La parola a: Barbara Risoli

Il libri di Barbara Risoli

Scrive da 30 anni, è un’autrice indipendente molto apprezzata,

pioniera del selfpublishing e ci parla di lei e dei suoi romanzi:

 

Ciao Barbara Risoli e grazie per essere qui con noi! Raccontaci qualcosa di te.
Raccontarmi diventa un po’ lunga, proprio in questi giorni riflettevo sul fatto che sono 30 anni che scrivo, seriamente intendo… Vabbè, giusto per far sapere allegramente che non sono più una ragazzina. Difficile definire se stessi. Credo di essere una persona che evita gli scontri frontali, raramente sono scesa in polemica con alcuno. Tuttavia, questo non significa che non abbia idee ben precise e convinzioni radicate. Non ritengo necessario imporre il mio pensiero, piuttosto è utile uno scambio di vedute che insegna sempre qualcosa.

E ora parlaci di Barbara Risoli autrice. Da quanto coltivi questa passione e com’è nata.
La passione di scrivere me l’ha regalata mia madre. Chi mi conosce, sa che la sua eredità è stata proprio questa. Inizio a scrivere per imitarla da ragazzina, come lei su fogli di carta velina, a mano. Pare strano, ma il mio primissimo (e ben nascosto per la vergogna) romanzo l’ho scritto per disperazione. Rischiavo l’esame a settembre in dattilografia, gli esercizi erano di un noioso disarmante e allora… per acquisire velocità mi son messa a scrivere una storia, romantica, mielosa, pazzesca! Ho evitato l’esame a settembre e non ho più smesso. A 16 anni comincio a sognare un futuro da scrittrice e creo L’errore di Cronos  che forse qualcuno conosce o ricorda.

Che tipo di scrittrice sei? Scrivi di getto o sei meticolosa nel progettare trama, scheda dei personaggi ecc…?
Scrivo assolutamente di getto. L’idea per un romanzo può avere origini impossibili, la folgorazione deriva da un pensiero, un’immagine, un ricordo, un argomento particolarmente interessate, qualsiasi cosa… come la vita vera, i suoi dolori, le sue ingiustizie. Metaforizzo il mio sentire: scrivo ciò che vorrei, ciò che ho vissuto, in ogni mio romanzo c’è qualcosa di me o di chi è passato nella mia vita lasciando un segno, lieve o profondo, ma degno d’essere cristallizato. Solo chi mi conosce veramente coglie in ogni mia riga la mia stessa esistenza. A oggi credo che nessuno possa farlo più, mia madre era colei che non riuscivo mai a ‘imbrogliare’.

I manuali di scrittura, quanto sono utili, secondo te?
Il manuale di scrittura può essere utile per apprendere le strutture narrative ed eventualmente gli stili che il periodo interessato richiede. Sono manuali, freddi, fissi, intransigenti. Seguire tali regole può essere un ottimo esercizio al fine di smussare quegli angoli derivanti dalla tendenza a scrivere in maniera colloquiale. Scrivere non è fare un simpatico discorso colmo di altrettanto simpatiche interiezioni, scrivere è comunicare e farlo in maniera corretta, tale da riuscire a dare un’impronta al testo e magari (dipende dall’argomento, ovviamente) aiutare chi legge a imparare qualcosa. Un tempo si diceva che leggere aiuta a scrivere, possiamo dire la stessa cosa oggi? Non lo so. Una volta assimilato il contesto prettamente didattico di un manuale, bisogna dare il passo alla creatività, al talento, alle idee e che siamo idee nuove, insolite, interessanti, non fotocopie di copie.

