La parola a: Isabel Greenwood + segnalazione

Buongiorno a tutti, riprendono le attività del blog dopo un periodo di pausa forzata a causa di problemi tecnici.

Oggi siamo in compagnia di Isabel Greenwood e del suo romanzo edito da Delos per la collana Odissea Romantica:

 

Sinossi:

Silfrida è una giovane donna Gota, venduta come schiava dagli usurpatori dell’Imperatore Teodosio e poi adottata da una coppia di romani che abita nei pressi di Verona, sulla via Postumia. È timida e timorosa, la evitano tutti a causa della sua origine barbara. Ma il Fato è in agguato e la sua vita verrà sconvolta per sempre. Il Padre che credeva perduto è il temibile Alarico, a capo dell’orda di barbari che invade il nord Italia. Partirà alla sua ricerca accompagnata da un giovane e valoroso guerriero Goto. Ma i legionari romani sono sulle loro tracce, la battaglia del Tanaro incombe. Riusciranno i due giovani a coronare il loro sogno d’amore e ritrovare Alarico?

 

 

 

 

Abstact:

Impero Romano 401 d.c. Silfrida e Ghiveric sono due giovani Goti che si amano in cerca della loro gente in un territorio che non conoscono, mentre l’epica battaglia sul Tanaro si avvicina.

Ispirazione:

Amo la Storia, soprattutto quella antica e romana. Mi affascinava molto il rapporto che esisteva tra Stilicone, magister romano ma anche d’origine vandala, e Alarico, a capo dei Goti. Stilicone infatti sosteneva le idee filo-barbariche dell’Imperatore Teodosio. Poi, sono una donna romantica e una storia d’amore c’è sempre nei miei romanzi.

Problemi con la stesura:

Come per tutte le autrici che si cimentano nella stesura di un romanzo storico, ho trovato dura la ricerca del materiale da studiare e su cui basarmi per ricreare gli eventi e le battaglie tra Alarico e Stilicone. Non tanto per gli usi dei Goti (basta studiare 9 agosto 378 l’anno dei barbari di Barbero e chiedere anche agli esperti per altre cose), ma proprio i fatti accaduti a quel tempo. Molti saggi si contraddicono. Alla fine ho chiesto a un esperto di Impero Romano che è stato così gentile da aiutarmi.

 

 

 Intervista 

Ciao Isabella e grazie per essere qui con noi! Raccontaci qualcosa di te.
Ciao a tutti e grazie dell’attenzione/intervista. Sono Isabel Greenwood (è uno pseudonimo) e scrivo da anni, ma solo di recente ho deciso di mettermi in gioco con un romanzo più sentimentale.

E ora parlaci di Isabella Greenwood autrice. Da quanto coltivi questa passione e com’è nata.
Sono sempre stata una buona lettrice. Ho iniziato con i classici dell’infanzia e già alle elementari leggevo moltissimo. Ma con la scrittura ho cominciato appena terminata l’università. In quel periodo ho scritto racconti e partecipato a diversi concorsi letterari.

Che tipo di scrittrice sei? Scrivi di getto o sei meticolosa nel progettare trama, scheda dei personaggi ecc…?
Sono molto meticolosa nella creazione dei protagonisti sia quelli inventati da me sia quelli passati alla Storia (se si tratta di un romanzo storico), ma non faccio delle vere e proprie schede. Ho un quaderno dove prendo nota delle caratteristiche fisiche/lavorative/caratteriali che voglio attribuire ai miei personaggi, degli ambienti che frequentano, delle persone che conoscono (e come interagiscono) ecc.

I manuali di scrittura, quanto sono utili, secondo te?
Sono molto utili, soprattutto quelli più tecnici dove s’insegnano e si spiegano il punto di vista, l’infodump, come scrivere i dialoghi, come caratterizzare i personaggi ecc. Ho anche letto tempo fa il viaggio dell’eroe di Vogler e l’autore analizza gli archetipi letterari che si trovano in diversi generi letterari, soprattutto nei fantasy. Molto interessante, lo consiglio.

Oggi il self publishing sta prendendo sempre più piede, come vedi questo fenomeno?
Mi piace molto questa possibilità di mettersi ancora più in gioco, decidendo da sole a chi affidare l’editing, la copertina, la strategia di marketing da adottare, i prezzi ecc. Certo, il romanzo deve essere curato sotto tutti i punti di vista, anche grammaticale, altrimenti io non lo auto-pubblicherei.

E ora diamo spazio alle tue opere! Ti va di presentarcele?
Titolo: Silfrida la schiava di Roma
Genere: storico, sentimentale e avventuroso
Editore: Delos Digital
Collana: Passioni Romantiche
Pagine: 200 pagine
Formato: solo digitale

Siamo nel V secolo DC, una fanciulla di origine Gota viene trovata e venduta a un taberniere che l’adotterà come figlia. Ha un fratellastro, Tullio, che è innamorato di lei. Il Fato la travolgerà quando i Goti entreranno in Italia attraverso le Alpi Giulie. I personaggi principali sono quattro: Silfrida, una fanciulla gota poco consapevole delle sue origini, delicata e non molto coraggiosa (salvo nei momenti di maggiore tensione, per salvare l’innamorato o la famiglia), Tullio, il fratellastro di Silfrida, innamorato di lei, e che desidera tenerla al sicuro dai barbari; Stilicone, magister utriusque militiae romano, con il desiderio di potere e di cacciare i barbari dal suolo italico, ma che non vuole sterminare a causa della sua politica; Alarico, re dei Goti, che vuole solo un riconoscimento militare e della terra da gestire con la sua gente.

Qual è il personaggio uscito dalla tua penna, che ami di più?
Di sicuro Silfrida, una donna comune all’epoca dei romani, una schiava adottata da una famiglia romana e cristiana. Non un personaggio sopra le righe, con una forte personalità, ma una fanciulla con il desiderio di conoscere il padre naturale e la sua gente (i Goti). Non molto coraggiosa all’inizio, ma che muta e mostra audacia nel momento del bisogno.

E quello che ti ha dato più grattacapi?
Stilicone con la sua politica filobarbarica e anche Alarico, re dei Goti, con il desiderio di rivincita.

Hai altri progetti in cantiere?
Per ora no.

Bene, siamo arrivati alla fine, grazie per essere stata con noi. Per salutarci lasciaci uno stralcio di un tuo romanzo e in bocca al lupo per la tua carriere di autrice!

