La parola a: Fernanda Romani

I libri di Fernanda Romani

 

Autrice dalla penna abile e di indubbia originalità,

Fernanda Romani ci parla di lei e dei suoi romanzi.

Ciao Fernanda e grazie per essere qui con noi! Raccontaci qualcosa di te.
Grazie a te, Patrizia, per questa intervista. Io sono una persona di 53 anni che ha iniziato a scrivere quando ne aveva 49. Prima d’allora la mia passione principale era la fotografia, un hobby che pratico da molti anni assieme a mio marito. Sono sempre stata affascinata da tutto ciò che riguarda la creatività. Per un certo periodo mi sono anche interessata di grafica, ma non faceva per me poiché richiede delle conoscenze tecniche che a me risultano assolutamente ostiche, non sono portata per la tecnologia. Nella scrittura ho trovato la mia dimensione ideale.

E ora parlaci di Fernanda Romani autrice. Da quanto coltivi questa passione e com’è nata.
Scrivo da circa quattro anni, dopo averlo desiderato per molto tempo. Intorno ai trent’anni avevo fatto qualche tentativo, ma mi ero convinta che la scrittura non facesse per me. Qualche anno fa conobbi una persona, amica di un’amica, che scriveva da sempre e scriveva fantasy. Non avevo mai avuto occasione di parlare con qualcuno che scrivesse e quella fu la scintilla che mi fece tornare la voglia di riprovarci. Poi ho cercato in rete dei luoghi dove trovare persone da cui poter imparare e così, a poco a poco, ho migliorato la mia scrittura e ho cominciato a partecipare a qualche concorso, ottenendo diverse soddisfazioni.

Che tipo di scrittrice sei? Scrivi di getto o sei meticolosa nel progettare trama, scheda dei personaggi ecc…?
Sto ancora cercando il mio metodo ideale. Ai principianti viene sempre consigliato di partire costruendo schemi e scalette quindi tento di applicare questo metodo, ma non sono molto precisa. Inoltre ho notato che a volte gli schemi servono, altre volte no. Per l’ultimo racconto che ho scritto, oltre a fare uno schema della storia ho anche buttato giù parecchi appunti ma, quando sono passata alla stesura, mi sono resa conto che due terzi delle bozze già scritte non mi servivano a niente poiché la storia stava andando in un’altra direzione. Insomma, a volte agire con metodo può essere utile ma non è una regola fissa.

I manuali di scrittura, quanto sono utili, secondo te?
Penso che un buon manuale sia un ottimo punto di partenza che però dev’essere seguito da un confronto diretto con persone competenti.

Oggi il self publishing sta prendendo sempre più piede, come vedi questo fenomeno?
Lo vedo come uno sbocco per tanti autori che non arrivano alle case editrici per i motivi più svariati, non sempre per mancanza di qualità nella loro scrittura. Certi editori cercano di far credere che chi pubblica in self non ha le capacità per farsi apprezzare dagli addetti ai lavori ma, in realtà, ci sono tanti bravi autori tra i self-publishers. I motivi per cui una persona che scrive non riesce ad arrivare a un editore possono essere molti, per esempio il fatto di non scrivere storie alla moda, e le piattaforme di auto-pubblicazione danno la possibilità di proporsi direttamente ai lettori, spesso con risultati sorprendenti. Naturalmente la scrittura deve essere supportata da un buon editing, cosa che purtroppo molti self-publishers non possono permettersi e questo è uno dei problemi maggiori per chi decide di diventare editore di se stesso.

