La parola a: Momi Gatto

Il romanzo di Momi Gatto

Oggi incontriamo di nuovo Momi Gatto, che è già stata mia ospite per presentare il suo Solo una storia d’amore e di troppe paturnie

Ciao Momi e grazie per essere qui con noi! Raccontaci qualcosa di te.

In questa fase della mia vita sono principalmente un galoppino. Dedico le mie energie ai vari componenti della famiglia, principalmente al marito e al figlio adolescente… che per definizione e’ molto impegnativo, perlomeno psicologicamente. Mi piace che la collaborazione “a richiesta” con l’attività imprenditoriale di famiglia mi lasci molto tempo libero, che oltre a essere dedicato alle mansioni di cui sopra e’ speso per seguire le mie passioni. Quella atavica, leggere, e quella nuova, scrivere.

E ora parlaci di Momi Gatto autrice. Da quanto coltivi questa passione e com’è nata.

Mi è sempre piaciuto inventare storie, ai tempi del liceo artistico ho riempito migliaia di fogli con storie a fumetti, crescendo però ho lasciato da parte questo hobby. Qualche anno fa ho ricominciato a fantasticare, una storia d’amore fatta su misura per me ha preso sempre più forma nella mia testa. Quando ho capito che correvo il rischio di dimenticarmi qualche pezzo mi sono decisa a metterla su carta, a parole stavolta. Ho scoperto il gusto di poter rileggere, modificare,e ampliare senza limiti ciò che creavo. Da poco più di cento pagine sono diventate cinquecento, è come una droga, se inizio a scrivere non mi fermo più.

Che tipo di scrittrice sei? Scrivi di getto o sei meticolosa nel progettare trama, scheda dei personaggi ecc…?

Quando mi viene in mente una situazione la arricchisco ed elaboro per ore prima di scrivere qualche appunto. Una volta fatta la scaletta di massima che forma la trama completa, o quasi, mi metto alla tastiera… e lì scrivo di getto, batto sui tasti come un fiume in piena e nasce la prima stesura. Per la rilettura e’ diverso, sono meticolosa, ho un ossessione per le ripetizioni e i collegamenti. Ho sottoposto il mio romanzo a una dozzina di revisioni prima di credermi soddisfatta, poi l’ho avuto in mano stampato, e su quella prima copia ci sono almeno dieci segnacci rossi per pagina. Prima o poi ci rimetterò mano per una nuova edizione riveduta e corretta, è un chiodo fisso.

I manuali di scrittura, quanto sono utili, secondo te?

Non ho dubbio che siano utilissimi, ma ti confesso che non ne ho mai fatto uso. Non ho la presunzione di definirmi scrittrice, scrivo come parlo, sono diretta, in prima persona, è il genere che preferisco nei libri che leggo. So che i miei libri verranno criticati perché non sono perfetti, sono la prima a saperlo, ma io voglio solo trasmettere delle emozioni e credo, spero, di esserci riuscita.

Oggi il self publishing sta prendendo sempre più piede, come vedi questo fenomeno?

Io mi sono affidata al self. E’ stato un puro caso, cercavo un sito che mi stampasse qualche copia per gli amici e mi sono ritrovata in un batter d’occhio, e quasi senza spese, su tutti i book store. Non ho ho nessuna aspettativa, sono cosciente di non aver creato un best seller, ma le soddisfazioni che mi sta dando sono tanto inaspettate quanto ben gradite.
Trovo che il self sia un’ottima vetrina che quest’epoca del digitale offre a chi, come me, e’ solo curioso di sapere cosa pensano altri di ciò che ha creato. A chi critica che spesso l’editing lascia a desiderare rispondo che sì, ha ragione, ma ha anche la possibilità di scaricare gratis l’estratto per farsi prima un’idea dello stile. Confesso che spesso io lo faccio anche per autori ultra famosi. E quanti esordienti bravissimi e sconosciuti sto scoprendo, non sarebbe stato possibile senza il self… e senza l’aiuto e la consulenza di voi blogger.
Ho sentito pareri devastanti sulle CE, contratti capestro e raccomandazioni necessarie, non mi ci metto neppure a mandare loro qualcosa. Parlo per me ovviamente, il mio è solo un passatempo, ma chi crede fino in fondo nel proprio lavoro e’ giusto che rincorra il sogno. Ti confesso che mi manca la soddisfazione di vedere il mio libro sugli scaffali, il cartaceo e’ sempre il cartaceo.

E ora diamo spazio alle tue opere! Ti va di presentarcele?

Per ora esiste un’unica opera, Solo una storia d’amore e di troppe paturnie. Ho passato molti anni della mia vita a farmi condizionare da paturnie dettate dall’insicurezza, mi piaceva l’idea di metterle in piazza e, perché no, di sorridere di esse.
È un romanzo rosa contemporaneo, divertente e leggero. È ambientato a Milano, la mia città, e i protagonisti sono due ventenni, Giulia, studentessa di architettura, e Davide, che studia legge e gioca nella nazionale di pallanuoto. La storia ruota intorno all’amicizia tra un ragazzo e una ragazza, la ritengono entrambi una cosa irrinunciabile e, per vari motivi, non vogliono correre il rischio di rovinarla… a discapito di quel che provano l’uno per l’altra, e nonostante si tratti di roba tosta. Il patatrack e’ inevitabile, ma non sono subito rose e fiori, tutt’altro. Tutto il loro modo di gestirsi è condizionato dalle paranoie di lei e dalle decisioni discutibili e impulsive di lui, ma arriva il momento di farci i conti. Adoro i loro battibecchi, ho riso e ho sofferto con Giulia, avrei preso a calci quello splendido zuccone di Davide… Ho provato molte emozioni scrivendo la loro avventura, e spero, almeno in parte, di riuscire a trasmetterle al lettore.

