La parola a: Paola Iotti

Il romanzo d’esordio di Paola Iotti

Appassionata di cavalli e libri, conosciamo oggi Paola Iotti!

Ciao Paola e grazie per essere qui con noi! Raccontaci qualcosa di te.
È strano per me rispondere a queste domande. È una novità a cui non ho mai pensato.
Ho sempre avvertito una passione particolare per gli animali. Fin da piccola sostenevo che da grande avrei fatto la veterinaria, ma in realtà intrapresi gli studi di Giurisprudenza: col senno di poi sento di aver fatto la cosa giusta. La sensibilità nei confronti degli animali l’ho portata avanti in maniera diversa ed è stata l’ispirazione che mi ha portato a scrivere. Sono una persona introversa e timida: scrivere mi riesce più facile che parlare.

E ora parlaci di Paola autrice. Da quanto coltivi questa passione e com’è nata.
Sono sempre stata una lettrice appassionata e accanita. “Toglietemi tutto ma non il mio libro!”, potrei scherzosamente affermare.
Leggere mi ha aiutato a crescere, a maturare e mi ha sostenuto in molti momenti delicati dell’esistenza: mi ha catapultato in mondi incantati e meravigliosi, allontanandomi dalle tristezze del mondo facendomi riflettere e pensare. Se uno scrittore è bravo, riesce a farmi entrare nell’ambiente che crea e, per il tempo in cui dura la lettura, vivo con i personaggi del libro accanto a me, ed è una bella sensazione: è come condividere la realtà con amici che illuminano la quotidianità. Il mio intento è fare altrettanto, coinvolgendo il lettore e facendolo rilassare, divertire e riflettere.
Devo ammettere che la passione di diventare autrice non l’ho mai coltivata. Gli amici a cui scrivevo lettere o mail ogni tanto commentavano che erano piacevoli perché ero in grado di trasformare situazioni banali in fatti divertenti o interessanti e alcuni mi dicevano che avrei dovuto fare la scrittrice. Ma lo prendevo come uno scherzo e mai avrei pensato che l’augurio si sarebbe trasformato in realtà. Mettere per iscritto pensieri, idee ed esperienze mi è sempre venuto spontaneo, per non dimenticare i ricordi e soprattutto le emozioni e gli stati d’animo del momento.

Che tipo di scrittrice sei? Scrivi di getto o sei meticolosa nel progettare trama, scheda dei personaggi ecc…?
Sono un’istintiva che scrive di getto ma con una base di conoscenze a cui attingere. L’idea della trama del libro l’ho avuta una mattina presto, in vacanza al mare, durante una passeggiata sulla spiaggia: all’improvviso ho visto materializzarsi la struttura del romanzo, l’inizio, le varie parti, i personaggi, e al ritorno mi misi subito a scrivere partendo dalla fine. E’ stato esaltante.
Poi traggo ispirazione da ciò che vedo e sento attorno a me: libri che leggo o rileggo, diari del passato, scritte sui muri, frasi ascoltate portando mio figlio al cinema a vedere film d’animazione… Anche se devo dire che i fatti e i concetti raccontati riguardano situazioni meditate e vissute che devo in qualche modo elaborare e, dopo una sedimentazione più o meno lunga, “saltano fuori” all’improvviso, di fronte a occasioni del tutto banali. Quindi è un mix: prima devo pensare a lungo, poi si apre un rubinetto e quello che scrivo esce di getto.

I manuali di scrittura, quanto sono utili, secondo te?
Non saprei: ognuno di noi è diverso e unico e quindi ognuno deve trovare quel che lo può aiutare. Personalmente credo che saper scrivere e comunicare sia un “dono” che non si può acquisire ma solo affinare e migliorare. Secondo me aiuta molto leggere chi sa scrivere bene e assorbire dall’esempio concreto. Non si può costruire a tavolino uno scrittore perché certe cose si “sentono” e non si possono insegnare.

Oggi il self publishing sta prendendo sempre più piede, come vedi questo fenomeno?
Come ogni situazione, nulla è giusto e nulla è sbagliato. Non mi piace che alcune persone approfittino della “voglia” di essere pubblicati sfruttando gli aspiranti scrittori. Allo stesso tempo capisco il desiderio di chi non trova un editore, in questo periodo difficile.
Mi ritengo molto fortunata. Al secondo concorso cui ho partecipato, ho ottenuto la vittoria e il premio della pubblicazione da parte della Casa Editrice Giovanelli di Bologna, che è una piccola realtà editoriale con cui mi sento molto in sintonia.
Come la mia protagonista, sono partita senza ambizioni e aspettative particolari, paga di aver creato qualcosa di per sé gratificante e piacevole. Ho scritto per me e tutto quel che arriva è una sorpresa inaspettata.

