pagine di un romanzo dove niente è come sembra, il tempo è una corsa a ostacoli e i nemici si nascondono nell’ombra.
Prefazione a cura  di MONIQUE SCISCI.

Genere: Paranormal fantasy
Anno: 2016
Pagine: 247
Formato: ebook
Prezzo: 0,99
PROSSIMAMENTE IN CARTACEO.

Biografia:

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LINDA BERTASI nasce nel 1978.
Appassionata di storia e letteratura inglese, gestisce il suo blog LINDA BERTASI BLOG dove offre servizi GRATUITI agli emergenti.
Collabora con Magazine, Lit-Blog, Case Editrici e Web-site. È SOCIA ORDINARIA di EWWA e una delle fondatrici del Gruppo Facebook IO LEGGO IL ROMANZO STORICO. Proprietaria di una piccola realtà commerciale nella provincia di Ferrara, vive assieme al marito e alla figlia.
Ha pubblicato: Destino di un Amore (2010, La Caravella Editrice), Il Rifugio – Un amore senza tempo (2011, La Caravella Editrice), Il Profumo del Sud (2015, II EDIZIONE), Il Silenzio del Peccato (2015, Delos Digital), L’Erede di Tahira (2016, II EDIZIONE)
Antologie a cui ha partecipato: Italia: Terra d’amori, arte e sapori (2015, EWWA), Profumi di Storia e d’Estate (2015,IO LEGGO IL ROMANZO STORICO), Un Natale Speziato (2015, HAREM’S BOOK), Profumi di Storia e d’Amore (2016, IO LEGGO IL ROMANZO STORICO)
PREMI:
II CLASSIFICATO al XXIII Premio Letterario VALLE SENIO 2012 con Il Rifugio –Un amore senza tempo.
AUTORE COMMENDEVOLE al VII Premio Letterario Europeo MASSA CITTA’ DI MARE E MARMO 2013 con Il Profumo del Sud.

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Leggi l’intervista all’autrice!

 

                                                                                        

La parola a: Fernanda Romani

I libri di Fernanda Romani

 

Autrice dalla penna abile e di indubbia originalità,

Fernanda Romani ci parla di lei e dei suoi romanzi.

Ciao Fernanda e grazie per essere qui con noi! Raccontaci qualcosa di te.
Grazie a te, Patrizia, per questa intervista. Io sono una persona di 53 anni che ha iniziato a scrivere quando ne aveva 49. Prima d’allora la mia passione principale era la fotografia, un hobby che pratico da molti anni assieme a mio marito. Sono sempre stata affascinata da tutto ciò che riguarda la creatività. Per un certo periodo mi sono anche interessata di grafica, ma non faceva per me poiché richiede delle conoscenze tecniche che a me risultano assolutamente ostiche, non sono portata per la tecnologia. Nella scrittura ho trovato la mia dimensione ideale.

E ora parlaci di Fernanda Romani autrice. Da quanto coltivi questa passione e com’è nata.
Scrivo da circa quattro anni, dopo averlo desiderato per molto tempo. Intorno ai trent’anni avevo fatto qualche tentativo, ma mi ero convinta che la scrittura non facesse per me. Qualche anno fa conobbi una persona, amica di un’amica, che scriveva da sempre e scriveva fantasy. Non avevo mai avuto occasione di parlare con qualcuno che scrivesse e quella fu la scintilla che mi fece tornare la voglia di riprovarci. Poi ho cercato in rete dei luoghi dove trovare persone da cui poter imparare e così, a poco a poco, ho migliorato la mia scrittura e ho cominciato a partecipare a qualche concorso, ottenendo diverse soddisfazioni.

Che tipo di scrittrice sei? Scrivi di getto o sei meticolosa nel progettare trama, scheda dei personaggi ecc…?
Sto ancora cercando il mio metodo ideale. Ai principianti viene sempre consigliato di partire costruendo schemi e scalette quindi tento di applicare questo metodo, ma non sono molto precisa. Inoltre ho notato che a volte gli schemi servono, altre volte no. Per l’ultimo racconto che ho scritto, oltre a fare uno schema della storia ho anche buttato giù parecchi appunti ma, quando sono passata alla stesura, mi sono resa conto che due terzi delle bozze già scritte non mi servivano a niente poiché la storia stava andando in un’altra direzione. Insomma, a volte agire con metodo può essere utile ma non è una regola fissa.

I manuali di scrittura, quanto sono utili, secondo te?
Penso che un buon manuale sia un ottimo punto di partenza che però dev’essere seguito da un confronto diretto con persone competenti.

Oggi il self publishing sta prendendo sempre più piede, come vedi questo fenomeno?
Lo vedo come uno sbocco per tanti autori che non arrivano alle case editrici per i motivi più svariati, non sempre per mancanza di qualità nella loro scrittura. Certi editori cercano di far credere che chi pubblica in self non ha le capacità per farsi apprezzare dagli addetti ai lavori ma, in realtà, ci sono tanti bravi autori tra i self-publishers. I motivi per cui una persona che scrive non riesce ad arrivare a un editore possono essere molti, per esempio il fatto di non scrivere storie alla moda, e le piattaforme di auto-pubblicazione danno la possibilità di proporsi direttamente ai lettori, spesso con risultati sorprendenti. Naturalmente la scrittura deve essere supportata da un buon editing, cosa che purtroppo molti self-publishers non possono permettersi e questo è uno dei problemi maggiori per chi decide di diventare editore di se stesso.