E ora diamo spazio alle tue opere! Ti va di presentarcele?
Ho diversi racconti pubblicati in antologie tramite concorsi vari ma vi parlerò solo dei libri singoli. Inizierò con la mia unica pubblicazione singola fatta tramite un editore: Il talismano, edito da Lettere Animate, un racconto breve di genere fantasy-romance dove ho sviluppato un tema molto presente nelle mie storie: l’uomo sottomesso al potere di una donna. In questo caso si tratta di un prigioniero di guerra che si troverà a diventare schiavo di una maga. L’amore che nascerà da questo incontro sarà difficile e pieno di sofferenza da entrambe le parti. É un racconto a cui sono molto affezionata perché, pur avendolo scritto per un concorso romance, ho evitato il classico personaggio femminile giovane e vergine per mettere in scena una donna adulta e seduttrice. Una donna che non abbassa mai gli occhi davanti a un uomo.
La mia pubblicazione più impegnativa è uscita tramite self-publishing, si intitola Endora ed è una saga a episodi. È ambientata in un medioevo immaginario, dove esiste un regno governato dalle donne. Gli uomini costituiscono la parte oppressa della società e non hanno accesso al potere né alla ricchezza tranne una categoria particolare: i “liberi amanti”, addestrati fin da ragazzi a prostituirsi. All’interno di questa società, dove anche l’esercito è composto solo da donne, si sviluppa un singolare triangolo sentimentale. Una guerriera, Naydeia, comandante di un reggimento che sorveglia le zone di confine, sposa Killiar, un ex-libero amante caduto in miseria, vedovo della sua migliore amica. Si tratta di uno strano matrimonio; lei è innamorata di lui da anni, e da anni soffre per questo amore impossibile; lui è distrutto dalla morte dell’amatissima moglie, ma accetta il matrimonio perché pensa che tornare al ruolo di marito colmerà il vuoto da cui non riesce a uscire. All’interno di questo difficile rapporto cercherà di insinuarsi Daigo, uno straniero, capo dei mercenari Aldair che seguono il reggimento. Gli Aldair sono guerrieri che si prostituiscono per motivi religiosi, sono costretti a passare dieci anni lontani da casa, in un regno dove gli uomini non contano nulla, per lavare un’antica offesa fatta a una delle loro dee. Daigo è il maschio alfa della situazione, sottomesso alle donne per dovere, non rinuncia mai alla propria dignità di guerriero e di capo. È bisessuale, come tutti gli Aldair; innamorato di Naydeia e attratto da Killiar, cercherà in tutti i modi di rompere l’esile equilibrio che tiene in piedi il loro matrimonio.
Tutto questo si svolge nel corso di una secolare guerra per contrastare un nemico feroce: i Qanaki, barbari che non hanno mai rinunciato all’idea di invadere il regno di Endora.
E poi ci sono gli intrighi di palazzo, ambientati nella capitale, dove Yadosh, l’unico uomo di Endora dotato di potere politico sta per scoprire il complotto che ha portato alla sottomissione degli uomini.
Ho cercato di farne una storia variegata, con una forte connotazione romance ma senza rinunciare alle scene d’azione, battaglie, combattimenti, intrighi, magia, insomma, come tutti, ho tentato di scrivere il romanzo che vorrei leggere.
Finora ho pubblicato i primi due episodi, prima in digitale e da poco anche in versione cartacea. Sto scrivendo il terzo e il quarto che ho intenzione di pubblicare in un volume unico alla fine del 2016.
Ho pubblicato anche un racconto spin-off prequel, collegato a Endora e scaricabile in ebook gratuito, si intitola Indegno e racconta di quanto, in questa società, possa essere pericoloso il matrimonio, per un uomo.

Qual è il personaggio uscito dalla tua penna, che ami di più?
Sono due e fanno parte della storia che ho ancora nel cassetto. La chiamo Trilogia degli uomini ed è da lì che ho tratto l’idea per scrivere Endora.
In questa trilogia tratto lo stesso tema, la sottomissione degli uomini alle donne, ma in maniera molto più drammatica e con aspetti diversi. La coppia di protagonisti è, in assoluto, quella che preferisco, tra tutti i personaggi che creato. Un uomo bellissimo, oppresso dalla propria avvenenza che è causa di violente attenzioni da parte delle donne, e una donna, di idee illuminate e liberali, che sarà la sua guida e la sua alleata, prima lo salverà da se stesso e poi sarà al suo fianco quando diventerà una figura importante per gli uomini del suo popolo. La loro è la storia di un amore profondo, che copre un arco di 25 anni, e io ce l’ho nel cuore.

E quello che ti ha dato più grattacapi?
Il personaggio che mi ha messo più in difficoltà è uno dei due protagonisti principali di Endora: Killiar. È molto difficile delineare una figura maschile, che sia apprezzabile pur non essendo un maschio alfa. Killiar è il tipico uomo di Endora, educato a essere sottomesso alle donne e a trovarlo normale. Non è stato facile dargli una personalità che lo rendesse comunque interessante.