PROLOGO
A.D. 394

Settembre, nei pressi del fiume Frigidus

C’era una quiete innaturale in quella terra boscosa, rotta solo dal lontano scroscio del fiume impetuoso. Tutti gli animali della zona erano fuggiti all’arrivo degli eserciti. L’astro infuocato era appena sorto quando Alarico si guardò intorno, prima dell’inizio della battaglia. Era un po’ nervoso, incerto sull’esito: la posta in gioco era molto alta. In lontananza intravedeva l’esercito di Eugenio, l’usurpatore. Presto i suoi Goti, affiancati ai Romani comandati dal magister utriusque militiae Stilicone e i milites romani nemici si sarebbero scontrati, decidendo le sorti dell’Impero Romano.
– Attaccate! – comandò Stilicone ad Alarico.
– Gli esploratori non sono ancora tornati a riferirti com’è il terreno, magister Stilicone – protestò seccato il capo dei Goti. – Non voglio inviare i miei uomini allo sbaraglio.
I cavalli avrebbero dato il meglio solo su un terreno pianeggiante; se li avessero lanciati al galoppo sulle colline, i nemici li avrebbero trucidati.
– Non ne abbiamo il tempo. Il nemico è troppo vicino. Avanzate! – ordinò ancora l’ufficiale romano. Gli occhi grigi di Stilicone luccicarono sinistri e il magister gli apparve come un lupo in caccia.
Vuole indebolire le truppe di Eugenio a nostro discapito.
Un sibilo di malcontento uscì dalle labbra di Alarico ma, nonostante l’inquietudine, intimò ai suoi guerrieri di avanzare verso l’avversario. Iniziò il barritus di guerra, il grido terrificante che i Goti utilizzavano per spaventare il nemico. Per rendere il suono più agghiacciante si mise lo scudo sulla bocca, imitato subito da tutti i suoi uomini. Un rumore, come di tuono, riempì l’aria nei pressi del Frigidus. Tuttavia i leoni di Flavio Eugenio non fuggirono in preda al terrore.
– Carichiamo! – impose ai suoi guerrieri, squadrandoli uno per uno quando il canto terminò.

 

 

 

                                          

 

Biografia:

Isabel Greenwood è lo pseudonimo di un’autrice che ha all’attivo già numerosi racconti, romanzi e partecipa spesso a concorsi letterari.
È da sempre appassionata di Storia italiana: Impero Romano, alto e basso Medioevo, Rinascimento. Con il suo ultimo romanzo ha deciso di mettersi in gioco con un’opera più romantica.

 

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La parola a: Federica Amalfitano

 

Sinossi:

La vita a Florence è sempre stata monotona e priva di qualsiasi attrattiva finché, un giorno, il bosco che caratterizza la città si popola di un branco di lupi. Ellen Smith, timida ragazza diciassettenne, si troverà catapultata in un mondo che mai avrebbe potuto pensare esistesse davvero: quello dei licantropi. E quel ragazzo misterioso arrivato a scuola improvvisamente chi è in realtà? Le storie dei due giovani si incroceranno molto presto e, il legame protettivo che li unirà, si intensificherà giorno dopo giorno.
Il capo Alpha del clan, i Wolfers (Gran Consiglio dei licantropi) e i Verdana, faranno di tutto per distruggere il loro rapporto di amicizia.
Riusciranno i ragazzi a restare uniti nonostante le avversità?

Titolo: Gli occhi del lupo
Autore: Federica Amalfitano
Genere: Urban fantasy (YA)
Editore: Aletti Editore
Anno di pubblicazione: 2016
Formato cartaceo: pagine 244
Ebook: pagine 215
Prezzo cartaceo: € 14,OO
Ebook: € 4,99

Intervista:

Ciao Federica e grazie per essere qui con noi! Raccontaci qualcosa di te.
Mi chiamo Federica, ho trent’anni e mi sono laureata in scienze biotecnologiche alla Federico II di Napoli. Lavoro in un laboratorio e nel tempo libero coltivo le mie due più grandi passioni: la musica e i libri. Ok, un po’ noiosa come presentazione; la classica ragazza che studia, lavora e coltiva hobby. Ci deve pur essere qualcosa di esaltante nella vita di questa ragazza, qualcosa che la smuova e la carichi di adrenalina come il bungee˗jumping , il rafting sulle cascate del Niagara o gare automobilistiche clandestine… no, mi dispiace, niente di tutto ciò. L’unica botta di adrenalina mi viene quando arrivo in ritardo a qualche appuntamento (perché sono sempre puntuale) o quando compro qualche nuovo libro XD.

E ora parlaci di Federica Amalfitano autrice. Da quanto coltivi questa passione e com’è nata.
La passione per la scrittura è nata per caso durante gli anni universitari. Tra lezioni da seguire ed esami da sostenere, avevo bisogno di staccare un po’ dai miei impegni di studentessa fuori sede, e così ho cominciato a scrivere (e neanche qui qualcosa di esaltante, che noia!).

Che tipo di scrittrice sei? Scrivi di getto o sei meticolosa nel progettare trama, scheda dei personaggi ecc…?
Partiamo dal presupposto che non mi sento una scrittrice, ma una persona a cui piace scrivere e non lo dico tanto per dire anche perché la modestia non mi appartiene… XD. A parte gli scherzi, credo che gli scrittori, quelli con la S “maiuscola”, sono quelli che si dedicano anima e corpo al loro progetto e lo fanno per mestiere (milioni e milioni di copie vendute e ti credo che poi lo fai diventare un mestiere XD). Nella vita sono una ragazza precisa, quel tipo di persona che organizza sempre tutto in maniera quasi maniacale e che non deve vedere niente fuori posto o va letteralmente in crisi (perché non esiste che A si sposti in B e viceversa… da che mondo e mondo A sta in A e B in B), quando invece scrivo lo faccio di getto. Scrivo, cancello, riscrivo e ricancello fino a quando la storia che voglio tirar fuori mi sembra inizi pian piano a prendere forma.

I manuali di scrittura, quanto sono utili, secondo te?
Questi sconosciuti… sinceramente non ne ho mai fatto uso, non perché non ne abbia bisogno (anzi credo che una sbirciatina l’andrò a fare dopo questa intervista), diciamo pure che non ne conoscevo l’esistenza. Credo però possano essere utili a chi si avventura per la prima volta in questo mondo fatto di penna e carta (o più modernamente di tastiera e monitor).

Oggi il self publishing sta prendendo sempre più piede, come vedi questo fenomeno?
Il self è un ottimo modo per gli autori emergenti di farsi conoscere dai lettori quando una casa editrice non apprezza il tuo lavoro o, peggio, non considera affatto gli esordienti. Come per tutte le cose però, ci sono dei pro e dei contro; ci sono in giro tantissimi romanzi autopubblicati e non vale la pena leggerli tutti: elementari errori grammaticali (come “ho” senza acca o “c’è” al posto di ce ˗ andiamo ragazzi, siamo o non siamo italiani? ˗.), trama ingarbugliata senza né capo né coda, ecc…

E ora diamo spazio alle tue opere! Ti va di presentarcele?