E ora diamo spazio alle tue opere! Ti va di presentarcele?
Ho diversi racconti pubblicati in antologie tramite concorsi vari ma vi parlerò solo dei libri singoli. Inizierò con la mia unica pubblicazione singola fatta tramite un editore: Il talismano, edito da Lettere Animate, un racconto breve di genere fantasy-romance dove ho sviluppato un tema molto presente nelle mie storie: l’uomo sottomesso al potere di una donna. In questo caso si tratta di un prigioniero di guerra che si troverà a diventare schiavo di una maga. L’amore che nascerà da questo incontro sarà difficile e pieno di sofferenza da entrambe le parti. É un racconto a cui sono molto affezionata perché, pur avendolo scritto per un concorso romance, ho evitato il classico personaggio femminile giovane e vergine per mettere in scena una donna adulta e seduttrice. Una donna che non abbassa mai gli occhi davanti a un uomo.
La mia pubblicazione più impegnativa è uscita tramite self-publishing, si intitola Endora ed è una saga a episodi. È ambientata in un medioevo immaginario, dove esiste un regno governato dalle donne. Gli uomini costituiscono la parte oppressa della società e non hanno accesso al potere né alla ricchezza tranne una categoria particolare: i “liberi amanti”, addestrati fin da ragazzi a prostituirsi. All’interno di questa società, dove anche l’esercito è composto solo da donne, si sviluppa un singolare triangolo sentimentale. Una guerriera, Naydeia, comandante di un reggimento che sorveglia le zone di confine, sposa Killiar, un ex-libero amante caduto in miseria, vedovo della sua migliore amica. Si tratta di uno strano matrimonio; lei è innamorata di lui da anni, e da anni soffre per questo amore impossibile; lui è distrutto dalla morte dell’amatissima moglie, ma accetta il matrimonio perché pensa che tornare al ruolo di marito colmerà il vuoto da cui non riesce a uscire. All’interno di questo difficile rapporto cercherà di insinuarsi Daigo, uno straniero, capo dei mercenari Aldair che seguono il reggimento. Gli Aldair sono guerrieri che si prostituiscono per motivi religiosi, sono costretti a passare dieci anni lontani da casa, in un regno dove gli uomini non contano nulla, per lavare un’antica offesa fatta a una delle loro dee. Daigo è il maschio alfa della situazione, sottomesso alle donne per dovere, non rinuncia mai alla propria dignità di guerriero e di capo. È bisessuale, come tutti gli Aldair; innamorato di Naydeia e attratto da Killiar, cercherà in tutti i modi di rompere l’esile equilibrio che tiene in piedi il loro matrimonio.
Tutto questo si svolge nel corso di una secolare guerra per contrastare un nemico feroce: i Qanaki, barbari che non hanno mai rinunciato all’idea di invadere il regno di Endora.
E poi ci sono gli intrighi di palazzo, ambientati nella capitale, dove Yadosh, l’unico uomo di Endora dotato di potere politico sta per scoprire il complotto che ha portato alla sottomissione degli uomini.
Ho cercato di farne una storia variegata, con una forte connotazione romance ma senza rinunciare alle scene d’azione, battaglie, combattimenti, intrighi, magia, insomma, come tutti, ho tentato di scrivere il romanzo che vorrei leggere.
Finora ho pubblicato i primi due episodi, prima in digitale e da poco anche in versione cartacea. Sto scrivendo il terzo e il quarto che ho intenzione di pubblicare in un volume unico alla fine del 2016.
Ho pubblicato anche un racconto spin-off prequel, collegato a Endora e scaricabile in ebook gratuito, si intitola Indegno e racconta di quanto, in questa società, possa essere pericoloso il matrimonio, per un uomo.

Qual è il personaggio uscito dalla tua penna, che ami di più?
Sono due e fanno parte della storia che ho ancora nel cassetto. La chiamo Trilogia degli uomini ed è da lì che ho tratto l’idea per scrivere Endora.
In questa trilogia tratto lo stesso tema, la sottomissione degli uomini alle donne, ma in maniera molto più drammatica e con aspetti diversi. La coppia di protagonisti è, in assoluto, quella che preferisco, tra tutti i personaggi che creato. Un uomo bellissimo, oppresso dalla propria avvenenza che è causa di violente attenzioni da parte delle donne, e una donna, di idee illuminate e liberali, che sarà la sua guida e la sua alleata, prima lo salverà da se stesso e poi sarà al suo fianco quando diventerà una figura importante per gli uomini del suo popolo. La loro è la storia di un amore profondo, che copre un arco di 25 anni, e io ce l’ho nel cuore.

E quello che ti ha dato più grattacapi?
Il personaggio che mi ha messo più in difficoltà è uno dei due protagonisti principali di Endora: Killiar. È molto difficile delineare una figura maschile, che sia apprezzabile pur non essendo un maschio alfa. Killiar è il tipico uomo di Endora, educato a essere sottomesso alle donne e a trovarlo normale. Non è stato facile dargli una personalità che lo rendesse comunque interessante.

Hai altri progetti in cantiere?
Il mio prossimo progetto è quello che ho già citato: La trilogia degli uomini. Appena avrò finito di scrivere Endora mi dedicherò a completarne la stesura.

Bene, siamo arrivati alla fine, grazie per essere stata/o con noi. Per salutarci lasciaci uno stralcio di un tuo romanzo e in bocca al lupo per la tua carriere di autrice!
Grazie a te, Patrizia!
Vi lascio l’incipit di Endora.