Oggi il self publishing sta prendendo sempre più piede, come vedi questo fenomeno?
Eccola qui la domanda che, come si dice, cade a fagiolo! Farmi questo quesito è come venire a rubare in casa del ladro. Nota è la mia opinione sul self, noto è che io sia selfissima convinta e consapevole. Mi è stato detto, senza che io lo sapessi, che sono come le americane e credo che si intenda autrice d’assalto, mercenaria del libro, battitore libero. Libero. Il self da libertà e nulla è più dolce della libertà per me. Rammento i legami più o meno stretti che ho avuto in passato con case editrici neppure tanto male, ma ero legata, incatenata, non avevo il controllo assoluto del mio lavoro. Non sto dicendo, sia chiaro, che tali case editrici mi imbrogliassero, lungi da me… ma giustamente erano loro che ci mettevano il quattrino e loro avevano il famoso controllo delle cose. L’avvento del self mi ha fatto intravedere la luce della libertà e l’ho voluta. Credo di essere una delle prime autrici che ha scelto Amazon come piattaforma assoluta dei propri libri e credo anche di essere stata tra i primi a capire il valore dell’e-book. Quindi, come vedo questo fenomeno? Il riscatto degli autori che per anni hanno solo tentato di farsi leggere dagli editori, il più delle volte senza riuscirci. Certo, lo dico prima io: il self permette la pubblicazione di qualsiasi cosa, al di là della correttezza del testo o della trama. Ma il gioco è più pesante di quanto sembra: il lettore è il vero giudice di uno scrittore, sta allo scrittore assumere un atteggiamento umile e disponibile o altero e superbo. Il self è libertà, anche di pensiero.

E ora diamo spazio alle tue opere! Ti va di presentarcele?
No, impossibile. Cioè… lo faccio per voi, se dovessi dire tutto il richiesto per ogni mia opera, ‘famo notte’. Facciamo un discorso generico, dai. Scrivo storico, ok? La mia storia parte dalla Grecia micenea dei tempi di Troia (L’errore di Cronos  e La grazia del fato, travel times mitologici fantastici), passa per la Rivoluzione Francese (Il veleno del cuore/La giustizia del sangue e L’onda scarlatta, romance quasi puri) e per il momento si ferma nella Prima Guerra Mondiale con incursione nella Rivoluzione Russa (La stella d’oro, romance pure lui ma assai coraggioso, visto il periodo scelto).
Il mio ‘successo’ più grande? “Il bestio”. Sempre chi mi conosce sa che io do i soprannomi ai miei romanzi e L’onda scarlatta lo chiamo “il bestio” perché è irrefrenabile, inesorabile, incomprensibile per certi versi. Scritto, lo ammetto, per una casa editrice che voleva romance e poi allegramente defenestrato, L’onda scarlatta è un po’ atipico per il mio modo di impostare i personaggi, anche se non sono riuscita a stereotiparli come volevo. Vuole essere un romance storico, no erotico, vuole avere una struttura precisa che alcuni definiscono banale, ma tutto ciò che è stato fatto volutamente. Ebbene, è l’unico romanzo che ogni santo mese vende, piano come un lento fiume, ma lui c’è sempre.

Qual è il personaggio uscito dalla tua penna, che ami di più?
Eh! Tutti! Maschi e femmine! Ma se proprio devo scegliere con la pistola alla tempia… Eufrasia des Fleuves è quella che m’è venuta meglio, la protagonista de Il veleno del cuore e ovviamente del sequel. Un’antieroina che riesce a farsi amare pur con mille riserve. Per un romanzo che vuole parlare di sentimenti, una protagonista che i sentimenti li usa per i propri scopi e li calpesta per la propria felicità e infine ne rimane vittima svelando di sé un animo nobile… è un bell’azzardo. Ma sono riuscita nell’intento, ho creato una bastarda doc per la quale si fa il tifo. Amo sta cosa perchè io sto sempre dalla parte del cattivo nei films o nei libri. Stavolta il cattivo vince, mi sia concesso.
Come protagonista maschile, penso che il più affascinante e profondo sia l’ultimo, il principe Restjev de La stella d’oro. È un personaggio oscuro, freddo, eppure fermo nelle sue posizioni, traditore e tradito, tenero e distaccato, nobile e pezzente a scelta, una spia che determina la Storia. Anche lui all’inizio inquieta e strada facendo svela un lato subdolo, ma capace di salvare la vita, la propria e quella altrui.

E quello che ti ha dato più grattacapi?
Zaira d’Enotria de L’errore di Cronos. Preciso che in prima versione la signorina ha 16 anni, poi seguendo un po’ i commenti nel tempo, ho adultizzato il romanzo e l’ho portata ad avere 20 anni cambiando un po’ i toni inizialmente un po’ infantili della narrazione (ragazzi, l’ho scritto a 16 anni e si sentiva!). Bene, tutta bella revisionata, la signorina continua a essere odiosa, antipatica, detestata e il protagonista, che dovrebbe essere un re sanguinario che però la risparmia, finisce con l’essere l’eroe vittima di questa baldanzosa insopportabile. Con Zaira non la spunto, chi la conosce, la aborrisce. Ho tentato di migliorarla, di lisciarla… niente da fare! E allora sia! Al mondo esistono anche gli antipatici, no? Pure loro hanno il lato positivo, bisogna solo trovarlo.