E ora diamo spazio alle tue opere! Ti va di presentarcele?
Certo! Si tratta di un romanzo intitolato “Come l’arcobaleno tra una criniera”.
E’ ambientato nel mondo dell’equitazione e narra l’incontro di una donna con due cavalli, in momenti successivi. Nell’approcciarsi con loro mette in pratica, senza accorgersene, dei piccoli segreti rivelati da un saggio amico che l’aiuteranno a trovare se stessa e un equilibrio interiore. Il secondo destriero costituirà l’occasione per incontrare l’amore, anche se il rapporto è reso difficoltoso dal fatto che l’uomo è già sposato e con una figlia alla quale è molto legato. C’è anche spazio per una piccola indagine e un mistero sulle origini del secondo cavallo.
Paulo Coehlo, uno dei miei autori preferiti, ha scritto alcune bellissime frasi. Sostiene che nella vita spesso alcuni momenti si ripetono, come uno schema, e viverli provoca dolore. Ma l’uomo illuminato comprende che il ripetersi delle esperienze ha un’unica finalità: insegnare quello che non si vuole apprendere. Mi sono trovata a rivivere situazioni di sofferenza che non riuscivo a comprendere e superare. Scrivere questo libro è stato il modo per assimilare la mia lezione personale.
Sempre Coehlo afferma che talvolta s’incontrano persone che mostrano il lato peggiore di sé, nascondendo mancanze con aggressività, mostrando pregi solo apparenti, dissimulando la paura della solitudine con falsa indipendenza. L’uomo saggio non si lascia ingannare dalle apparenze e resta in silenzio di fronte a questi tentativi di impressionarlo. Ma approfitta dell’occasione per correggere le proprie mancanze, dato che gli uomini costituiscono un ottimo specchio per imparare.
E quindi il messaggio che traspare dal mio testo è che gli ostacoli che affrontiamo nella vita servano per migliorare e scoprire realtà nuove e appaganti.

Ho scritto per me stessa, convinta che il romanzo potesse essere apprezzato solo da chi ama i cavalli e annoiasse gli altri. Mi sono ricreduta quando persone al di fuori del mondo dell’equitazione hanno rivelato di esserne rimasti emozionati e coinvolti.
Oltre al concorso edito dalla Casa Editrice Giovanelli, legato al tema degli amici animali, ho preso parte al concorso Voci per i Cavalli 2015 organizzato da Horse Angels, un’associazione Onlus che salva i cavalli maltrattati o abbandonati la cui presidente è una scrittrice. Sono arrivata seconda ma anche in questo caso ho pensato che il tema dei concorsi mi avesse agevolato.
Sono pertanto rimasta sorpresa quando mi sono classificata seconda al concorso del Caffè Letterario Mangiaparole di Roma. Il tema era libero e la mia rappresentava l’unica opera sul rapporto uomo-animale. Più di cento partecipanti con opere di buon livello, ma con maggiore esperienza e argomenti più “classici”.
La giuria ha apprezzato l’originalità e l’innovatività dell’opera, sottolineando che le parti “tecniche” legate all’equitazione non annoiassero ma anzi si inserissero armoniosamente nella trama, completata da una storia d’amore e intermezzi avvincenti. E’ stata una grandissima soddisfazione.

Qual è il personaggio uscito dalla tua penna, che ami di più?
Il campione sportivo di equitazione Michele Spagni di cui s’innamora la protagonista, perché è un ideale di uomo che racchiude in sé elementi positivi e astratti, ma allo stesso tempo reali.

E quello che ti ha dato più grattacapi?
Sempre lui, Michele Spagni, perché ho dovuto combinare diverse personalità che ho incontrato o che avrei voluto incontrare. L’unico pezzo che non mi è uscito di getto ma di cui ho rimandato la stesura, perché faticavo a scriverlo, è stato proprio l’incontro tra Michele e la protagonista, dato che era difficile immaginare una situazione credibile e coinvolgente.

Hai altri progetti in cantiere?
Ho l’idea per il seguito del romanzo. La struttura è ben chiara nella mente: quello che spero di trovare è il tempo per concretizzarla. Con un figlio di 10 anni da seguire, un marito, una casa, un lavoro a tempo pieno e tutti gli animali a cui devo accudire, mi sembra un’impresa impossibile.
Ho una coppia di pappagalli agapornis allevati a mano e comprati per mio figlio, pensando così di evitare di prendere cani e gatti, troppo impegnativi. Poi mi sono ritrovata a curare e gestire una colonia felina, ho adottato due gattine che rischiavano la morte e un cavallo salvato dal macello da curare e a cui fare il box tutti i giorni.
Ma avevo detto che era impossibile anche scrivere il primo libro e ancora di più pubblicarlo e invece è accaduto… nel mio romanzo la parola impossibile viene spesso pronunciata, per poi perdere il prefisso im- e trasformarsi in realtà possibile.
Ogni tanto mi chiedo come sono riuscita a scriverlo: eppure l’ho fatto e quindi confido di farcela anche con il secondo.
Ho pure alcune idee per racconti brevi, un genere in cui non mi sono mai cimentata. Spero di concretizzarle.