Ormai anche la seconda sacca da viaggio era piena. Un bagaglio fin troppo piccolo.
– Perché non prendi tutti gli abiti, padre? Sono tuoi – disse una voce dietro di lui.
Killiar si voltò di scatto. Era Midran.
Padre. Gli sarebbe mancata quella parola.
Si avvicinò al ragazzo, sovrastandolo con la sua alta statura. Allungò una mano e gli scostò i capelli dalla fronte.
– No, non c’è più niente di mio, qui. – Deglutì, quindi si sforzò di parlare con voce normale. – E poi sarebbero troppo ingombranti. Adesso che non ho più una casa, devo portarmi dietro il minimo indispensabile.
– Mia madre avrebbe voluto che tu li prendessi – insisté Midran. – Potresti venderli. Avrai bisogno di soldi, finché non ti sistemerai.
Killiar lo fissò.
Lei non c’è più, avrebbe voluto dire.
– Sei molto saggio per la tua età.
La tristezza gli appesantiva la voce. Il controllo che si era imposto gli stava sfuggendo, di fronte a quel giovane viso che vedeva per l’ultima volta.
– Ho tredici anni, e sei stato tu a raccontarmi cosa rischia un uomo sposato.
Parole di un bambino già diventato adulto.
Del resto mancavano solo due anni al giorno in cui sarebbe stato mandato in un Collegio, ad apprendere l’arte di soddisfare ogni esigenza femminile. Era di bell’aspetto e con un corpo ben proporzionato. Sarebbe diventato un libero amante molto richiesto.
– Non voglio che te ne vai, padre! – gridò una voce di bimba, mentre una figuretta in lacrime correva ad abbracciargli le ginocchia.
Commosso, si chinò e la prese in braccio. Strinse le labbra, incapace di parlare.
Avevano avuto soltanto una manciata di giorni per vivere il loro dolore in pace, troppo pochi rispetto alla sofferenza che li univa. Troppo pochi per qualsiasi cosa.
Le lacrime premevano per liberarsi. Ma l’uomo, non più marito, si sforzava di resistere, almeno fino a quando non fosse uscito da quella casa.

Biografia:

FernandaRomani-fotoNata nel 1962, in provincia di Rovigo, si dedica alla scrittura da circa quattro anni, con una predilezione per il genere fantasy.

Pubblicazioni:
Antologia “I mondi del fantasy III” – Limana Umanìta Edizioni – Racconto “ L’alternativa”
Antologia “365 racconti di Natale”- Delos Books – Racconto “Lo straniero”
Antologia “Natale e dintorni” – Alcheringa Edizioni – Racconto “Il varco”
Antologia “365 racconti per l’estate”- Delos Books – Racconto “La spiaggia”
Antologia “L’amore è un’erba spontanea” – Alcheringa Edizioni – Racconto “Il Legame”
Racconto “Soltanto un uomo”, pubblicato in appendice a “Scrivere Fantasy 6” di Andrea Franco − Ed. DelosDigital
Antologia “I mondi del fantasy IV”− Limana Umanìta Edizioni − Racconto “Il nemico”.
“Il talismano” − racconto digitale − Ed. Lettere animate
“Endora” − Primo episodio − “Uomini sottomessi” − ebook – Self publishing.
“Indegno” − racconto digitale gratuito − spin−off prequel di “Endora”. Self publishing.
“Endora” − Secondo episodio − Donne d’ombra e di spada − ebook – Self publishing
“Endora” – versione cartacea – Uomini sottomessi – Donne d’ombra e di spada – Self publishing

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La parola a: Daniela Lojarro

Il romanzo di Daniela Lojarro

Poche settimane vi ho presentato il suo romanzo

Fahryon – Il suono sacro di Arjiam

oggi conosciamo lei: cantante, terapista e scrittrice.

Ciao Daniela e grazie per essere qui con noi! Raccontaci qualcosa di te.
Sono una donna appassionata e passionale che vive sempre tutto sulla sua pelle. Ho avuto il dono della voce che ho potuto sviluppare grazie all’appoggio dei miei genitori e di mio marito che mi hanno sostenuto nelle mie scelte di carriera e repertorio. Durante il mio percorso artistico mi sono imbattuta in ogni sorta di ostacoli e di tutte le dimensioni ma non mi sono lasciata abbattere e ho lavorato sodo per raggiungere gli obiettivi che desideravo. La tensione che si creava in teatro, però, quando percepivo che il pubblico era coinvolto, era un’esperienza straordinaria e meravigliosa che mi ha sempre ripagato delle ore di studio, dei sacrifici e anche delle malignità che negli ambienti di lavoro competitivi si devono ingoiare. L’affetto con cui i fans ancora oggi mi scrivono e mi contattano testimonia che certi legami restano nel tempo e nonostante la lontananza. Dal palcoscenico e dalla vita “raminga” del cantante lirico in giro sui palcoscenici di tutto il mondo in questi ultimi anni sono passata alla musico-terapia. Questo cambiamento ha significato anche un nuovo periodo di studio nel quale mi sono buttata a capofitto. Ora, sono i progressi dei bambini nello sviluppo della lingua e della comunicazione oppure delle persone che tornano a provar gioia nella comunicazione a ripagarmi di questa metamorfosi. Coltivo sempre e comunque la passione per la musica (mi esibisco ancora in concerti), la lettura, i viaggi, la cucina (tra un capitolo e l’altro o tra una seduta di terapia e l’altra sforno torte, pizze, lasagne …).