Titolo: GLI OCCHI DEL LUPO
Gebere: URBAN FANTASY
Ambientazione: Alcuni lettori mi hanno chiesto se mi sono ispirata a Firenze, la città toscana, per descrivere i luoghi in cui la storia si sviluppa. In realtà, nella mia immaginazione, colloco la cittadina di Florence in uno stato americano. Confina a sud con Lackwood, un altro paese boscoso, mentre a nord svetta una catena montuosa.
La maggior parte della cittadina è fagocitata nel verde della boscaglia. Siamo in autunno e il bosco è un trionfo di colori: tiepidi raggi di sole filtrano attraverso le chiome giallo-arancio degli alberi che risplendono come lingue di fuoco, mentre il verde del muschio che insieme agli arbusti forma il sottobosco si presenta come un manto di velluto scuro. L’aria che si respira è satura dell’odore della resina colata dai pini mescolata a quello delle foglie secche trasportate dal vento. Il bosco è prevalentemente costituito da pini e querce secolari, nonché da piccoli abitanti pelosi e uccelli di ogni genere.
È proprio in questa selva che dimorano i Kean: due case tinteggiate di verde attorniate da un giardino lussureggiante curato nei minimi particolari dalle donne di casa Kean. Sul lato destro del bosco, è edificato il “Florence High School”, l’unico Liceo presente in tutto il paese. La casa di Ellen, la protagonista, si trova a sinistra al limitare della boscaglia, accanto alla dimora dello sceriffo Taker.
Il centro cittadino ospita villette a schiera, un cinema, una biblioteca, dove Ellen passa del tempo a studiare o a leggere, il Saint’Andrea Hospital, e alcuni negozi sparsi qua e là tra cui l’ “Hearts Queen” dove le ragazze si recano spesso a fare shopping. C’è inoltre il “Matera”, una pizzeria in cui si incontrano i ragazzi del posto.
La cittadina di Florence è un’oasi di tranquillità e pace dove la natura regna incontrastata, finché non si popola di un branco di lupi. Solo allora si trasforma da un posto sicuro con la solita routine, in un luogo di lotte tra clan e segreti inconfessabili.

PER PRESENTARVI IL LIBRO, VI PROPONGO UN’INTERVISTA UN PO’ PARTICOLARE

Oggi mi trovo a Florence, nella piccola cittadina dove risiedono Ellen e Taylor… no, non sono matta; è un modo come un altro di farmi conoscere e farvi conoscere i miei personaggi attraverso un’intervista che mi faranno non appena riesco a districarmi da tutti questi arbusti. Vorrei proprio sapere chi ha deciso di piazzare alberi così fitti in questo bosco, beh… come non detto!
Finalmente riesco a percorrere il sentiero battuto che attraversa il bosco; da qui intravedo la casa di Taylor dove si terrà l’intervista. Passo davanti al casolare di Paul che, con una sigaretta tra le labbra, mi fa un cenno di saluto con la testa dalla finestra. Non ci posso credere… Paul Kean che conosce l’educazione! Ricambio il saluto e mi avvio verso la casa del capo Alpha. Non appena suono il campanello vengo accolta da Anne che, con il suo immancabile tailleur color perla, mi accoglie cordialmente e mi fa accomodare in salotto dove è già riunita tutta la famiglia di Taylor, compresa Ellen.
«Era ora che arrivassi. Ma quanto tempo ci hai messo? Ti stiamo aspettando da ore», mi rimprovera il capo Alpha Tom Kean con il suo solito tono burbero.
«Mi sono persa. Non pensavo che il bosco fosse così intricato e pieno zeppo di pericoli sotto forma di arbusti e radici secolari», mi difendo prontamente.
«E meno male che se lo è inventato lei!», dice sottovoce Taylor a Ellen che gli dà una gomitata. Cominciamo bene! I miei stessi personaggi che mi prendono in giro.
«Allora, io sono pronta per questa intervista», esclamo cercando di abbreviare la conversazione più assurda della mia vita.
«Sei in ritardo e dai pure ordini? Autrice, sei nel nostro mondo. Le regole le dettiamo noi, se permetti».
La voce di Paul alle mie spalle mi fa trasalire. Ecco, ci mancava solo lui!
«Paul, non essere maleducato. Posso offrirti qualcosa, cara?», mi domanda Sara, sempre pronta a essere una buona padrona di casa.
«No, grazie mille. Sono a posto così», le rispondo passandomi le mani sudate sui jeans quando Paul si accomoda sul divanetto di fronte a me. Questa conversazione comincia a rendermi nervosa. Si accende l’ennesima sigaretta della giornata e osserva ogni mio movimento scrutandomi con i suoi occhi grigi.
«Diamo inizio a questa intervista!», esclama Tom dalla sua scrivania rompendo il silenzio. «Chi vuole cominciare a fare una domanda alla nostra ospite?».
Tre mani si levano al cielo contemporaneamente. Sono i piccoli John, Kate e Robert che all’unisono mi domandano: «Perché in questa storia ci viene dato poco spazio?».
Perfetto! Ed io che credevo di cavarmela con un: “Come è nata questa storia?”, o con: “Qual è il tuo genere preferito?”. Temporeggio prima di rispondere; sono pur sempre dei bambini e se non scelgo le parole adatte mi riempiranno ulteriormente di domande.
«Come ben sapete, i protagonisti di questa storia sono Ellen e Taylor» esordisco, ricevendo un occhiolino da Ty e un sorriso sincero da Ellen. «Mi sono quindi concentrata su di loro, sulle loro caratteristiche, sui loro bisogni. Con questo non voglio dire che non contiate nella storia anzi, il vostro contributo sarà fondamentale, come ben sapete».
John si batte una mano sul petto orgoglioso del proprio operato, mentre Bob e Kate sembrano abbastanza soddisfatti della mia risposta.
Bene, la prima è andata. È il turno di Cody che mi domanda il motivo per cui è l’unico Kean, eccezion fatta per i piccoli, a non essere dotato di un fisico da wrestler. Gli spiego che ha appena dodici anni e che dovrà allenarsi duramente per quello. Le successive domande riguardano i miei gusti in fatto di libri e la mia musica preferita. Ottimo! Le domande semplici sono quelle che preferisco.
«Non ho un vero e proprio libro preferito. Quello che sicuramente rileggerei, perché trovo davvero coinvolgente, è “Il Signore degli Anelli” di Tolkien e la saga “Shadowhunters” della Clare. Per quanto riguarda la musica, il mio genere preferito è il pop, ma ascolto davvero di tutto: dalla musica classica al rock», rispondo ad Anne e Randy che mi hanno posto queste domande. Inizio a sentirmi a mio agio, malgrado la presenza di Paul. Quest’uomo incute un certo timore; la cicatrice che gli attraversa il volto è proprio come l’avevo immaginata: sottile e di colore chiaro ma, nonostante ciò, quello che ho di fronte è un uomo piacente, il cui viso non è stato modificato in maniera negativa da questo segno particolare.
«Signorina Amalfitano, mi stai ascoltando?», mi riprende Taylor per la seconda volta.
«…eh? Certo, come no», gli rispondo destandomi per un secondo dai miei pensieri. «Dicevi?».
«Ti stavo chiedendo cosa ne pensi di noi», mi ripete nuovamente. «Siamo nati dalla tua fantasia o ti sei ispirata a qualcuno?».
«C’è sempre un pizzico di realtà nei libri; qualcuno di voi potrebbe ricordarmi una persona che conosco, mentre gli altri sono nati così dal nulla, frutto della mia immaginazione».
«Parliamo un po’ dei nostri nomi; anche questi sono di fantasia?», mi chiede Ellen.
«Il tuo sì, così come quello di Anne, Tom, Bob e Kate. Randy, Cody e John sono i nomi di wrestler, mentre Taylor quello di un attore».
Ty si scrolla dalle spalle della polvere inesistente per pavoneggiarsi. La modestia è sempre stata il suo forte!
Il tempo trascorre velocemente e il sole sta calando per dar spazio alla luna e alle stelle. È giunto il momento di tornare a casa.
«Vai già via, cara?», mi domanda Sara mentre mi alzo dalla poltrona su cui sono seduta. «Questa casa sarà sempre aperta per te».
Ringrazio tutti per questa insolita chiacchierata e, dopo averli salutati, mi avvio verso la porta.
«Ti accompagno io», mi dice Paul scortandomi fuori come una bodyguard. Scendo gli scalini del portico e lo ringrazio nuovamente.
«Prima che tu vada… ho una sola domanda per te».
«Spara!», gli dico rassegnata. Speravo di non riceverne una da lui.
Paul scuote il capo. «Che imperativo infelice!». Mi rendo conto della gaffe appena fatta e gli chiedo scusa. «Fa niente. L’importante è che l’arma non sia caricata con materiale d’argento», mi dice scrollando le spalle. «La mia domanda è molto semplice: lo scoprirà prima o poi, vero?». Annuisco e lui incrocia le braccia al petto così forte da far gonfiare i suoi bicipiti. «Perché? Non puoi lasciare tutto com’è? È troppo per te non incasinare quello che già di incasinato c’è?».
«Hai detto una sola domanda… ciao ciao, Paul», gli rispondo salutandolo con la mano.
Lo lascio borbottare tra sé e m’inoltro nuovamente nella vegetazione.
Strano mondo è questo dell’urban fantasy. Chi ti sembra buono è invece dedito al male, e chi potrebbe ricevere il premio come cattivo dell’anno è in realtà buono come il pane.
A me non resta che tornare nel mondo reale e decidere se, dopo questa intervista, sono ancora capace di intendere e di volere.

