La parola a: Stefania Bernardo

The Rolling Sea

Stefania Bernardo inaugura le interviste del blog e si racconta come autrice!

Ho avuto il piacere di leggere tutti i suoi romanzi e di recensirne due: La Stella di Giada e Royal Fortune, ma adesso lasciamo a lei la parola:

Ciao Stefania e grazie per essere qui con noi! Raccontaci qualcosa di te.

Ciao Patrizia, grazie per avermi ospitato nel tuo blog. Che dire di me? Sono una donna che non può vivere senza libri, scrittura e musica. Amo viaggiare nei mondi di carta, scoprire posti nuovi, personaggi indimenticabili e, soprattutto, viaggiare nel tempo, infatti ho sempre avuto una preferenza per il romanzo storico e per questo ambiento i miei romanzi nell’epoche passate.

E ora parlaci di Stefania Bernardo autrice. Da quanto coltivi questa passione e com’è nata.

La scrittura è con me da sempre, fin da quando ero piccola. Per me è stato fondamentale, in qualunque momento della mia vita, avere un block notes su cui scrivere impressioni, racconti della giornata, speranze ma anche piccole storie. All’inizio erano una specie di fan-fiction, mi divertivo a continuare su carta storie di fumetti o film che vedevo e infine, un giorno, ho sentito che stava nascendo in me qualcosa di nuovo: una storia tutta mia, un romanzo maturato con me nel corso degli anni. Un’avventura che aveva visto la luce quando ero solo una bambina e mi divertivo a giocare ai pirati…

Che tipo di scrittrice sei? Scrivi di getto o sei meticolosa nel progettare trama, scheda dei personaggi ecc…?

 Entrambe le cose. All’inizio è un continuo battere tasti in maniera quasi frenetica, sono le prime fasi, quando cerco di raccapezzarmi nel groviglio di idee che ho in testa. Poi, rileggendo, inizio a capire qual è la direzione che voglio prendere e a quel punto arriva la fase meticolosa. Inizio a fare uno schema della trama, a sezionare la storia. Una volta che l’impalcatura del romanzo è solida, entro dentro la storia, respiro l’aria del romanzo, gioisco e soffro con i miei personaggi. Diciamo che per l’intera prima fase di stesura è un continuo alternarsi di queste due fasi: prima la scrittura di getto, poi un accurato schema degli eventi.

I manuali di scrittura, quanto sono utili, secondo te?

Ti dico la verità: non ne ho mai letto uno e non ho intenzione di farlo. E non perché penso di non aver nulla da imparare, tutt’altro. Mi sono informata sulle principali tecniche e regole narrative, ma preferisco imparare dagli scrittori che amo di più. Per me l’unico vero esercizio di scrittura per un autore è leggere. I manuali sono troppo rigidi, impongono regole che tendono ad appiattire lo stile dello scrittore, quando è proprio questo il carattere che rende ogni opera diversa da un’altra.

Oggi il self publishing sta prendendo sempre più piede, come vedi questo fenomeno?

Sono di parte. Per scelta sono un’autrice indipendente che ha visto nel self- publishing un modo per “farsi le ossa” e imparare a credere nelle proprie opere. Per me il self è un’opportunità, un binario parallelo all’editoria tradizionale. Di certo non è solo il mercato dei rifiutati da una casa editrice. La maggior parte dei self sono autori che fanno questa scelta in maniera consapevole, preferendo gestire in maniera diretta il rapporto con i lettori, il marketing ecc. ecc. Come ogni novità, all’inizio è stata accettata con parecchi pregiudizi, ora vedo che sempre più lettori apprezzano il self, a volte anche di più degli autori che pubblicano in maniera “tradizionale”.

E ora diamo spazio alle tue opere! Ti va di presentarcele? 

Inizio con il presentarti il filone The Rolling Sea sotto questo nome ho deciso di pubblicare tutti i romanzi che parlano di una delle mie passioni più grandi: i pirati. Per il momento ho pubblicato tre romanzi. I primi due La Stella di Giada e La Caccia sono due storie strettamente connesse. Sono infatti i romanzi dedicati a Scarlett Baker, una donna del 1720 che si ritroverà a fare una scelta di vita piuttosto coraggiosa per la sua epoca. I romanzi sono entrambi autoconclusivi ma, per capire al meglio le vicende del secondo, è opportuno conoscere ciò che accade nel primo. La Stella di Giada è il romanzo che trae spunto da un gioco che facevo da bambina, per questo ho mantenuto la stessa ambientazione che usavo da piccolina. I nomi delle città sono di mia invenzione. In queste due storie troverete molta avventura, passione e azione e … qualche lacrima…

Il terzo romanzo di questa “collana” è  Royal Fortune. Questa volta parliamo di una storia basata su un personaggio realmente esistito: il capitano pirata “John “Bartholomew Roberts” in attività tra il 1719-1722. Nel romanzo seguirete le vicende di Roberts e del capitano di Marina Chaloner Ogle. La trama è un avvicendarsi di fatti reali e fantasia.