E ora parlaci di Daniela Lojarro autrice. Da quanto coltivi questa passione e com’è nata.
Da bambina amavo scrivere storie da mettere in scena con le amiche. In seguito, dopo le recite o le prove mi divertivo a scaricare la tensione scrivendo impressioni, osservazioni qualche volta anche rielaborandole in racconti o storie ma, al momento di partire per una nuova destinazione, buttavo tutto via. Il desiderio di scrivere, o meglio, la “necessità” di scrivere si è incuneata fra l’attività artistica e quella di terapista. Non sono passata dal Melodramma italiano all’Audio-fonologia di colpo ma si è trattata di una ricerca interiore tumultuosa finché non ho trovato le risposte alla mia inquietudine. In questo momento di cambiamento è sbocciata la passione per la scrittura come spinta interiore, come necessità di elaborare letture, passioni, emozioni, ricordi prima di compiere il salto. In fondo musica e parole hanno radice comune: la vibrazione, l’onda sonora che nel romanzo io definisco Suono Sacro che in fisica si misura in hertz.

Che tipo di scrittrice sei? Scrivi di getto o sei meticolosa nel progettare trama, scheda dei personaggi ecc…?
Le mie storie nascono sempre da fortissime impressioni ricevute visitando luoghi particolari o siti archeologici. Lo sviluppo mi prende molto tempo: si tratta di un periodo durante il quale prendo appunti su tutto quel che mi capita perché sovente le idee mi vengono mentre passeggio da sola nel bosco. Poi, scrivo di getto. Lascio “riposare” e riprendo in mano più volte completando a strati, ampliando, eliminando, spostando, inserendo nuovi personaggi o perfezionando lo sviluppo di quelli già presenti: odio i personaggi senza sfaccettature o che rimangono impenetrabili a qualsiasi cambiamento durante lo svolgimento del racconto. L’importante per me è avere un punto d’inizio fermo e la fine: la strada che percorro per arrivarci è in continua evoluzione e conosco anche periodi di rifiuto totale della scrittura ma non li definirei dei blocchi. Semplicemente ho bisogno di momenti di riflessione in cui vaglio le possibilità di sviluppo della storia secondo i “suggerimenti” degli stessi personaggi.

I manuali di scrittura, quanto sono utili, secondo te?
Ammetto di non averne letti. La scuola, dalle elementari al liceo classico, mi ha offerto una solida e minuziosa preparazione sotto tutti i punti di vista. Credo che leggere in maniera attiva o ricettiva sia il modo migliore per acquisire la “tecnica” e anche per, in un secondo tempo dopo aver preso le distanze, crearsi il proprio stile. I manuali di scrittura sono utili a chi li scrive e diventano necessari perché la scuola, e non solo in Italia, è carente nella preparazione. Le ultime riforme e le pedagogie falsamente innovative si sono rivelate fallimentari dalla scuola primaria all’università. La struttura che deriva dallo studio del latino è senza dubbio più costruttiva e utile di qualsiasi manuale dal punto di vista della forma, della sintassi, della ricchezza del linguaggio cui si ricorre per le traduzioni… Oltre a molti altri aspetti.

Oggi il self publishing sta prendendo sempre più piede, come vedi questo fenomeno?
Il self publishing è la risposta alla pigrizia e alla mancanza d’iniziativa delle case editrici. È una possibilità ma è anche vero che chiunque può pubblicare un testo di poco valore finendo di screditare tutti gli autori che si affidano a questa soluzione. Questo genere di pubblicazioni spesso soffre per la mancanza di un editing. Quindi, pubblicare non è più impossibile ma è difficile trovare la qualità in questo marasma come scrittore e, soprattutto, come lettore. Ci si può affidare agli agenti come intermediari: dovrebbe essere la soluzione. Ma trovare un agente che sappia fare veramente il suo lavoro (presentare il manoscritto in maniera adeguata, capire verso quale casa editrice indirizzarlo, avere i contatti giusti, martellare per ottenere ascolto e risposte, seguire la fase contrattuale, seguire la pubblicazione e la promozione) senza assurde pretese economiche è difficile come trovare una buona casa editrice. Da quello che è la mia esperienza, posso dire che editoria e teatro sono simili: bisogna stare attenti agli squali! La parte divertente e positiva è senza dubbio l’incontro con i lettori e grazie ai social ci si arriva. Pure il sostegno fra emergenti è un aspetto positivo e importante.