Qual è il personaggio uscito dalla tua penna, che ami di più?
Senza alcun dubbio il personaggio che amo di più è Taylor Kean ( non perché descritto come un adone, poi ha diciassette anni ˗ il toyboy anche no XD). È il copratogonista del romanzo insieme a Ellen. È il tipico adolescente ribelle che se ne frega delle regole e in più è il figlio del capo Alpha del branco e quindi maggiormente responsabile di tutto ciò che combina. È un lupo solitario che preferisce affrontare tutto da solo piuttosto che chiedere aiuto ad altri, ma che nasconde un lato fragile e sensibile.

E quello che ti ha dato più grattacapi?
Paul Kean è sicuramente stato la mia nemesi. È lo zio di Taylor, fratello del capo Alpha, che come il nipote è anticonformista, la pecora nera della famiglia, ma che cerca di attenersi alle regole imposte dall’Alpha per il bene del clan.

Hai altri progetti in cantiere?
Ho due progetti in cantiere: il primo riguarda il seguito di questo romanzo (anche se “Gli occhi del lupo” potrebbe essere un libro autoconclusivo), mentre il secondo è sempre un romanzo urban fantasy incentrato sugli elementi della natura e una lotta contro il Kaos e spero presto di poterli pubblicare entrambi (sempre che trovi dei lettori disposti a leggerli XD)

Bene, siamo arrivati alla fine, grazie per essere stata con noi. Per salutarci lasciaci uno stralcio di un tuo romanzo e in bocca al lupo per la tua carriere di autrice!
Mi accorsi che qualcosa non andava in lei. Già la sera prima, quando l’avevo lasciata dopo la rivelazione, mi era parso di sentirla agitata. E come biasimarla. Le avevo confessato di essere un licantropo, e la storia dei nostri antenati non raccontava certo di uomini e mutaforme che vivevano insieme in pace e tranquillità. E vogliamo parlare della filmografia di Hollywood o di Cappuccetto Rosso? Penso che abbiate capito cosa intendo.
Essendo il suo lupo protettore, potevo sentire quello che provava, e quello che stava provando in quel momento era puro terrore. Una fitta mi colpì dritta al cuore.
«C’è qualcosa che non va?», le chiesi avvicinandomi mentre lei arretrava sempre di più.
«No, cosa te lo fa pensare?», mi rispose con la voce spezzata.
Urtò un bicchiere di vetro che aveva appoggiato sulla spalliera del letto e che andò in frantumi. Ero a pochi passi da lei.
«Ti prego… non farmi del male», mi disse quando l’ afferrai per un braccio prima che mettesse un piede scalzo sui pezzetti di vetro sparsi ai piedi del letto.
«Io non ho nessuna intenzione di farti del male. Perché dovrei?».

                                       

                                       

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La parola a: Giulia Segreti

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Doppiatrice molto apprezzata su You Tube e non solo,

oggi Giulia Segreti ci parla di lei e della sua passione per il doppiaggio.

Ciao Giulia e grazie per essere qui con noi! Raccontaci qualcosa di te.
Ciao a tutti! Grazie, è un piacere poter parlare con voi.
Per prima cosa mi presento, sono Giulia Segreti, ho 24 anni e lavoro nel servizio civile, nel campo dell’assistenza agli anziani. È un lavoro un po’ delicato delle volte, però dà tante soddisfazioni.
Come “secondo lavoro” mi dedico nel realizzare delle audioletture speciali su youtube, a teatro e in altri eventi culturali nella mia città e non solo.
Ho frequentato un corso di doppiaggio a Roma e successivamente per 4 anni sul palco del teatro di Porto San Giorgio, nelle Marche, dove vivo.