Hai altri progetti in cantiere?
Il mio prossimo progetto è quello che ho già citato: La trilogia degli uomini. Appena avrò finito di scrivere Endora mi dedicherò a completarne la stesura.

Bene, siamo arrivati alla fine, grazie per essere stata/o con noi. Per salutarci lasciaci uno stralcio di un tuo romanzo e in bocca al lupo per la tua carriere di autrice!
Grazie a te, Patrizia!
Vi lascio l’incipit di Endora.

Ormai anche la seconda sacca da viaggio era piena. Un bagaglio fin troppo piccolo.
– Perché non prendi tutti gli abiti, padre? Sono tuoi – disse una voce dietro di lui.
Killiar si voltò di scatto. Era Midran.
Padre. Gli sarebbe mancata quella parola.
Si avvicinò al ragazzo, sovrastandolo con la sua alta statura. Allungò una mano e gli scostò i capelli dalla fronte.
– No, non c’è più niente di mio, qui. – Deglutì, quindi si sforzò di parlare con voce normale. – E poi sarebbero troppo ingombranti. Adesso che non ho più una casa, devo portarmi dietro il minimo indispensabile.
– Mia madre avrebbe voluto che tu li prendessi – insisté Midran. – Potresti venderli. Avrai bisogno di soldi, finché non ti sistemerai.
Killiar lo fissò.
Lei non c’è più, avrebbe voluto dire.
– Sei molto saggio per la tua età.
La tristezza gli appesantiva la voce. Il controllo che si era imposto gli stava sfuggendo, di fronte a quel giovane viso che vedeva per l’ultima volta.
– Ho tredici anni, e sei stato tu a raccontarmi cosa rischia un uomo sposato.
Parole di un bambino già diventato adulto.
Del resto mancavano solo due anni al giorno in cui sarebbe stato mandato in un Collegio, ad apprendere l’arte di soddisfare ogni esigenza femminile. Era di bell’aspetto e con un corpo ben proporzionato. Sarebbe diventato un libero amante molto richiesto.
– Non voglio che te ne vai, padre! – gridò una voce di bimba, mentre una figuretta in lacrime correva ad abbracciargli le ginocchia.
Commosso, si chinò e la prese in braccio. Strinse le labbra, incapace di parlare.
Avevano avuto soltanto una manciata di giorni per vivere il loro dolore in pace, troppo pochi rispetto alla sofferenza che li univa. Troppo pochi per qualsiasi cosa.
Le lacrime premevano per liberarsi. Ma l’uomo, non più marito, si sforzava di resistere, almeno fino a quando non fosse uscito da quella casa.

Biografia:

FernandaRomani-fotoNata nel 1962, in provincia di Rovigo, si dedica alla scrittura da circa quattro anni, con una predilezione per il genere fantasy.

Pubblicazioni:
Antologia “I mondi del fantasy III” – Limana Umanìta Edizioni – Racconto “ L’alternativa”
Antologia “365 racconti di Natale”- Delos Books – Racconto “Lo straniero”
Antologia “Natale e dintorni” – Alcheringa Edizioni – Racconto “Il varco”
Antologia “365 racconti per l’estate”- Delos Books – Racconto “La spiaggia”
Antologia “L’amore è un’erba spontanea” – Alcheringa Edizioni – Racconto “Il Legame”
Racconto “Soltanto un uomo”, pubblicato in appendice a “Scrivere Fantasy 6” di Andrea Franco − Ed. DelosDigital
Antologia “I mondi del fantasy IV”− Limana Umanìta Edizioni − Racconto “Il nemico”.
“Il talismano” − racconto digitale − Ed. Lettere animate
“Endora” − Primo episodio − “Uomini sottomessi” − ebook – Self publishing.
“Indegno” − racconto digitale gratuito − spin−off prequel di “Endora”. Self publishing.
“Endora” − Secondo episodio − Donne d’ombra e di spada − ebook – Self publishing
“Endora” – versione cartacea – Uomini sottomessi – Donne d’ombra e di spada – Self publishing

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