La parola a: Miriam Mastrovito

i libri di Miriam Mastrovito

Oggi conosciamo Miriam Mastrovito, autrice, editor e blogger!

Ciao Miriam e grazie per essere qui con noi! Raccontaci qualcosa di te.
Ciao e grazie a te per l’ospitalità. Sono una lettrice compulsiva e posso dire che la mia vita ruota intorno ai libri: sono editor freelance, blogger e scrittrice.

E ora parlaci di Miriam autrice. Da quanto coltivi questa passione e com’è nata.
La mia passione per la scrittura è un effetto collaterale del mio più grande amore per la lettura. Sin da bambina adoravo i libri, ero stregata dalle storie che contenevano. Quando non sapevo ancora leggere chiedevo in continuazione a mia madre di farlo per me; a cinque anni ho voluto imparare, per continuare a regalarmi favole anche quando lei era stanca e, contemporaneamente, ho voluto imparare a scrivere perché già sognavo di diventare una scrittrice. Consideravo gli autori dei veri e propri creatori di mondi e desideravo essere come loro.

Che tipo di scrittrice sei? Scrivi di getto o sei meticolosa nel progettare trama, scheda dei personaggi ecc…?
Di solito sono i personaggi a consegnarmi le storie, li sogno e mi chiedono di essere raccontati. Seguendo gli input ricevuti, inizio a documentarmi e a definire una trama. Non preparo una scaletta meticolosa, sostanzialmente stabilisco un punto di partenza, un punto di arrivo e fisso alcuni nodi essenziali. In fase di stesura poi succede spesso che i personaggi stessi prendano il sopravvento guidandomi verso svolte impreviste o provocando cambi di rotta non preventivati.

I manuali di scrittura, quanto sono utili, secondo te?
Non ho mai amato molto i manuali in generale, ho sempre preferito attingere dalla materia prima. È sempre stato così anche a scuola e all’università: preferivo studiare la letteratura leggendo i romanzi e la filosofia leggendo le opere dei filosofi piuttosto che affidarmi ai filtri, agli schemi, alle sintesi dei manuali.
Per la scrittura vale lo stesso, penso che la lettura di tantissimi libri di tutti i generi possa insegnare più di qualsiasi manuale. Tuttavia non penso che i manuali siano del tutto superflui, possono essere utili al fine di approfondire e accrescere le proprie conoscenze. Un libro che personalmente ho trovato utilissimo, da cui ho imparato tanto e che sento di consigliare è On writing di Stephen King.

Oggi il self publishing sta prendendo sempre più piede, come vedi questo fenomeno?
Il panorama editoriale negli ultimi anni ha subito profondi mutamenti e, sicuramente, tanti ancora ne subirà nel prossimo futuro. Fino a qualche anno fa il self publishing era considerato l’ultima spiaggia degli autori scartati dagli editori tradizionali ed era guardato con sospetto. Oggi si tratta di un pregiudizio quasi superato perché la crisi dell’editoria tradizionale, unitamente a una serie di “contro” che la caratterizzano, ha spinto molti autori a rivolgersi al self publishing inteso come scelta di libertà. Non è insolito, infatti, ritrovare fra i self publisher scrittori che in precedenza hanno pubblicato con piccole e grandi Case Editrici.
Personalmente ho scelto l’auto-pubblicazione perché delusa dalle mie precedenti esperienze con gli editori, anche se free.
Penso che il self publishig, se perseguito con onestà e responsabilità, possa rappresentare un’ottima opportunità, sicuramente un’alternativa preferibile alla pubblicazione con i piccoli editori che riescono a offrire ben poco agli autori chiedendo però in cambio, spesso, la loro libertà.
Per self onesto e responsabile intendo un autore che non si limita a fare da sé improvvisandosi, ma che diventa imprenditore di se stesso e, affidandosi a professionisti del settore (come editor e grafici) si impegna al meglio alfine di offrire al lettore un libro di qualità.

E ora diamo spazio alle tue opere! Ti va di presentarcele?

Ho pubblicato in tutto cinque romanzi.
I primi due in ordine cronologico, Gli stessi occhi e L’ultimo rap, hanno rappresentato per me una sorta di prova tecnica. Oggi non sono più nemmeno in commercio, perciò non mi dilungherò in merito.
Considero Il mendicante di sogni il mio vero romanzo di esordio. È stato pubblicato per la prima volta nel 2009 da La penna blu edizioni, solo in versione cartacea. Scaduto il contratto editoriale, non ho voluto rinnovarlo, preferendo riproporre l’opera in ebook su amazon come scrittrice indipendente. Vi presento dunque la nuova edizione.

Descrizione:
I sogni racchiudono i desideri, le fantasie e a volte anche le paure degli uomini. Che succederebbe se ne fossimo privati?
È quello che cercherà di impedire Joshua, approdato a Chissà Dove, il magico regno in cui la fata Maya custodiva i sogni prima che il perfido Nergal la depredasse e le strappasse le ali riducendola in fin di vita.
La sua impresa, costellata di splendidi capolavori disegnati sull’asfalto, si intreccia con le indagini del Commissario Zanetti, che lo riterrà un pericoloso serial killer, e con la rinascita di Daniel, un bambino appena uscito dal coma, che ha promesso a Maya, la sua salvatrice, due ali fatte di petali bianchi…

Nel 2011 ho pubblicato Il mistero dei libri perduti con la Zero91, è un fantasy a cui sono molto affezionata, ma di cui in questo momento non parlo molto volentieri a causa dei problemi in corso con l’editore… spero al più presto di poter rientrare in possesso dei diritti sull’opera e di riproporla coma autrice self.

Reborn è il mio ultimo romanzo in ordine cronologico e penso sia il libro che, meglio di tutti, mi rappresenta come autrice.