E ora parlaci di te come doppiatrice. Da quanto coltivi questa passione e com’è nata.
La passione per il doppiaggio è iniziata quando avevo 13 anni. Inizialmente ero affascinata al mondo del cinema e mi chiedevo se c’era un modo per entrare in quelle storie e in quei personaggi… poi da lì ho scoperto il doppiaggio.
Ho iniziato da autodidatta e la cosa positiva era che non avevo nessuna inflessione dialettale. Poi passando gli anni, ringrazio ancora chi su youtube e non solo, mi ha dato consigli e mi ha portato a migliorare .
Finito l’esame di maturità, mia madre mi ha regalato un corso di doppiaggio a Roma. Be’, mi ha aiutato tantissimo, così come i corsi di recitazione che si svolgevano lì.
Anche il Teatro mi ha migliorata molto, ho interpretato vari ruoli: La regina delle fate Titania, la direttrice della scuola in Grease , anche le mie prime vesti da uomo nell’Avaro di Moliere.
Insomma ho fatto parecchio successivamente con monologhi e letture di fiabe per bambini a Teatro.
Ho realizzato anche uno spettacolo tutto mio, sempre nella mia città, basato sulle letture di Shadowhunters e Scrivimi Ancora e su tutto il libro di Colpa Delle Stelle riadattato e recitato.
Ora sto svolgendo pienamente questa attività su youtube, e mi riempie di gioia ogni volta.
Insieme al mio fidanzato e collega, Barone Mark Kheel, leggiamo solo i pezzi più importanti di libri famosi e non: Cinquanta Sfumature, Io Prima Di Te, After, Before, Divergent saga, Colpa Delle Stelle e molti altri ancora…
Queste letture sono speciali e le più seguite e la frase che può descriverle al meglio è questa: “È come vedere un film ad occhi chiusi.”
Ebbene sì, non solo ci sono effetti sonori e qualche volta Audio in 3D ma la cosa più importante è la recitazione. Abbiamo quindi unito il Doppiaggio con la Lettura.
Poi come dico sempre a tutti, capita di sbagliare qualche parole e anche la recitazione, non siamo perfetti! Magariiii!

C’è un artista in particolare al quale ti sei ispirata?
Domanda difficile… no, non mi sono ispirata a nessuno nel mondo del doppiaggio, ma a qualche personaggio sì.
Succede spesso che mi lego a qualche attrice e/o film.
Quando ho iniziato “doppiaggio” ero completamente legata al personaggio di Bella Swan (Twilight), mi sentivo lei… e forse è anche per questo che mi porto dietro un tipo particolare di drammaticità 😉 ahahah!

In che modo impieghi questa tua passione?
Principalmente su youtube, ho realizzato anche diverse letture speciali per vari scrittori famosi ed emergenti.
Ho doppiato due personaggi in una serie Tv di fantascienza Columns.
Inoltre sto doppiando in modo professionale una serie di cartoni animati sul web.
Spero in futuro di poter collaborare con altri canali youtube più famosi 😉

Un consiglio per chi si sta avvicinando al mondo del doppiaggio?
Un consiglio? … Allontanatevi subito! (ahaha scherzo!)
Be’ il mondo del doppiaggio è difficile, non sempre troverete persone disponibili… e, come sappiamo, è un mondo chiuso.
Il mio consiglio è quello di fare prima tanto, tanto Teatro (vi darà tante soddisfazioni e quando sarete di nuovo sul palco vi commuoverete), poi successivamente se volete provare il doppiaggio, fatelo! Sappiate che ci vorranno anni e anni, ma fatelo! Se è una passione, buttatevi!
Tutto può succedere nella vita, come le nostre voci che erroneamente sono finite sul TG5 😉

Bene, siamo arrivati alla fine, grazie per essere stata con noi. Per salutarci lasciaci i link di due interpretazioni che vuoi farci ascoltare!
Il primo video che vi linko, è il 1° trailer che abbiamo realizzato per le nostre audioletture del libro di 50 sfumature di Nero e che ora ha raggiunto ben un milione di visualizzazioni.

Il secondo video, invece, è la lunghissima lettura del Ballo in Maschera (più di 1h di registrazione) sempre da 50 sfumature di Nero.

 

Biografia:

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Giulia Segreti, nasce il 06/01/1992 a Porto San Giorgio, in provincia di Fermo. È diplomata al Liceo Socio-Psico Pedagogico e ha frequentato un corso di Doppiaggio, Recitazione e Dizione da Roberto Chevalier e diversi corsi di Teatro. È Audiolettrice, Youtuber, Doppiatrice.

 

 

 

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Intervista + segnalazione – Come un’isola – Monika M.

 

Conosciamo oggi Monika M, che ci parla di lei

e ci presenta il suo romanzo Come un’isola,

edito la Lettere Animate.

Sinossi:

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Come un’isola è forse scritto unicamente per noi donne, noi donne che ci amiamo così tanto da saper amare in modo unico, senza però tradirci mai. È una storia d’amore non convenzionale, complessa, forse malata, tenace, che rivela la fragilità e la forza stessa della protagonista. È un invito a darci una possibilità anche quando tutti i segnali indicano pericolo, vivere un amore sapendo che si verrà feriti non per ingenuità ma per coraggio, vincendo la paura del dolore che sappiamo arriverà ma che sarà nulla confrontato ad una assenza di rimpianto. È consapevolezza di sé, è controllo, è scelta. Lucrezia, la protagonista, allineerà la sua vita a quella di Victor convinta di poter, come sempre nella sua vita, controllare tutto. Nulla sarà più diverso da ciò che lei aveva pianificato fino a conoscere la travolgente ribellione, fiera del suo orgoglio ingaggerà una guerra con il suo stesso cuore per non concedersi ad un amore non corrisposto. Si tufferà volontariamente in due occhi crudeli e belli sapendo che vi troverà la morte per annegamento, consapevole che quel che dopo l’aspetterà non sarà più vita, ma sopravvivenza scandita da una inguaribile mancanza, dettata però dalla libertà della scelta fatta. Siamo spesso schiavi dei nostri limiti, ma quanto di noi siamo disposti a tradire per oltrepassarli?

 

La parola a Monika M:

Ciao Monika M e grazie per essere qui con noi! Raccontaci qualcosa di te.
Lieta di esser tua gradita ospite! Inizierò con il dire che amo scrivere sotto pseudonimo così da esser estremamente libera e sincera nelle emozioni che narro, non temendo giudizio si può esser audaci e veri! Amo la storia medievale e il paganesimo che trovo essere radice della nostra cultura mediterranea. Tutto questo è presente, sempre, nei miei romanzi.

E ora parlaci di Monika M autrice. Da quanto coltivi questa passione e com’è nata.
Potrei dire da sempre o comunque da sempre sono lettrice. Il salto per divenir scrittrice ha richiesto un duro lavoro per smussare la mia riservatezza, per emozionare ritengo ci si debba donare senza riserve.

Che tipo di scrittrice sei? Scrivi di getto o sei meticolosa nel progettare trama, scheda dei personaggi ecc…?
Oserei dire entrambe le cose o meglio, la trama nasce di getto ma poi dietro ogni mio romanzo ci sono interi quadernoni di appunti. Amo i dettagli, trovo rendano la storia davvero credibile!

I manuali di scrittura, quanto sono utili, secondo te?
Personalmente non credo nei manuali, non per cose almeno che prevedono creatività! Personalmente i miei manuali sono state le moltissime letture classiche!