E ora diamo spazio alle tue opere! Ti va di presentarcele?
I libri (Fahryon, appena uscito in e-book per GDS; il prossimo a breve, Il Risveglio di Fahryon, la conclusione del primo) fanno parte della saga che ho intitolato Il Suono Sacro di Arjiam. Sono di genere fantasy classico ma l’ambientazione, pur se di tipo medioevale, è mediterranea, quindi non troverete troll, elfi o gnomi.
Arjiam, il regno fantastico in cui ho ambientato la mia storia, è percorso da due grandi fiumi, un po’ come la Mesopotamia (Tigri ed Eufrate) che lo rendono prosperoso. Le sue città sono ricche, affollate di mercanti, guerrieri, ladri, giocolieri, avventurieri, mendicanti, danzatori, pellegrini. I mercati, simili ai suk oppure alle fiere delle nostre città europee durante il Medio Evo, sono colorati e chiassosi, con bancarelle straripanti di mercanzie che provengono da ogni parte del mondo. Ho creato le mie architetture tenendo presente le antiche ville romane ma anche i fiabeschi palazzi della Spagna moresca, ornati da colonne, patii, mosaici dorati, statue, affreschi e contornati da lussureggianti giardini con ruscelli e fontane. Anche i simboli di cui mi sono servita rimandano ai miti mediterranei. Per esempio, l’Uroburo, il serpente che si morde la coda, è uno dei simboli che risalgono all’alba dell’umanità, presente sotto varie forme in molte culture. Indica il continuo rigenerarsi della vita dalla morte, l’eternità, l’unione degli opposti, Morte e Vita, Suono e Silenzio, Luce e Oscurità, all’interno dell’Uno. Per questo significato di unione degli opposti e loro annullamento, ne ho fatto il simbolo del Suono Sacro, il Principio Creatore che origina l’Universo e lo anima con la sua energia. Altro animale simbolico è il Grifo. Il Grifo o Grifone è un essere alato con il becco adunco, la testa e gli artigli di aquila e il corpo di leone. Nei miti il Grifo era posto a custodia di tesori di qualsiasi genere: entrambi gli animali, leone e aquila, esprimono forza, coraggio e audacia. Perciò, mi è parso un simbolo adatto per i Cavalieri che custodiscono i beni più preziosi di un popolo: Giustizia e Libertà. All’inizio dell’avventura scopriamo che proprio questi due valori sono in pericolo oltre alla Legge della Vita del Suono Sacro. Infatti, è in atto uno scontro tra gli adepti dell’Armonia e della Malia, due forme di magia che si contendono il dominio sulla vibrazione del Suono Sacro. Fahryon, neofita dell’Ordine sapienziale dell’Uroburo, e Uszrany, cavaliere dell’Ordine militare del Grifo, vi si trovano, malgrado loro, coinvolti. Le difficoltà con cui saranno messi a confronto durante la lotta permetteranno ai due giovani di crescere e di diventare consapevoli del loro ruolo e delle loro responsabilità in questa guerra per il potere sul mondo e sugli uomini. I due giovani, però, si trovano a fronteggiare nemici e ambienti totalmente differenti: Fahryon si muove nell’ambito della magia legata alle vibrazioni del Suono Sacro e quindi su un piano spirituale intriso di esoterismo; Uszrany, invece, come Cavaliere, rappresenta la parte epica del romanzo con duelli, intrighi politici e guerre civili. A fare da tramite fra questi due mondi c’è l’affascinante nobile Mazdraan: un tempo Magh, ora Primo Cavaliere del regno di Arjiam che tiene le fila del complotto politico ma anche di quello “magico”.

Dal punto di vista dello stile ho cercato di alternare monologhi riflessivi dei personaggi a scene di dialoghi, con grande attenzione ai dettagli espressivi del tono della voce, degli eventuali tic, delle reazioni fisiche a movimenti d’animo, emozioni o ai fatti che stanno accadendo. Ritengo molto importante anche differenziare, soprattutto in questo genere, il vocabolario e l’atteggiamento vocale dei personaggi in relazione alla loro posizione sociale. Ho puntato molto anche sulle descrizioni dei paesaggi o degli ambienti per permettere al lettore di entrare nel mondo che ho creato con la mia fantasia e lasciarsi avvolgere dalle atmosfere in cui vivono i personaggi.

L’idea di questa storia mi ha folgorata durante la visita della Gola del Furlo nelle Marche: l’impressione di quel tardo pomeriggio fu così forte che durante notte e nei giorni successivi la storia, i personaggi principali si sono come manifestati diventando sempre più netti e “obbligandomi” a scrivere. L’antica galleria scavata dai romani nella roccia è diventata così il “mio” passaggio per l’Oltre, per il fantastico mondo Arjiam. Non considero il fantasy classico, come del resto l’espressione artistica in generale, una lettura d’evasione. L’arte ha da sempre un effetto catartico: il lettore o lo spettatore, identificandosi con il protagonista, partecipa delle sue emozioni, dei suoi dolori, delle sue gioie, vivendo le sue avventure, le sue scoperte, i momenti tristi e lieti traendone spunti di riflessione su se stesso e sulla società, maturando. Come un’importante tradizione ormai ci ha dimostrato, da G. Jung alla M. von Franz, ogni storia, ogni mito, ogni favola, anche la più assurda e lontana dalla realtà, tratta dell’umanità e dei suoi problemi universali, offre esempi di soluzione delle difficoltà in un linguaggio che arriva direttamente oltre ogni barriera logica. Ho nascosto nelle vicende dei personaggi i temi che più mi stanno a cuore: amore in tutte le sue declinazioni dall’amicizia all’amore passionale, erotico; impegno nel sociale, responsabilità nei confronti del prossimo, lealtà e chiarezza nei legami di qualunque genere, impegno civile, rispetto e tolleranza. Non oso parlare di altruismo e bene comune come beni supremi per l’uomo, non sono così idealista o sognatrice; ma restano per me alla base della possibilità per l’uomo, anche della nostra epoca, di svilupparsi … E per sviluppo non intendo quello tecnologico certamente che dovrebbe essere solo un mezzo non un fine da perseguire. Su questo si fondano le scelte della mia vita che non distinguo in quotidiana e artistica: è la mia vita nella complessità delle sue sfaccettature.