Bene, siamo arrivati alla fine, grazie per essere stata con noi. Per salutarci lasciaci uno stralcio di un tuo romanzo e in bocca al lupo per la tua carriera di autrice!
Mi piacerebbe presentare l’incipit del libro.

Lo vide la prima volta in una rigida giornata di febbraio.
Piccolo, sparuto, scheletrico: inverosimilmente magro, tutto pelle e ossa, la gracilità mimetizzata da una coperta blu elettrico da cui spuntavano quattro zampe scarne e quasi storte.
L’espressione non era delle migliori: un misto di curiosità e cronico malessere a cui sembrava apaticamente abituato. Le rammentò lo sguardo stravolto dei prigionieri dei campi di concentramento della seconda guerra mondiale immortalato in fotografie in bianco e nero.
Lui mostrava invece un’immagine in bianco e blu.
Era, o cercava di essere, un cavallo dal mantello grigio, ora bianco per l’età, puntinato da minuscole macchioline marroni. Con quella bardatura addosso tentava di darsi un po’ di credibilità, anche se l’effetto poteva apparire ridicolo.
Non le piacevano di quel colore: si era fatta male con un destriero dal pelo candido e inevitabilmente suscitavano ricordi sgradevoli.
Ma, al di là della tonalità, non pareva nemmeno un cavallo: solo una povera bestia provata dalla vita, brutta e malandata.
La prima idea a irrompere spontanea fu di deciso rifiuto.
«Ma chi vuole questo obbrobrio? E dovrei pure pagare per portarlo a casa? Nemmeno per sogno! Dovrebbero remunerare me per liberarsene.
No, no, assolutamente NO! Sarebbe stupido e comunque… non m’interessa… non lo voglio. Non se ne parla! Sapevo che venir qui sarebbe stato tempo perso!».
Lei era una ragazza di quarant’anni: si considerava tale, a dispetto dell’anagrafe implacabile che proiettava in altre categorie.
Rivelava meno anni e ne sentiva davvero pochi: piccola, minuta ma proporzionata e ben fatta. Timida, e per questo motivo spesso schermata da un atteggiamento serio ma fornita di animo dolce e sensibile, soprattutto con gli animali che, a differenza del genere umano, si erano sempre palesati sinceri e disinteressati.
La causa dei pensieri, così duri e taglienti, risiedeva in un crudele scherzo del destino. Nel recinto a fianco del ronzino dalla coperta blu stava lei, Orizzonte, la cavalla che desiderava ma che non era riuscita a ottenere.
Il mantello sauro dorato, il colore preferito, la folta criniera quasi bionda. Bella, i muscoli sodi e potenti, lo sguardo nobile da autentico destriero.
Il confronto appariva impari ma qualunque quadrupede avrebbe perso: figurarsi quel mucchietto d’ossa malamente incartato in una stoffa blu fosforescente.
Orizzonte era la compagna che amava, a cui aveva dedicato attenzioni e cure per oltre un anno, il cui allontanamento aveva originato fiumi di lacrime.
Come poteva quel tentativo mal riuscito di cavalcatura dal fastidioso pelo chiaro prenderne il posto? Con quella smorfia… IMPOSSIBILE!

Biografia:

VLUU L210 / Samsung L210

Paola Iotti è nata a Reggio Emilia il 29 aprile 1964 dove vive con la famiglia a due e quattro zampe. Ha conseguito la maturità scientifica e si è laureata in Giurisprudenza all’Università di Parma.
La curiosità per la vita l’ha portata a interessarsi a diversi argomenti come lettura, musica, sport, arti orientali, omeopatia e fitoterapia.
Lavora presso la Provincia di Reggio Emilia dove si occupa come funzionario amministrativo di Governance ed Educazione Ambientale.
La sua prima opera “Come l’arcobaleno tra una criniera”, è risultata vincitrice del concorso letterario “Il mio caro amico”, indetto da Giovanelli Edizioni nel 2014 e seconda classificata nella 3^ edizione del Premio Letterario “Mangiaparole” 2014/15 a Roma (Edizioni Progetto Cultura). Si è inoltre classificata al secondo posto al concorso letterario Horse Angels Voci per i Cavalli 2015.

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