Oggi il self publishing sta prendendo sempre più piede, come vedi questo fenomeno?
Non posso gettar nel calderone tutti gli autori Self Publishing, certamente tra loro ci saranno dei validissimi scrittori che, non oserei dire a torto, non si fidano di una editoria truffaldina ma trovo che molti sono e saranno unicamente fenomeni momentanei. Personalmente non scrivo ciò che il lettore richiede, cerco di donargli ciò che non sapeva di volere.

E ora diamo spazio alle tue opere! Ti va di presentarcele?
Ti ringrazio, e spero le risposte siano stimolanti quanto le domande 😉

Il romanzo nasce da un mio reale ricordo d’infanzia .
Mi sono in seguito chiesta se non fosse il ricordo di una vita precedente, l’annegamento era una delle prove che le accusate di stregoneria dovevano affrontare per dimostrar la loro innocenza, uscendone assolte, ma morte!
Come un’isola è la ricerca, da parte della protagonista Lucrezia, dell’identità di quella donna che lei sa esser stata un tempo. Ma come riportare alla memoria ciò che appare cancellato per sempre?…
Deciderà così di avvalersi di un moderno e sadico carnefice per rivive le torture allora messe in uso dalla Santa Inquisizione. Nulla andrà però come lei aveva programmato, Victor non è il corpo che vuole torturare, ma l’anima! Fragile cristallo imballato in una corazza ormai crepata Lucrezia andrà in pezzi, si può amare chi ci fa volutamente del male? Si! Si se è vero amore, ma amare chi non ci ama è un suicidio e Lucrezia vuol vivere!

«Non bisogna mai partire da un risultato, se lo facessimo tutto sarebbe falsato, ogni gesto e pensiero mutato dal desiderio di giungere dove si è stabilito e non dove veramente siamo attesi… sei enigma e mistero che vivrò per sempre o forse mai più…»
Lucrezia da Come un’isola

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La parola a: Ilenia Bernardini + segnalazione

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Il primo romanzo di Ilenia Bernardini

Conosciamo oggi Ilenia Bernardini che ci parla di lei

e del suo primo romanzo Ciak e…Amore!

 

Ciao Ilenia e grazie per essere qui con noi! Raccontaci qualcosa di te.
Ciao e grazie a te per questa opportunità! Allora, che dire!? Sono una ragazza di quasi 28 anni, sono nata in riva al mare Adriatico, in quel di Rimini. Da quasi sei anni vivo e lavoro ad Albuzzano, un piccolo paese in provincia di Pavia. Sto insieme a Marco da poco più di 7 anni, due dei quali da marito e moglie. Abbiamo due splendidi bambini pelosi di nome Bea e Pongo. Amo viaggiare, cucinare e soprattutto leggere. Sono lettrice compulsiva dall’età di sette anni, riesco a leggere fino a 30 libri al mese!!

E ora parlaci di Ilenia autrice. Da quanto coltivi questa passione e com’è nata.
Fin dalla scuola elementare, amavo leggere e di conseguenza scrivere, tutto merito della maestra Luana! Scrivevo quelle storie che avrei voluto leggere ma non trovavo, o semplicemente racconti che mi vedevano in vesti di eroina. Dopo tutto avevo 7 o 8 anni!!! Per anni ho tenuto la passione nascosta, più che altro perché sono insicura. Pensavo di non essere in grado, per cui ho sempre evitato. Nell’ultimo anno ho fatto da lettrice beta per qualche altra autrice self, e pian piano cresceva in me la consapevolezza di potercela fare. Una notte ho sognato la trama del mio romanzo, completa di protagonisti, con i caratteri definiti.
La mattina accesi il pc e lasciai andare le mani: in poche ore scrissi tantissimo! Lettera dopo lettera, parola dopo parola mi resi conto di potercela fare. Ho avuto qualche incidente di percorso, la mia insicurezza alimentava le mie paure e questo mi frenava. Ma alla fine ho deciso di lottare per realizzare il mio sogno!

Che tipo di scrittrice sei? Scrivi di getto o sei meticolosa nel progettare trama, scheda dei personaggi ecc…?
Mi piace iniziare senza schemi, senza pensarci troppo: lasciare andare le mani e la fantasia, senza mettermi limiti. Poi arrivo al punto in cui devo ragionare, segnarmi i punti focali della trama e/o dei personaggi, ma direi decisamente che sono una scrittrice di getto, totalmente votata al lieto fine!

I manuali di scrittura, quanto sono utili, secondo te?
Secondo me dipende moltissimo da persona a persona. Per me possono essere utili ma non indispensabili, per un’altra autrice invece possono essere come ossigeno.

Oggi il self publishing sta prendendo sempre più piede, come vedi questo fenomeno?
Da lettrice compulsiva ne sono assolutamente entusiasta, perché significa più libri da leggere! Da autrice sono felice, perché altrimenti non avrei potuto pubblicare il mio libro. Bisogna però imparare a collaborare, senza farci la guerra. Sono convinta che per fare bene in questo campo, bisogna avere pazienza, umiltà e coerenza. E se io posso aiutare un’altra self, che sia con un consiglio o un post di pubblicità, lo faccio, senza pretendere in cambio. Se tutte facessero così, staremmo meglio, invece leggo e vedo autrici self che discriminano altre, vuoi per gelosia, per invidia o cattiveria. Il tutto per una vendita in più e avere la speranza di venir notata da una casa editrice. Mi rammarica molto, a dirla tutta.

E ora diamo spazio alle tue opere! Ti va di presentarcele?
Il mio primo lavoro si intitola Ciak e…Amore!, è un romanzo contemporaneo, fresco, divertente, romantico ma con una punta di erotismo. Parla di Blair, una giovane sceneggiatrice di telefilm, e di Chuck, il giallista più in voga degli ultimi anni. È ambientato nella città del cinema e della televisione, nell’assolata Los Angeles. Blair deve presentare la sua ultima sceneggiatrice al produttore che, dopo aver letto la prima stesura, le impone di lavorare con Chuck. I due litigano ogni secondo, per mascherare l’attrazione che provano l’uno per l’altra. Entrambi sono stati feriti in passato, vogliono proteggere il loro cuore e cercano di lottare contro questa attrazione, ma si sa, al cuor non si comanda.
Quando tutto sembrerà andare per il verso giusto, un uomo affascinante si mette tra Chuck e Blair.
Chuck o Seth? Testa o cuore? Chi sceglierà Blair?
Ho scritto un romanzo ambientato nel mondo dei telefilm perché li adoro, ho inserito citazioni dei miei preferiti. Spero piaccia anche a voi!

Qual è il personaggio uscito dalla tua penna, che ami di più?
Sono totalmente, completamente, follemente innamorata di Chuck e Blair. Per me ormai sono una cosa sola, sono sfrontati, onesti, irriverenti, spiritosi, leali, romantici, creativi. Potrei andare avanti ancora a lungo, ma mi fermo qua! In Chuck e Blair ci sono molte cose di me e mio marito, un rapporto fatto di stima assoluta, fiducia, amore vero. Ma non manca anche la parte giocosa, fatta di battutine, scherzi. Ed è il rapporto che auguro a ogni coppia!