Qual è il personaggio uscito dalla tua penna, che ami di più?
Mazdraan! Il fascino che emana la sua persona lo rende temibile: chiunque lo avvicini, non può sottrarsi alla seduzione della sua voce calda e sensuale, perdendo perfino di vista il valore delle sue parole per lasciarsi avvolgere, o cullare da essa. Riassume in sé la forza dell’eloquenza, la determinazione, la capacità di piegare la volontà altrui alla propria senza minacce dirette: gode nel vedere gli altri soccombere davanti alla sua placida calma, si bea nel far perdere le staffe al prossimo. Lui, al contrario, non perde quasi mai la pazienza, trova il modo di sorridere anche quando vorrebbe lasciarsi prendere dall’ira e s’infuria con se stesso quando perde il controllo. È un uomo assetato di potere e disposto a tutto pur di ottenerlo. Non esercita il potere per un motivo preciso: lo ama. Ogni sua frase, ogni mossa, ogni pausa o ogni parola sono soppesate, calcolate e mirate per raggiungere uno scopo preciso: il Potere. A parte questo, nulla lo interessa veramente. Mazdraan lo confessa senza alcuna incertezza: «Ho tutto ciò che desidero e che il mio rango può offrirmi. Perciò perché non impegnarmi nella ricerca proibita per raggiungere ciò che ogni uomo in fondo al suo cuore desidera? Il Potere sugli altri, sul Mondo, sul Tempo ma non quello apparente e volubile della sovranità, ma quello assoluto che si può ottenere solo andando oltre alla Legge del Suono Sacro». Come si fa a non amare/odiare «… sempre il solito bastardo»? (è Uszrany a definirlo così)

E quello che ti ha dato più grattacapi?
Quello dell’eroina, Fahryon, che si assume la missione di riunire le due forme di magia, Armonia e Malia, in una sola purificando il magico Cristallo del Tempo corrotto dalla sete di onnipotenza umana. Il suo è un percorso d’iniziazione, di maturazione e presa di coscienza di se stessa e delle sue capacità. Il rischio di un personaggio simile è di costringere il lettore a un cambiamento continuo di prospettiva: è più facile identificarsi in un personaggio che fin dall’inizio sa come agire, che non ha dubbi ma offre solo certezze. Oltretutto, la storia si svolge nell’arco di alcuni anni quindi i mutamenti dovuti dalle prove che Fahryon affronta non potevano essere netti ma graduali.

Hai altri progetti in cantiere?
Sto scrivendo una nuova storia per la saga del Suono Sacro: nuovi personaggi, nuove terre, il regno di Bahvjimaar, un altro popolo, i Bahvjim … Cosa nascerà dall’incontro? O sarà uno scontro? Chissà! Non so ancora dove mi stiano portando i personaggi!

Biografia:

D.Lojarro_Salone del Libro Torino 2011

Daniela Lojarro è nata a Torino. Terminati gli studi classici e musicali (canto e pianoforte), vince alcuni concorsi internazionali di canto che le aprono le porte fin da giovanissima a una carriera internazionale sui più prestigiosi palcoscenici in Europa, negli U.S.A., in Sud Corea, in Sud Africa nei ruoli di Lucia di Lammermoor,Gilda in Rigoletto e Violetta in Traviata. Alcuni brani che ha inciso sono entrati nelle colonne sonore di diversi film, fra i quali The Departed di M. Scorsese, Il giovane Toscanini diF. Zeffirelli e I shot Andy Wharol di M. Harron.
Si dedica anche all’insegnamento del canto e alla musico-terapia come terapista in audio-fonologia, una rieducazione della voce e dell’ascolto rivolta ad adulti o bambini con difficoltà nello sviluppo della lingua oppure ad attori, cantanti, commentatori televisivi, insegnanti, manager per sviluppare le potenzialità vocali.

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Fahryon – Il suono sacro di Arjiam – D. Lojarro

Sinossi:

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Nel regno di Arjiam,  Fahryon, neofita dell’Ordine sapienziale dell’Uroburo, e Uszrany, cavaliere dell’Ordine militare del Grifo, si trovano coinvolti nello scontro tra gli adepti dell’Armonia e della Malia, due forme di magia che si contendono il dominio sulla vibrazione del Suono Sacro.
Le difficoltà con cui saranno messi a confronto durante la lotta per il possesso di un magico cristallo e del trono del regno, permetteranno ai due giovani di crescere e di diventare consapevoli del loro ruolo e delle loro responsabilità in questa guerra per il potere sul mondo e sugli uomini.

Genere romanzo: Fantasy classico
Casa editrice: GDS editrice – Luglio 2015
Pagine: 290
Prezzo: 2.99€
Formato: Ebook (uscirà a breve in cartaceo)

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In preda alla disperazione e al panico, Xhanys si precipitò fuori dal Santuario. Iniziò a vagare per le vie di Tuhtmaar senza una meta precisa, sempre più confusa dalle grida dei venditori e soffocata dal caldo. Facendosi largo tra il via vai di cavalli, portantine e carri che affollavano le anguste vie della Città Vecchia, riuscì a districarsi dai vicoli del quartiere commerciale raggiungendo, infine, la strada che costeggiava il Whahajam. Come una sonnambula, ne seguì un lungo tratto fin quasi all’altro capo della città dove, in un improvviso barlume di coscienza, riconobbe uno dei ponti che segnavano il confine tra i quartieri popolari della capitale e quello nobiliare. Lo attraversò con passo vacillante, senza accorgersi del rispettoso saluto delle guardie del palazzo ter Hamadhen e, seguita dagli sguardi sorpresi degli uomini, s’inoltrò nel lussureggiante parco. Mentre percorreva il viale che conduceva al padiglione principale, si sentì mancare: estenuata, si sedette all’ombra delle grandi palme e dei cipressi. Freneticamente la sua mano strinse il ciondolo a forma di Uroburo che le pendeva sulla fronte.
Non era un incubo, aveva davvero avuto la visione! Quella divinazione confermava la sensazione di rigetto e ripulsa provata quando quella mattina Mazdraan l’aveva baciata.