Hai altri progetti in cantiere?
Eeeeehhh! Sempre! Tutto sta nel trovare il tempo e poi neppure quello, piuttosto l’estro, l’ispirazione e siccome io sono oscillante, da buona Gemelli, tutto è sospeso tra il dire e il fare. Diciamo che il prossimo mio romanzo sarà un romance paranormale con un concetto di base ovviamente fantasioso. Già pronta la cover… manca il finale! Posso anticipare il titolo: Il ringhio. Parla di lupi? Forse o forse no? Ovviamente… mai come ci si aspetterebbe da me. Non dico altro.
Un altro progetto in cantiere è un romanzo a quattro mani con l’autore e amico Paolo Federici, ma sappiate che il signore è pazzesco, stargli dietro con le sue trame è davvero impegnativo. Scrive cose fantastiche e io non so davvero se sono al suo livello. Vedremo.
Vorrei cogliere l’occasione per rendere noto un altro ‘progetto parallelo’, se vogliamo. Sostenitrice del formato e-book da sempre, ho tuttavia deciso di dare la possibilità ai lettori di avere il cartaceo di tutti i miei romanzi. Sto provvedendo in tal senso attraverso la piattaforma Createspace e quindi Amazon.

Bene, siamo arrivati alla fine, grazie per essere stata con noi. Per salutarci lasciaci uno stralcio di un tuo romanzo e in bocca al lupo per la tua carriere di autrice!
Vi lascio uno stralcio de La stella d’oro che ora è possibile trovare anche nella versione cartacea.

Tratto dal CAPITOLO III – L’incontro
All’esterno i rumori della guerra, e della città intenta a sopravvivere, erano continui. Sferragliamenti e pianti si mescolavano senza regolarità, grida e colpi di cannone si accavallavano fastidiosi.
«Mi uccideranno» si lamentò Maria, rifiutando ancora di guardarlo.
«Sono stato condannato a morte ieri» ridacchiò amaro. Maria sobbalzò «Ma stasera me ne vado e tu verrai con me» le fece sapere, facendole alzare il viso.
Lo vide. Il fiato mancò. Il respiro fu flebile. Il cuore, quello, se ne andò in giro per il mondo. Un brivido la trafisse, un rossore incontrollabile la colorò e poi un pallore preoccupante la sbiancò. Deglutì e cercò una via di scampo mentale. Il nero dello sguardo di quell’uomo era qualcosa che andava oltre, i lineamenti perfetti erano figli di un dio, ma non del suo dio, no. Lui non era capace di creare nulla di così meraviglioso. I capelli corvini si riversavano sulla fronte, dandogli un aspetto giovanile pur non essendo giovanissimo, superava i trent’anni. La leggera barba incolta ne screziava il pallore, senza privarlo di una bellezza quasi ingiusta. Non le fu indifferente, probabilmente non era indifferente a chiunque lo guardasse. Era vero, un uomo così non poteva avere bisogno di violentarla una donna. Si sentì assurdamente al sicuro, perché un uomo come quello le donne le aveva tutte ai piedi, certamente, e non avrebbe cercato lei, una piccola cosa accanto a tanta magnificenza.

Biografia:

2010

Barbara Risoli nasce a Monfalcone (GO) l’8 giugno 1969. Esordisce nel 2008 con il romanzo mitologico fantastico L’ERRORE DI CRONOS. Prevalentemente autrice di storico-sentimentali, nel 2012 scegli il self publishing su piattaforma esclusiva Amazon in formato Kindle. I suoi romanzi più noti IL VELENO DEL CUORE (con il sequel LA GIUSTIZIA DEL SANGUE), LA STELLA D’ORO e il già citato L’ERRORE DI CRONOS (con il sequel LA GRAZIA DEL FATO). Ottimi i riscontri per L’ONDA SCARLATTA, un romance puro. Presente anche con vari racconti di generi vari. Ogni sua opera è disponibile in Formato Kindle e in Kindle Unlimited.

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