E quello che ti ha dato più grattacapi?
Sicuramente Seth. Scrivere dell’antagonista di Chuck è stata la cosa più difficile di tutte. La storia, il carattere dei personaggi, i posti, tutto è stato relativamente facile, ma Seth no. Modifica dopo modifica, ha preso sembianze umane, prima sembrava un alieno, ve lo giuro!

Hai altri progetti in cantiere?
Sto scrivendo il secondo romanzo, parlerà di due protagonisti che ho amato di più dopo Blair e Chuck! Sono solo alle prime battute, ma sono entusiasta. Non riesco a dormire più di quattro ore a notte, appena metto la testa sul cuscino mi vengono in mente nuove idee.. spero di riuscire a pubblicare per Natale!

Bene, siamo arrivati alla fine, grazie per essere stata con noi. Per salutarci lasciaci uno stralcio di un tuo romanzo e in bocca al lupo per la tua carriere di autrice!
Grazie a te!

“Affare fatto, Sinclair. Finirai per essere ubriaco, ho mille domande da farti! Comincio io, perché sono donna e ho la precedenza. Parlami del tatuaggio: cosa c’è scritto, quando lo hai fatto, perché lo hai fatto. Insomma, fuori i dettagli.”
Prendo un respiro profondo, e sento la solita fitta al petto, come tutte le volte che ci penso.
“C’è una crepa in ogni cosa ma è da lì che entra la luce. È una frase tratta dall’Inno di Leonard Cohen. Me la sono fatta tatuare tre anni fa, una settimana dopo il funerale di mia mamma; è morta quando Anne era incinta delle gemelle, un cancro fulminante, se n’è andata in pochi mesi. Vedi, lei era la mia roccia, il mio tutto; mio padre ci ha abbandonati che io ero nato da poco, Anne aveva solo cinque anni. Mamma era devastata, ma non l’abbiamo mai vista piangere. Ci spronava a non odiare nessuno, papà per primo. Con l’odio non si ottiene niente, non ti fa vivere meglio. Da piccolino credevo di essere un bambino difettoso, più brutto e cattivo degli altri. Altrimenti perché papà mi avrebbe abbandonato? La mamma mi disse che ero perfetto, che non avevo niente in meno rispetto gli altri; papà aveva fatto la sua scelta, non era in grado di essere il padre che ci serviva. Mi fece sentire l’Inno e, a questa frase, mi abbracciò forte; le dissi che era forte come una roccia e che da grande volevo esserlo anche io. Mi disse queste parole ‘Chuck non indurire il tuo cuore, non diventare un blocco di cemento. Ama, vivi, soffri; dai sempre il 100% di te, in qualunque occasione. Sono le difficoltà che ti forgiano e se non le affronti, non apprezzerai fino in fondo le gioie della vita. Ecco cosa vuol dire Cohen con questa frase’.
Quando scoprimmo il suo cancro, la ripeteva sempre; sapeva che la sua malattia sarebbe stata l’ennesima crepa per me e Anne, ma era convinta che sarebbe arrivato qualcosa di grandioso. Dopo il funerale, ho avuto dei giorni difficili, ma le avevo promesso che non sarei crollato, che sarei stato forte anche per Anne e le sue figlie. Andai a fare il tatuaggio nel bel mezzo della notte, era il mio modo di sentire mia mamma sempre con me, sempre al mio fianco.”.
Ho la testa bassa, non ho il coraggio di guardarla; temo di vedere i suoi smeraldi velati dalla pietà, dalla compassione, e non voglio.
“Chuck, guardami, ti prego!”. Due piedini fasciati in calzini con le pecorelle entrano nella mia visuale, è in piedi davanti a me; alzo lo sguardo e non vedo altro che lei, le lacrime che le rigano la faccia. Sto per parlare, per dirle di non piangere per me, ma mi appoggia un dito sulle labbra. “Chuck sto per fare una cosa, ma è più per me che per te, ok? Apri le braccia, appoggiati allo schienale, per favore.”
Annuisco e faccio quello che mi ha detto, la osservo e vedo un timido sorriso che spunta sulle sue labbra.
Si avvicina sempre più, poi mi sale a cavalcioni e si appoggia a me; le sue braccia mi circondano i fianchi, con un dito ripassa i contorni del mio tatuaggio. Appoggia la guancia sul mio petto, vicino al cuore. Voglio stare così per sempre, fermate il tempo. Mi sento a casa.

Sinossi: 

Blair Monroe è una ragazza semplice, dedita al suo lavoro come sceneggiatrice, ma spesso si dimentica che potrebbe avere anche lei una vita, come i personaggi che crea per le serie tv. Chuck Sinclair è il classico uomo di successo, bello, arrogante e sicuro di sé; è lo scrittore di gialli più in voga del momento, per questo motivo è abituato a stuoli di donne ai suoi piedi, e soprattutto è difficile che abbia un No come risposta.
Le loro vite s’incontreranno nell’ufficio di Mr. Jones, il produttore televisivo. Pronti ad odiarsi e a farsi la guerra, saranno costretti a lavorare insieme, per perfezionare l’ultima sceneggiatura di Blair.
Sarà una lotta senza esclusione di colpi, dove anche il cuore e la testa dovranno lottare tra di loro. La posta in gioco è molto alta, e Blair non vuole ricadere negli errori commessi in passato. Per Chuck varrà la pena di lasciarsi andare? E cosa succede se, proprio mentre Chuck sembra riuscire ad abbattere quei muri che lei alza, si intromettesse Seth, un uomo affascinante e raffinato?
Chi riuscirà a fare breccia nel cuore di Blair? Quando cuore e testa riusciranno a guardare nella stessa direzione, sarà troppo tardi?

                                     

Biografia:

foto personale

Ilenia Bernardini nasce a Rimini l’11 ottobre 1988, ma vive in provincia di Pavia, con suo marito Marco e due cani. Ha iniziato ad appassionarsi alla lettura fin da piccola, diventando presto una divoratrice di libri. Ama i romanzi a lieto fine, da eterna romantica qual è. Dopo aver aiutato come lettrice beta altre giovani autrici, ha deciso di mettersi alla prova con la scrittura. Ciak e… Amore! è il primo romanzo auto pubblicato.

 

 

 

Pagina autore
Sito personale

 

La parola a: Anna G.

 

Il romanzo di Anna G.

 

Conosciamo oggi un’altra autrice della Santi Editore

e il suo primo romanzo

 

Ciao Anna e grazie per essere qui con noi! Raccontaci qualcosa di te.
Buongiorno innanzitutto. Grazie per l’intervista. Non è mai facile raccontarsi in poche righe. Sono una ragazza normale, ventiseienne, una grande sognatrice. Vivo in Puglia con la mia famiglia e sto per laurearmi.