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Biografia:

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Daniela Lojarro è nata a Torino. Terminati gli studi classici e musicali (canto e pianoforte), vince alcuni concorsi internazionali di canto che le aprono le porte fin da giovanissima a una carriera internazionale sui più prestigiosi palcoscenici in Europa, negli U.S.A., in Sud Corea, in Sud Africa nei ruoli di Lucia di Lammermoor, Gilda in Rigoletto e Violetta in Traviata. Alcuni brani che ha inciso sono entrati nelle colonne sonore di diversi film, fra i quali The Departed di M. Scorsese, Il giovane Toscanini di F. Zeffirelli e I shot Andy Wharol di M. Harron.
Si dedica anche all’insegnamento del canto e alla musico-terapia come terapista in audio-fonologia, una rieducazione della voce e dell’ascolto rivolta ad adulti o bambini con difficoltà nello sviluppo della lingua oppure ad attori, cantanti, commentatori televisivi, insegnanti, manager per sviluppare le potenzialità vocali.

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La parola a: Regina Pozzati

I libri di Regina Pozzati

Un’autrice poliedrica, che spazia dal Romance Storico al Fantasy, senza farsi mancare Soprannaturale, Avventura e Azione!!!

Conosciamola meglio:

Ciao Regina e grazie per essere qui con noi! Raccontaci qualcosa di te.
Ciao Patrizia, grazie a te per avermi ospitato!
Di me non c’è tanto da dire, soltanto che nella vita vera ho una splendida famiglia e che lavoro coi numeri – tanti numeri – e che questo è il motivo che mi ha spinto a riversare il mio animo più fantasioso in qualcosa capace di liberarmi la mente e portarmi lontano, ovvero la scrittura.

E ora parlaci di Regina autrice. Da quanto coltivi questa passione e com’è nata.
Credo di avere scritto più o meno da sempre. La mia prima storia originale risale al 2004. L’ho pubblicata in un sito di scrittura amatoriale senza troppe aspettative, è piaciuta e da allora non mi sono più fermata!
All’inizio di quest’anno, però, è avvenuta la vera svolta. Complice il fatto che la scrittura amatoriale non mi stava più dando le stesse soddisfazioni dell’inizio e visto il mio desiderio di mettermi alla prova, ho tentato una strada diversa. Mi sono auto-pubblicata e il risultato – per me – è stato a dir poco incredibile!
Condividere le proprie storie coi lettori e relazionarsi con loro in maniera diretta è tutt’ora per me un’esperienza magnifica, a cui non penso di poter più rinunciare.

Che tipo di scrittrice sei? Scrivi di getto o sei meticolosa nel progettare trama, scheda dei personaggi ecc…?
Probabilmente dovrei essere più brava, stilare scalette, compilare schede personaggi e così via…
Una volta lo facevo, ma le mie esigenze sono cambiate nel tempo. Adesso scrivo per non avere regole e così, una volta che mi sento un’idea in testa, mi metto al computer e vado avanti senza sapere dove arriverò. Questo è anche uno dei motivi per cui talvolta le mie storie piacciono, ovvero perché sono imprevedibili e non sai fino all’ultimo come andrà a finire.

I manuali di scrittura, quanto sono utili, secondo te?
Con mio grande rammarico devo confidarti di non averne mai letto uno. Sono consapevole del fatto che potrebbero aiutarmi a fare chiarezza o a migliorare il mio stile, ma la verità è che non voglio imbrigliarlo nei canoni e nelle regole.
Ogni mia storia nasce da un’idea a sé e molto spesso è narrata con uno stile a sé (ritmo frenetico, frase spezzate per le storie d’azione, narrazione in prima persona o in terza a seconda della trama, più o meno descrizioni a seconda del fascino dell’ambientazione o dei personaggi).
Mi lascio guidare dal cuore e dall’istinto, senza uno dei due non riuscirei a trasmettere emozioni!

Oggi il self publishing sta prendendo sempre più piede, come vedi questo fenomeno?
Per me, da sempre abituata a leggere grandi autori e a rapportarmi con stili e intrecci appassionanti, il self publishing è stata l’occasione per mettermi alla prova. Non ho mai spedito nulla di mio a una casa editrice perché credo di avere ancora molta strada da fare, non so se lo farò in futuro, ma grazie al self adesso mi sento più fiduciosa nelle mie capacità e mio marito non manca di prendermi in giro dicendomi che me lo aveva sempre detto, che se lo avessi ascoltato prima adesso sarei una scrittrice famosa.
Ah, l’amore…

E ora diamo spazio alle tue opere! Ti va di presentarcele?
Il mio esordio a inizio 2015 è stato con La Chiave d’Oro, un romance storico di pirati, d’amore e d’avventura che è nato durante una crociera nel Mar Mediterraneo. Si svolge nei luoghi che ho visto e quello che più mi piace è la collocazione storica, ovvero l’inizio del ‘300, un periodo che non è certamente famoso per la pirateria!

Successivamente ho pubblicato un dark fantasy con ambientazione esotica: In una Parola.
Come si sarà capito amo spaziare nel tempo e nello spazio, amo viaggiare con le mente e il fatto di avere viaggiato tanto nella mia vita mi ha aiutato molto a comporre ambientazioni verosimili, ma fantastiche.
In questa storia, più che nella precedente, ho dato sfogo alla mia fantasia e ho fatto di tutto per permettere al lettore di avere l’illusione di trovarsi al centro del deserto, in una città dove magia e destino sono la stessa cosa.

