La parola a Rujada Atzori

I libri di Rujada Atzori

Oggi conosciamo una giovane autrice che ha pubblicato con casa editrice e in Self Publishing.

Ciao Rujada e grazie per essere qui con noi! Raccontaci qualcosa di te.

Ciao Patrizia, grazie per ospitarmi nel tuo nel tuo blog.
Qualcosa di me? Uhm, che dire non amo molto parlare di me e non so mai cosa rispondere quando mi viene fatta questa domanda ma ci provo: sono timidissima, odio parlare al telefono, mi piace leggere (qualsiasi genere) scrivere, cucinare e mangiare (dolci soprattutto, eheh).

E ora parlaci di Rujada Cordì autrice. Da quanto coltivi questa passione e com’è nata.

È nata per gioco nel 2011, avevo una storia in mente e l’ho buttata giù senza farmi tante paranoie o altro; quando, dopo due anni, l’ho terminata il mio ragazzo mi ha incoraggiata e spinta a inviare il manoscritto ad una CE, anche se continuavo a dirgli che nessuno avrebbe mai pubblicato qualcosa di mio, invece…

Che tipo di scrittrice sei? Scrivi di getto o sei meticolosa nel progettare trama, scheda dei personaggi ecc…?

Scrivo di getto, se ho la storia in mente e mi convince al 100% allora non mi ferma più nessuno. Una sola volta ho provato a seguire una scaletta ma alla fine ho stravolto tutto, non riesco proprio a seguirla.

I manuali di scrittura, quanto sono utili, secondo te?

Utilissimi, secondo me! Me n’è stato regalato uno che è sempre accanto al pc in caso di bisogno.

Oggi il self publishing sta prendendo sempre più piede, come vedi questo fenomeno?

Parli con una che ha pubblicato sia in self che con CE. Penso che sia una bella esperienza, da provare assolutamente e si scoprono davvero molti talenti!

E ora diamo spazio alle tue opere! Ti va di presentarcele?

Il primo a essere pubblicato è stato The secret, un urban fantasy ambientato a Londra:

E se tutto quello in cui hai creduto non fosse la realtà?

Rose è giovane e bella e ha tutta la vita davanti. Sogna di laurearsi a Cambridge e di trascorrere il resto della sua vita accanto a Philip, il suo primo e unico amore. Il destino, però, è in agguato e le sconvolgerà presto la vita. Philip muore in un incidente in moto e di lui non resta niente all’infuori di un album di fotografie e di moltissimi ricordi. Come se non bastasse, strani fenomeni iniziano ad accadere e Rose capisce che qualcuno la sta osservando. Quel qualcuno sa tutto di lei, anche ciò che Rose stessa non può sapere, e ha un solo obiettivo: nascondersi nell’ombra finché non sarà giunto il momento di colpire.
Rujada Atzori intesse un fantasy dal ritmo serrato in cui Bene e Male si fronteggiano tra colpi di scena e segreti inconfessabili, angeli dalle ali bianche e angeli più neri della notte. Perché la guerra più dura da combattere non è fuori da noi ma nel nostro Io più profondo, là dove Male e Bene s’incontrano e diviene più difficile delimitarne i confini.

Il secondo è uscito da poco e l’ho pubblicato in self, è sul genere rosa/humour ed è Un cameriere solo mio nella mia vita (im)perfetta ambientato a Roma:

Elisa ha diciotto anni è una gran voglia d’indipendenza. Figlia unica, di una famiglia benestante, è cresciuta sotto l’ala protettiva dei suoi genitori. Relegata tra istituti privati femminili, convento e casa decide di lasciare l’agio della ricchezza per immergersi nella vita comune.
Seppur risoluta si trova catapultata in un mondo inaspettato. La vita quotidiana è piena di difficoltà a lei sconosciute.
Cucinare, lavare e sistemare la sua roba è un mistero. Come si accende una lavatrice?
Girare una crêpes è arte dei più capaci.
Gli equivoci non tardano ad arrivare ed Elisa ha un disperato bisogno di un cameriere.
In un intreccio leggero, scanzonato e romantico, Rujada Atzori, ci regala una storia che ci farà assaggiare il gusto delle piccole difficoltà quotidiane che diventano piacere quando si mescolano con l’amore e la possibilità di poter scegliere liberamente della propria vita.

The secret è stato in realtà il secondo testo che ho scritto, il primo è ancora nel mio pc che aspetta di essere corretto e sistemato prima di vedere “la luce”.
Cosa mi ha portato a scriverli? Ah, bella domanda, in realtà, come ho scritto in precedenza, scrivo quello che mi passa per la testa, non c’è un perché, se ho una storia in mente e l’ispirazione giusta butto giù tutto, prima che mi dimentichi.

Qual è il personaggio uscito dalla tua penna, che ami di più?

Uh, sicuramente Steward! Bello e stronzo allo stesso tempo.

E quello che ti ha dato più grattacapi?

Nessuno in particolare.

Hai altri progetti in cantiere?

Sì, scrivo sempre e spero di pubblicare il prossimo a breve

Bene, siamo arrivati alla fine, grazie per essere stata con noi. Per salutarci lasciaci uno stralcio di un tuo romanzo e in bocca al lupo per la tua carriere di autrice!

Grazie a te per avermi ospitata nel tuo blog *_*
Lascio un estratto di Un cameriere solo mio nella mia vita (im)perfetta:

Continuo a far suonare il campanello fino a quando la porta non viene spalancata; con ira mi sfila il campanello dalle mani e lo lancia fuori dalla finestra aperta. Apro la bocca per protestare e cerco di entrare nella sua camera ma vengo bloccata; ha i capelli spettinati, gli occhi gonfi e rossi di sonno ed è in mutande!
Mi copro gli occhi, ancora in mutande! Sarà allergico ai vestiti.
«Quando hai fame, vai in cucina e ti prepari qualcosa senza rompermi i coglioni! Non ti sopporto più.»
«Io non so come muovermi, cosa devo fare? E poi sei tu il cameriere…»
«Appunto! Sono un cameriere, non un cuoco! Arrangiati!» fa per chiudere la porta ma lo blocco, in fondo ha ragione, lui non è il cuoco, dovrei assumerne uno, non ci avevo pensato. «Hai ragione, scusa», mormoro a voce bassa, lui si blocca e apre un po’ la porta per ascoltare quello che ho da dire, «io non ho mai cucinato, potresti aiutarmi?» proseguo pregandolo con gli occhi. È mortificante chiedere aiuto a qualcuno, accorgermi di non saper fare nulla oltre a vestirmi e lavarmi. Mi sento inutile. Ho passato il resto della mia vita in convento dalle suore, una scuola privata con coprifuoco e regole rigidissime, un campo estivo sempre in un convento e dopo anni passati come una reclusa, casa e chiesa, finalmente sono libera. L’assurdità della situazione è che non so fare nulla, non so neanche come si usano quei tubi a forma di fungo che vibrano, sono un’inetta e questo grazie ai miei genitori. Se mi volevano suora, potevano dirmelo prima.

Biografia:

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Rujada Atzori è nata il 27/02/1990 e abita in Sardegna. Ama leggere e scrivere fin da piccola. Ha una pagina numerosissima su Facebook dove scrive i suoi pensieri che si chiama: E anche stanotte le stelle hanno fatto a gara con i tuoi occhi.
The Secret è il suo romanzo d’esordio

Kindle

                               

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