Slash – Autobiografia


Sinossi:

slash

In questo libro, per la prima volta, Slash racconta la storia che tutti stavano aspettando: come nacquero i Guns ‘n’ Roses, come scrissero le canzoni che ridefinirono un’era, come uscirono vivi da folli tour infiniti, come guidarono l’ondata di rock’n’roll della loro generazione e come mandarono tutto a pezzi. Una finestra sul mondo di un grande chitarrista e un posto sulle montagne russe di una delle più grandi macchine da rock’n’roll di tutti i tempi: sempre sulla soglia dell’autodistruzione, anche al culmine del successo.

Recensione:

La prima volta in cui ho sentito parlare di Slash era il 1993, quando una mia amica mi regalò una cassetta (…ai MIEI TEMPI c’erano le musicassette… come mi sento vecchia!) dei Guns n’ Roses. Devo dire che fu un amore a primo… ascolto e per anni sono stata una fan accanita di questa rock band che, purtroppo, si sciolse solo poco tempo dopo la mia scoperta.
Avevo la cameretta tappezzata di poster raffiguranti Slash in tutte le pose possibili e immaginabili, per me era un vero idolo. Ero la classica adolescente innamorata del personaggio famoso e, anche se con il passare degli anni la mia passione è andata scemando, quando oggi ascolto quelle vecchie canzoni, mi lascio cullare dai dolci ricordi dei sogni adolescenziali.
Per questo motivo, quando qualche anno fa ho saputo che Slash aveva scritto e pubblicato una sua biografia, ho deciso di acquistarla. Volevo sapere tutta la verità sulla sua vita e sul perché quella band così famosa avesse abbandonato le scene proprio all’apice della loro carriera artistica. Ho atteso per un anno circa che la biografia uscisse in italiano e finalmente la casa editrice BD mi ha accontentato.

Slash, il cui vero nome è Saul Hudson, inizia il suo libro raccontandoci dell’infarto che lo ha colpito qualche anno fa e che, in qualche modo lo ha aiutato a rimettere ordine nella sua vita. Da qui inizia a narrare la sua storia, partendo dall’infanzia e ci racconta del dolore e dello smarrimento provato dopo il divorzio dei genitori, della sua passione per la bicicletta e dell’ambiente artisticamente stimolante nel quale i suoi genitori lo hanno fatto crescere, essendo entrambi due personaggi di spicco nella scena artistica di quel tempo.
In questa prima parte del libro è chiaramente percepibile che tutt’oggi, il disagio provato nell’affrontare la separazione dei suoi genitori, permane in un angolo della sua mente. Ne parla con così tanto dolore che è quasi commovente… Commovente perché, quando a parlare in questo tono è una rock star che per anni ha simboleggiato la trasgressione, suscitando nell’immaginario collettivo l’emblema del personaggio stravagante, spesso raffigurato in compagnia di una bottiglia di whisky o preda di ben altre sostanze alteranti, quando a raccontare le paure e i dolori di un bambino è un uomo di 43 anni dai lunghi capelli riccioluti sormontati da una classica tuba, colmo di tatuaggi, vestito in pantaloni di pelle… be’… diciamo che il contrasto è così forte da far commuovere!
Questo non è un libro che osanna la rockstar, ma che, secondo me, racconta semplicemente la vita di un uomo, con tutte le sue debolezze, le paure, le sconfitte e le vittorie che lo hanno portato a diventare ciò che oggi è.
Slash ci racconta della sua dipendenza dalla droga e dei vari tentativi per uscirne. Non smette mai di definirsi un “tossico” e si intuisce che non è molto fiero di questa parte della sua vita.
Ci svela i retroscena della scena glam/rock losangelina degli anni ottanta e il dietro le quinte di una band, i Guns n’ Roses, che non è sempre stata così unita come voleva far apparire. Non c’è astio tra le parole dedicate al suo rapporto con Axl Rose, vocalist della band, né relative allo scioglimento della band. Si avverte però un certo senso di sollievo quando finalmente racconta d’aver preso la decisione di lasciare i Guns, come se l’atmosfera tesa degli ultimi tempi avesse reso impossibile e pesante lavorare insieme.
Ci racconta del suo matrimonio con Renee e del fatto che oggi è un uomo felicemente sposato con un’altra donna, Perla, che ama e dalla quale ha avuto due figli che adora. Sebbene ora, mentre scrivo questa recensione, la coppia si sia separata da qualche mese.
Ci racconta ogni cosa, abusi, gioie e dolori, si mette spesso in discussione e ci regala divertenti flash back che fanno davvero sorridere.
470 pagine che ho letto in soli due giorni, grazie alla scorrevolezza del testo e alla curiosità di una ex fan di questo chitarrista così affascinante.