Infine è stata la volta di un racconto che ho pubblicato per la Festa della Mamma e che in realtà era l’epilogo di una storia più ampia che non mi sono sentita di rivedere. Scrivere romanzi storici è difficile. O lo si fa bene, o è meglio non farlo affatto e quando i personaggi sono realmente esistititi, come in Come la Pioggia, la difficoltà aumenta.
Nonostante questo so che è piaciuto davvero molto, e non posso che esserne fiera!

Qual è il personaggio uscito dalla tua penna, che ami di più?
A questa domanda rispondo sempre senza esitazione: si tratta di Vince, un personaggio che ancora non ha visto la “luce” e che proviene da un mondo d’ombra. Ho sempre amato le storie oscure e i vampiri.
Per il mio esordio ho scelto un romance storico poiché ho pensato che mi avrebbe dato occasione di raggiungere un pubblico più vasto, ma le mie opere fantasy e soprannaturali sono quelle che mi richiedono meno fatica e che mi appassionano di più.
Tornando a Vince è il protagonista de Il Canto del Sangue, il suo fascino deriva dal fatto che è l’opposto di me: è un mezzo-sangue in perenne conflitto con se stesso, un vigliacco, un doppiogiochista e un abile manipolatore. È la sintesi di tutto ciò che tendo a evitare nella vita di tutti i giorni, ma nonostante questo una volta arrivata alla fine della storia mi sono ritrovata ad apprezzarlo e questo mi ha fatto capire che era un gradino al di sopra di tutti gli altri.

E quello che ti ha dato più grattacapi?
Sembrerò ripetitiva, ma è sempre lui: Vince. È facile scrivere di protagoniste simili a se stessi o a persone che conosciamo, ma scrivere di chi non capiamo, non ci rappresenta e non agisce MAI come faremmo noi è tutt’altro affare. Ci sono state volte in cui l’ho odiato e questo ha reso l’amore che ho sentito per lui alla fine della storia ancora più speciale!

Hai altri progetti in cantiere?
Tempo permettendo entro Natale (ma non ci spero tanto) mi piacerebbe pubblicare un altro romance storico, che è già concluso, ma che non ho ancora avuto tempo di revisionare. È stato già pubblicato su un sito di scrittura amatoriale l’anno scorso, riscuotendo un discreto successo.
Ha uno stile più maturo, un’ambientazione singolare (terre ghiacciate, vichinghi, rune e magia) e una bella storia d’amore di quelle che piacciono a me: violente, tormentate e capaci di stringerti l’anima. Fammi gli auguri!

Bene, siamo arrivati alla fine, grazie per essere stata con noi. Per salutarci lasciaci uno stralcio di un tuo romanzo e in bocca al lupo per la tua carriere di autrice!
Grazie a te per avermi ospitato, Patrizia. È stato un piacere essere qui e… crepi il lupo!
Visto che come me ami i romanzi storici, ti lascio un estratto da La Strega Rossa e lo Straniero, la prossima pubblicazione di cui ti parlavo prima.

“Frida si sentì soffocare. Il suo cuore accelerò i battiti, la gola le divenne secca. Sentiva tutto. Il rumore prodotto dai suoi stivali sul legno del pavimento, il lento strisciare della fodera del coltello sul corpo, il suono del suo respiro… Strinse i denti imponendosi di restare calma. Il legno del letto emise uno strano rumore. Si era seduto. Poco dopo udì un suono secco, come uno strappo. Successivamente qualcosa di metallico venne lasciato cadere a terra. Capì che si era tolto stivali e coltello, ma chissà perché non si sentì più al sicuro sapendolo disarmato.
Si mosse cauta, stando attenta a non arrivargli così vicino da poter essere sfiorata. Prese la brocca con il liquido che aveva avvelenato per renderlo innocuo e lo versò in una coppa, poi gliela offrì restando comunque a una distanza di sicurezza. Immobile come una statua, attese che gli occhi dello jarl si abituassero al buio e che capisse che gli stava tendendo qualcosa da bere. Per qualche istante non accadde nulla, poi, all’improvviso, la mano dello straniero la raggiunse e si chiuse sul suo polso, facendola sussultare per lo spavento. Si era mosso in una maniera così rapida da non darle il tempo di vederlo. Il modo in cui l’aveva afferrata, così deciso e autoritario, le aveva letteralmente tolto il fiato. Tentò di liberarsi dalla sua presa, ma lui non glielo permise. Disse invece qualcosa nella sua lingua; qualcosa che Frida fu contenta di non comprendere, ma che riuscì ugualmente a intimorirla.”

Biografia:

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Regina Pozzati nasce a Bologna, città che ama immensamente. Sogna storie sin da quando è bambina, accompagnata dalla magia di suo padre, illusionista per passione, e dalle letture che hanno riempito le sue giornate. Coltiva l’amore per la scrittura con la stessa caparbietà con cui conduce la propria vita. Ama finire le cose che inizia e adora le sfide.
Si trasferisce a Milano il giorno stesso in cui si laurea, per amore e contro al volere della propria famiglia. Riversa tutta se stessa in quello che scrive, fondendo insieme generi diversi e dando vita a personaggi marcati, capaci di essere amati e odiati con la medesima intensità.
Ha scritto storie di diverso genere, tra cui Fantasy, Soprannaturale, Avventura e Azione.

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