Le schiave della frontiera – Domenico Rizzi

Sinossi:

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Quando si parla di West insanguinato e conteso fra bianchi e pellerossa si scorda spesso il drammatico destino delle donne prigioniere degli indiani. Ma le donne bianche rapite nel periodo coloniale e durante la guerra di indipendenza furono varie migliaia e moltissime fra di esse morirono oppure furono recuperate in condizioni pietose dopo aver subito oltraggi fisici e psicologici di ogni tipo. Obiettivo di questo lavoro è riscoprire, fra le righe di un conflitto interminabile e feroce, le vicende di queste sfortunate eroine e svelare tutti i particolari di un dramma tragicamente reale, giocato dietro le quinte del West trionfalistico e assai più noto celebrato da cinema e letteratura.

Recensione:

Per sapere a chi dar ragione nei litigi o nelle guerre è bene ascoltare entrambe le parti e, a parte l’interesse per il periodo storico di cui si parla, fu questo che mi spinse a leggere Le schiave della frontiera, un libro che non esalta le virtù, la fierezza e la spiritualità dei Nativi Americani, come molti altri libri fanno, difendendo a spada tratta i conquistati che spesso appaiono al lettore senza colpa né macchia, ma ci mostra il loro lato più crudele e spietato.
In queste pagine, Domenico Rizzi racconta in modo scorrevole e di piacevole lettura, l’odissea delle donne rapite dagli indiani durante il periodo americano che va dal 1676 al 1879.
Colpisce molto la copertina, dove risalta l’elegante figura di Olive Oatman, rapita da una banda di Yavapai nel 1851. Olive ha bei capelli bruni raccolti secondo la moda del tempo. Il suo sguardo fiero è colmo di durezza, i lineamenti sono fini, la fronte ampia, le labbra carnose e ben disegnate, ma la sua giovane e fresca bellezza è deturpata da un vistoso tatuaggio che gli indiani hanno impresso sul suo mento al tempo della prigionia. C’è da domandarsi come sia stata la vita di questa donna dopo la liberazione. Sappiamo che si è sposata e che ha cercato di condurre un’esistenza normale nonostante gli orribili segni che stavano lì, pronti a rammentarle ogni giorno che era stata schiava dei pellerossa per cinque lunghi anni.
Molte sono le storie racchiuse in questo libro, alcune raccontano di donne che, innamoratesi del loro aguzzino, hanno rifiutato d’essere liberate, altre che hanno operato la medesima scelta solo per paura di perdere i figli avuti dal loro rapitore, ma la maggior parte parla di ragazze che hanno dovuto subire maltrattamenti, stupri di gruppo e angherie di ogni genere, fino al giorno dell’agognata liberazione o della, forse attesa, morte. Storie raccapriccianti, terribili da dover leggere che mostrano forse il lato peggiore di ogni guerra. Domenico Rizzi ci porta sulla soglia di quelle case violate, ci fa ascoltare il silenzio assordante che aleggia sui corpi lasciati a terra dopo le razzie, il pianto delle donne portate via dalla loro vita, la paura dei più piccoli, increduli di fronte all’orrore. A distanza di tempo dalla lettura di questo libro, ho ancora impresse nella mente alcune scene che mi avevano davvero colpita. C’è da dire che, e questo l’autore lo sottolinea molte volte, i bianchi non sono certo stati da meno, anch’essi uccidevano donne e bambini senza averne alcuna pietà e non si risparmiavano crudeltà di alcun tipo.
Le schiave della frontiera è un libro che fa riflettere e ci si trova in bilico nel giudicare. Da quale parte stava la ragione? Chi è stato più spietato? C’era davvero un popolo civilizzato tra i due o forse entrambi erano dei selvaggi? Forse sono la guerra e la sete di potere a rendere l’uomo privo di pietà e capace di commettere le più vili azioni… peccato che a farne le spese siano spesso i più deboli.

Un libro che gli appassionati si storia western non possono lasciarsi sfuggire.

Biografia:

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Domenico Rizzi, è scrittore e saggista, autentico esperto di storia del west americano, su cui ha pubblicato numerosi libri. Da qualche tempo alla stesura di saggi storici sul west, Domenico Rizzi ha deciso di alternare l’uscita di alcuni romanzi, prevalentemente western. Domenico Rizzi scrive opere sul West da parecchi anni ed è un grande esperto dell’argomento. Ha pubblicato Hoka Hey! L’ultima guerra indiana, Tremila cavalieri indiani, Il giorno di Custer, Le schiave della Frontiera, Monahseetah e il generale Custer, Sentieri di polvere, Il tesoro del West: letteratura e cinema, John Wayne, il gigante del western, Le guerre indiane della Vecchia Frontiera, Le guerre indiane nelle Grandi Pianure, I cavalieri del West, quest’ultimo in collaborazione con il giornalista Andrea Bosco.  È anche autore dei romanzi Le streghe di Dunfield, I peccati di Dunfield, SLASH. Grazie per questo amore, La montagna di fango e della raccolta di racconti Pianure lontane. Rizzi collabora attivamente con articoli, saggi e recensioni anche con il portale Farwest.it, una sezione specializzata sulla storia, la cultura e il cinema western.

4 thoughts on “Le schiave della frontiera – Domenico Rizzi

  1. Complimenti, Patrizia, per l’ottima recensione de “Le schiave della Frontiera”, libro a cui tengo moltissimo e che mi fece vincere, nel 2001, il Premi Letterario L’Autore a Firenze, fruttandomi anche una somma di denaro oltre alla pubblicazione dell’opera. Il saggio uscì pubblicato nel 2003, dopo avere ottenuto dal Museo di Tucson, Arizona, i diritti di utilizzo in copertina della foto di Olive Oatman. Credo che tutti, non solo gli appassionati western, dovrebbero leggerlo, perchè la violenza venne compiuta sia da una parte che dall’altra: purtroppo molti storici, troppo presi dalla difesa dei poveri nativi massacrati dai Bianchi, sorvolarono moltissimo su questo problema, preferndo accentuare episodi come Sand Creek o altri. Il fatto è che, come preciso nella trattazione, l’uso di rapire e violentare le donne risale fra i nativi a millenni prima dello sbarco di Colombo, così come era in auge nella vecchia Europa da tempi immemorabili: la donna, da sempre preda di guerra dei vincitori, era ambito bottino degli Assiri, Babilonesi, Egizi, Romani, Galli, Unni, Tartari e via dicendo. Lo fu anche nella Seconda Guerra Mondiale, perchè si calcola che nella Germania invasa da Russi, Americani, Inglesi e alleati, subirono stupri e violenze almeno mezzo milione di donne…Dunque i tempi non sono molto cambiati, mi pare. Dopo “Le schiave della Frontiera” ho condotto ulteriori approfondimenti sulla questione, inserendo nel mio libro “Frontiere del West” (Ed. Parallelo45 Piacenza, 2012) il capitolo intitolato “Donne indiane e prigioniere bianche” (pagg. 93-104) se ti interessa leggerlo.

    • Grazie a te per aver scritto questo libro! Leggerò sicuramente “Frontiere del West”, amo il tuo modo di raccontare la storia e pian piano sto leggendo tutti i tuoi scritti.
      Purtroppo hai ragione, per questo genere di cose i tempi non sono molto cambiati…

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