Qual è il personaggio uscito dalla tua penna, che ami di più?

Direi che amo Giulia e Davide in egual misura. Giulia un po’ somiglia a me quando avevo la sua età, con l’aggiunta di un po’ di verve in più che a me mancava. E dolce, romantica, emotiva, ma anche battagliera e orgogliosa. È una ragazza che rispecchia tante di noi, paranoie comprese.
Davide e’ il ragazzo che vorrei diventasse mio figlio, dal quale ho rubato il nome, i passatempi e il fatto di essere bellissimo (cuore di mamma). E’ protettivo, affettuoso, spiritoso e sensuale… d’altronde, se dovevo creare qualcuno, tanto valeva farlo bene. Ma non poteva essere perfetto e infatti non lo è, la perfezione stufa. Adoro anche i comprimari, non può essere altrimenti perché sono ispirati ai miei amici. Marco in primis, lui è un fenomeno.

E quello che ti ha dato più grattacapi?

Forse proprio Davide. So come pensano le femmine, i maschi un po’ meno. E’ vero che sono più diretti di noi, ma per la storia mi serviva che anche lui si facesse delle paranoie, e quelle maschili sono calibrate diversamente dalle nostre. Ma ora sono entrata nella sua testa, mi ha preso così tanto che sto scrivendo un volume tutto dedicato a lui, e mi diverte un sacco.

Hai altri progetti in cantiere?

Si, troppi. Come si è capito adoro questi due ragazzi e non riesco a lasciarli andare, perciò sto sviluppando quella che sarà la Trilogia delle paturnie. Sto scrivendo i successivi due volumi, più quello dal punto di vista di Davide, nuovi capitoli inediti e spassosi. Ho in cantiere anche tutta un’altra storia che, però, riguarda MOLTO da vicino la mia coppietta. In ultimo sto abbozzando un nuovo romanzo con nuovi protagonisti, incentrato su un mondo più distante da me. Troppa carne al fuoco, lo so…

Bene, siamo arrivati alla fine, grazie per essere stata con noi. Per salutarci lasciaci uno stralcio di un tuo romanzo e in bocca al lupo per la tua carriere di autrice!

Grazie a te Patrizia per l’ospitalità, come dicevo prima, le blogger come te sono preziosissime per noi autrici esordienti. Ah, e crepi il lupo!

Tra il primo e il secondo vengo colpita da violenti flash che mi mandano la testa altrove, dire che sono stordita dagli avvenimenti è poco. Sono passata dal vivere nell’anonimato l’amore per Davide, a un momento di passione nel quale lui era troppo rimbambito dall’alcool ed io troppo rincitrullita da lui per capire tante cose. A seguire gli ho urlato contro il mio disprezzo, per poi fuggire lontano a soffrire e a combattere per dimenticarlo. Come degna conclusione me lo ritrovo qui che mi corteggia, obbligandomi ad ammettere con me stessa che lo amo ancora. Mpf, vero che ho capito le sue motivazioni e l’ho perdonato in tempo zero, ma quantomeno devo rendergliela un po’ difficile… purtroppo quel suo dannato e insopportabile fascino è costante fonte di divagazione. Fortunatamente, in quanto femmina, sono in grado di ragionare su più cose in contemporanea. Seguo le sue risposte alle curiosità di papà sullo svolgimento delle Olimpiadi, mentre penso: “Che aspetti Giulia, avventati su quelle labbra perfettamente modellate e appropriati di uno di quei baci strepitosi che solo lui sa darti”. Annuisco, concordando con mamma sulla leggerezza dell’orata con i carciofi che stiamo mangiando, mentre penso: “Non importa se mi ama, si è comportato da stronzo, non mi merita e per nessuna ragione al mondo mi metterò con lui”. Affermo qualcosa, temo a sproposito da come mi guardano tutti e tre con sorrisetti strafottenti, mentre penso: “Ma perché cavolo non sono già abbarbicata a quel corpo che come ho scoperto, ma già immaginavo, è stato creato apposta per farmi impazzire?”. Nel momento in cui la parola “Sesso” sovrasta tutti gli altri pensieri, capisco che è saggiamente il caso di defilarmi. Sto per farlo, ma Davide mi aggancia le gambe con una sua e mi fa ripiombare sulla sedia, con un sonoro tonfo. 

BIOGRAFIA:

petalitralepagine2 (21)Monica Gatto, affettuosamente chiamata da tutti Momi grazie a un nomignolo affibbiatole in tenera età dal fratello. È una quarantacinquenne milanese doc, diplomata al liceo artistico ha poi lavorato per un lungo periodo come grafica pubblicitaria. Ora collabora col marito e fa la mamma di Davide… adolescente, chitarrista e pallanuotista. È un’amante della lettura, negli anni le sue preferenze hanno spaziato dai classici agli horror, dai gialli ai fantasy, ma solo quando è approdata ai romanzi rosa ha scoperto il piacere della scrittura. Il desiderio di creare da se’ i personaggi dei quali innamorarsi, la smania di mettere su carta una storia che non si stufa mai di rileggere, la curiosità di scoprire le opinioni di altri, hanno dato vita al suo primo libro. Un romanzo adatto a tutte le età, alle donne mature che vogliono rivivere i primi batticuori, alle giovanissime che li stanno vivendo, e ai ragazzi che li provocano.
Non sempre serve sorprendere chi legge con colpi di scena fantasiosi. Da un libro io voglio sentirmi coinvolta, voglio sorridere, voglio aggrottare la fronte e voglio affezionarmi ai protagonisti, e tutto questo può succedere solo se la loro storia può essere anche la mia.”

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