Qual è il personaggio uscito dalla tua penna, che ami di più?

È difficile fare una scelta, amo tutti loro in maniera diversa. Scarlett, Christopher, Johnny e Alvaro (La Stella di Giada – La caccia)  li adoro perché sono stati i primi, con loro ho scoperto l’amore per la scrittura, con loro ho imparato molto e ho trovato la giusta sicurezza per buttarmi nella pubblicazione. Insomma il primo amore non si scorda mai, ma due sono i personaggi che hanno conquistato il maniera totale il mio cuore: John Roberts (Royal Fortune) e Lewis Hawk (La Caccia). Entrambi personaggi dal carattere difficile che sono usciti quasi da soli dalla mia penna, prendendosi libertà che non avevo previsto.

E quello che ti ha dato più grattacapi?

Anche qui, a pari merito, troviamo Lewis Hawk e John Roberts. Roberts, essendo un personaggio realmente esistito, mi ha dato parecchio filo da torcere. Ho dovuto cercare tra i documenti il suo carattere, ricostruire i pensieri, creare un personaggio letterario che fosse quanto più fedele possibile all’originale. Un processo tutt’altro che semplice. Lewis Hawk, un duca inglese di fantasia, è tremendo perché è uscito di prepotenza dalle pagine, non lo avevo calcolato, se non come mero personaggio di sfondo. Invece si è impossessato praticamente dell’intera trama del mio secondo romanzo “La Caccia”. Un tizio carico di fascino, enigmatico e tagliente… non è sempre facile scrivere di lui, a volte decide di riscriversi da solo le trame dei libri in cui compare, altre volte è reticente e svogliato! Tuttavia mi ha così conquistato che sono alle prese su uno spin-off interamente dedicato a lui e a sua moglie Leila.

Hai altri progetti in cantiere?

Parecchi, forse fin troppi! Come già anticipato, sono alle prese con la stesura di uno spin-off dedicato a Lewis e Leila, ma in cantiere abbiamo anche una storia dedicata a Johnny Shiver e Christopher Redblade collocata prima degli avvenimenti della Stella di Giada. Abbiamo un romanzo sulla dinastia Hannover, uno sui Giacobiti, un altro su Thomas Cronwell… insomma, idee e materiale non mi mancano!

Bene, siamo arrivati alla fine, grazie per essere stata con noi. Per salutarci lasciaci uno stralcio di un tuo romanzo e in bocca al lupo per la tua carriere di autrice

Vi lascio uno stralcio di The Rolling Sea- Royal Fortune:

Con l’unico occhio rimasto abile cercò di guardare oltre le finestre smerigliate, verso l’orizzonte, per tentare di riconoscere il profilo di qualche isola, ma tutto ciò che vide furono i riflessi del sole sul mare calmo. Abbassò gli occhi e mise a fuoco la figura che aveva davanti. Howell Davis se ne stava seduto alla scrivania, con gli stivali appoggiati su una pila di libri. Un tricorno sulla testa teneva un po’ in ombra il volto abbronzato.
Vedendo Roberts comparire si spostò la tesa, scoprendo gli occhi scuri. «Accomodati, non fare complimenti!» disse, indicando i boccali e la bottiglia, poggiati in bilico su un’altra pila di libri.
Roberts lo guardò storto e rimase in piedi sulla porta, con le galline che presero a chiocciare più forte.
«Ah, per la miseria! Non aspetterai che segua l’etichetta, vero? Un veliero pirata non è certo il luogo adatto alle buone maniere, ne convieni con me, no? Razza di bastardo?» detto questo, Davis tirò giù le gambe dal tavolo e versò il rum nei boccali. «Siediti!» più un ordine che un invito.
John Roberts fissò i suoi occhi grigi in quelli di Davis e, seppur controvoglia, si sedette. Trattenne un urlo di dolore quando la sua schiena martoriata sfregò contro lo schienale.
Con ancora meno voglia prese in mano il bicchiere. «Ora, se non vi è di troppo disturbo, capitano, potreste spiegarmi a che titolo mi trattenete qui contro la mia volontà?» chiese, bevendo un sorso. In realtà era una domanda di circostanza: sotto il casino che ingombrava la scrivania aveva già riconosciuto una cassa familiare. Quelli come lui, lo sapeva bene, agli occhi dei pirati valevano molto di più di un intero scrigno di dobloni.

Biografia:

petalitralepagine2 (15)Stefania Bernardo nasce a Ivrea il 17 dicembre 1985.
Sin da piccola le sue più grandi passioni sono state la storia, i pirati e la scrittura. Divoratrice accanita di libri, si diploma in Tecnica della gestione aziendale.
Dopo un’esperienza lavorativa di circa quattro anni come segretaria amministrativa, decide di tornare a studiare.
Nel 2013 pubblica il suo primo romanzo La Stella di Giada a cui fa seguito La Caccia. Nel 2014 pubblica il romanzo dedicato a John Roberts, pirata realmente esistito Royal Fortune.

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