Descrizione:
Da quando ha perso il marito Andrea e la figlia Martina in un incidente stradale, Elga non è più la stessa. Si è isolata dal mondo e vive di ricordi. Il suo unico diversivo è rappresentato dalle bambole reborn che crea per mestiere.
Il 9 settembre 2013, giorno in cui Martina avrebbe compiuto dieci anni, Elga realizza per lei una bambola, come avrebbe fatto se fosse stata ancora viva. A sera, la sistema nella cameretta, che ha lasciato intatta dal giorno della sua morte, celebrando così quella ricorrenza speciale.
La mattina dopo viene accolta da una strana sorpresa: una bambina che non conosce si è intrufolata in casa. Sembra avere la stessa età di sua figlia ma non le somiglia per niente.
Rea − questo il suo nome − sostiene, invece, che Elga sia proprio la sua mamma ed è la stessa cosa che affermano tutti in paese.
Quale la verità?
Per scoprirla la donna potrà contare solo su Iuri, giovane impiegato delle Onoranze funebri nonché stalker che da tempo la tormenta.
Sarà l’inizio di uno strano viaggio che la condurrà al confine tra i mondi, lì dove regna il mistero e la Morte non è che l’inizio di una vita oltre.

Qual è il personaggio uscito dalla tua penna, che ami di più?
Li amo tutti, anche se in maniera diversa. Di sicuro sono molto affezionata a Rea, la bambina protagonista di Reborn, perché è stata lei a sussurrarmi questa storia. Ho inoltre un bel feeling con Iuri (protagonista maschile di Reborn) perché è il personaggio che più mi somiglia caratterialmente.
Confesso inoltre di essere particolarmente attratta dalla sua insolita professione: lui è un tanato- estetista, ovvero prepara le salme per l’ultimo viaggio.

E quello che ti ha dato più grattacapi?
Nessuno mi ha dato veri e propri grattacapi, tuttavia ho dovuto prestare particolare attenzione alla scrittura dei dialoghi in cui compare Santino.
Santino è un personaggio secondario di Reborn, è un homeless che, con il beneplacito del custode, si è accampato nel cimitero. Ha più di novant’anni ed è completamente sdentato. Al fine di caratterizzarlo al meglio, ho cercato di trasporre nelle sue battute i difetti di pronuncia che lo contraddistinguono sostituendo, per esempio le “f” con le “p”. Per fare questo mi sono “documentata” ascoltando alcune persone sdentate parlare per capire quali lettere creassero più difficoltà e ho preso a riferimento anche un mio bisnonno defunto. Convincere word che la grafia scorretta in determinati punti era voluta e non era da considerarsi un errore è stata la parte più difficile.

Hai altri progetti in cantiere?
Sì, ho tre idee per tre diversi romanzi e ne sto già scrivendo uno, anche se procedo a rilento a causa degli impegni lavorativi.

Bene, siamo arrivati alla fine, grazie per essere stata con noi. Per salutarci lasciaci uno stralcio di un tuo romanzo e in bocca al lupo per la tua carriere di autrice!
Brano tratto da Reborn:

Era ormai immersa in un sonno profondo quando avvertì un soffio gelido sul collo. Elga ebbe come l’impressione che qualcuno stesse alitando sulla sua pelle. Istintivamente tentò di voltarsi ma non poté muoversi. Tuttavia percepì con chiarezza una presenza alle sue spalle, le sembrò che qualcuno si fosse infilato nel letto e che la abbracciasse da tergo, stringendola talmente forte da impedirle qualsiasi movimento. “Martina?” L’interrogativo prese forma nella sua mente ma non lo pronunciò ad alta voce, o almeno così le parve perché avrebbe giurato di stare ancora dormendo.
Per tutta risposta una manina di bimba le artigliò il braccio.
A quel gesto la donna si sentì mancare il respiro. Tirò su col naso nel tentativo di incamerare più aria e un forte odore di terra bagnata le riempì le narici.
Decisamente no, non era l’odore di sua figlia, ma quella mano disperatamente aggrappata alla sua…
«Martina?» annaspò. La sensazione di soffocare si fece più intensa eppure non provò paura né dolore; la prepotenza di quell’abbraccio sembrava poter stritolare tutta la solitudine ed Elga desiderò solo abbandonarsi a quella strana morsa di gelo e gommapiuma.
“Sei qui piccola mia” pensò, mentre calde lacrime prendevano a scorrerle lungo le guance. Poi d’improvviso sentì la stretta allentarsi, la mano che la teneva divenire sempre più inconsistente. Non poté vedere, ma percepì la pelle come sgretolarsi, l’arto scomporsi in mille e mille granelli di polvere che dal suo corpo scivolavano sulle lenzuola.
Nell’attimo preciso in cui avvertì l’ultimo granello rotolare via udì qualcuno che la chiamava.
«Mamma, mamma…» La voce quasi afona proveniva da un punto distante dal letto.
Elga scattò a sedere. «Martina!» scandì spalancando gli occhi e accendendo la luce in un unico gesto.
I suoi singhiozzi risuonarono nella stanza vuota.

Biografia:

M5

Miriam Mastrovito nasce a Gioia del Colle nel 1973. Laureata in filosofia, è blogger per passione e da qualche anno lavora come editor freelance. Da sempre coltiva una forte passione per la scrittura e i mondi fantastici. Ha vinto svariati premi, ha collaborato con diversi siti dedicati ai libri e web magazine ed è stata giurata in vari concorsi letterari. Attualmente gestisce i lit-blog Il flauto di Pan  e Leggere è magia.

È autrice di diversi romanzi tra cui Il Mendicante di sogni (La penna blu edizioni), Il mistero dei libri perduti (Zero91) e Reborn (produzione indipendente).

 

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