E ora parlaci di Anna G. autrice. Da quanto coltivi questa passione e com’è nata.
Nasce un anno fa. Parte dalla musica, da una canzone in particolare. E soprattutto da un bisogno, quello di trasferire un periodo particolare su carta.

Che tipo di scrittrice sei? Scrivi di getto o sei meticolosa nel progettare trama, scheda dei personaggi ecc…?
Dipende. Non c’è uno standard. Ci sono momenti in cui scrivi dieci pagine di seguito e altri in cui ne scrivi una in un giorno.
Solitamente sì, studio la struttura di ogni capitolo e le date, i luoghi insomma che tutto sia logico e quanto più possibile reale.

I manuali di scrittura, quanto sono utili, secondo te?
Son sincera. Sono utili per curare un aspetto tecnico, ma io penso che un buon libro sia soprattutto un concentrato di emozioni non da manuale.

Oggi il self publishing sta prendendo sempre più piede, come vedi questo fenomeno?
Ha dei pro e contro come ogni cosa. Può essere un facile trampolino di lancio ma al tempo stesso un’illusione per molti. Anche perché dietro una casa editrice c’è un grande lavoro da parte di tanta gente.

E ora diamo spazio alle tue opere! Ti va di presentarcele?
Il mio primo romanzo, Amor Vincit Omnia, è un romanzo d’amore. Il primo di una trilogia. È ambientato su più quartieri di Londra e in parte in Irlanda. I due protagonisti sono due ragazzi fondamentalmente normali. Emily indipendente, introversa, testarda e fredda. Laurie bello, sorridente, ironico, con un cervello ben sviluppato. Dopo il loro primo incontro, Laurie decide che la sua missione primaria è sciogliere il cuore più gelido al mondo. Se ci riuscirà non ve lo dico, ma penso che la loro storia meriti di essere letta e vissuta perché fa sognare.

Qual è il personaggio uscito dalla tua penna, che ami di più?
In assoluto Laurie. Non perché è il classico belloccio, anzi, ma perché è stato sviluppato da me cercando di trasmettere ogni emozione, ogni sensazione che anche un uomo compie per amore. Si è stato divertente ed emozionante.

E quello che ti ha dato più grattacapi?
Per ora nessuno, ma nel secondo libro ho avuto parecchi problemi con un personaggio in particolare.

Hai altri progetti in cantiere?
Ho appena finito di scrivere il secondo capitolo della trilogia e ora sto lavorando al terzo.

Bene, siamo arrivati alla fine, grazie per essere stata con noi. Per salutarci lasciaci uno stralcio di un tuo romanzo e in bocca al lupo per la tua carriere di autrice!

«Sei sempre così dura? Ricorda che anche il più terribile dei ferri prima o poi si piega.».
«Non mi stenderò mai ai tuoi piedi. Sei solo un saputello egocentrico!». – Questo ragazzo non ha neanche la minima idea di con chi ha a che fare. Come può solo pensare di essere così presuntuosamente convinto? Vorrei scappare via e andarmene eppure c’è una forza magnetica che mi costringe a restare e a portare a termine questa conversazione. La sto affrontando a testa alta anche se ho la sensazione di essermi imbattuta in una sorta di colloquio di lavoro per il quale non conosco l’impiego.
«Ti stenderai e sarà la cosa più bella che ti sia mai capitata.»

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Sinossi:

Emily e Laurie. Amor vincit omnia. Una grande storia d’amore. Perché prima di qualsiasi altra cosa, prima di essere un cumulo di pagine, prima di essere un manoscritto, questo libro è una grande storia d’amore. Un romanzo che racconta la vita di Emily, studentessa indipendente con una propria casa a Londra. Una ragazza che vive di lavoretti poco stabili, di problemi economici, e soprattutto di una grande insicurezza, la mancanza di fiducia negli uomini e in generale in ogni persona che non le accompagni un minimo di fatti alle parole. Perché non si fida di loro? Perché la nostra Emily nasconde un segreto che le ha cambiato il passato condizionandole la vita futura. Un segreto che non la lascia vivere come dovrebbe, che restringe il suo campo vitale alla sola stretta cerchia di persone alle quali permette di entrare nella sua bolla. E poi c’è lui, Laurie. Non il classico belloccio, non un muscoloso palestrato senza sale in zucca, ma un ragazzo divertente, a tratti imbranato, con un amore incondizionato da donare. Un ragazzo caparbio, che pur di raggiungere un obiettivo tenta il tutto per tutto. Anche lui ha i suoi scheletri nell’armadio e i suoi segreti scottanti ma metterà tutto da parte per dedicarsi ad un solo obiettivo: sciogliere il cuore più freddo che abbia mai incontrato. Il tutto è contornato da un ambiente della Londra moderna che si sposta su quartieri diversi, che cerca anche nell’atmosfera descritta una luce di speranza e di futuro. Con Emily e Laurie i giochi sembrano fatti, ma come nelle loro indole, ogni imprevisto è dietro l’angolo.

 

La parola a: Daniela Ruggero

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Pochi giorni fa vi ho presentato il suo dark romance Poison,

oggi Daniela Ruggero ci parla di lei e dei suoi libri

Ciao Daniela e grazie per essere qui con noi! Raccontaci qualcosa di te.
Ciao a te e grazie per lo spazio che mi hai riservato. Cosa posso dirti? Sono una mamma e amo leggere ma non le fiabe a meno che non siano Dark. Amo l’horror, il fantasy e le sue diramazioni, il noir e il distopico e ultimamente mi sono appassionata al Dark romance. Mi piacciono ovviamente tutti i film e le serie televisive dello stesso argomento. Amo la musica tutta ma i Pink Floid mi rilassano e mi ispirano. Mi piacciono anche i cartoni animati e ne vedo a tonnellate.

E ora parlaci di Daniela autrice. Da quanto coltivi questa passione e com’è nata.
Scrivo fiumi di poesie e diari da quando sono piccola, ma la voglia di scrivere un romanzo è nata qualche anno fa, una mia amica, che è poi la Febe protagonista della mia saga Dark Fantasy I guardiani degli Inferi, ha subito un intervento chirurgico lei non legge, ma “beve” paranormal romance così ho provato a scrivere qualcosa che è poi diventata una saga di sei romanzi più un prequel.

Che tipo di scrittrice sei? Scrivi di getto o sei meticolosa nel progettare trama, scheda dei personaggi ecc…?
Io scrivo di getto, non so veramente dove andrà a finire la storia. Sono impulsiva. Poison, il dark romance, l’ho scritto inviando email con il telefono sul bus.

I manuali di scrittura, quanto sono utili, secondo te?
Non ne ho mai consultato uno e magari è una mancanza.

Oggi il self publishing sta prendendo sempre più piede, come vedi questo fenomeno?
Io scrivevo per una piccola Casa Editrice e ho deciso di passare self, credo che la libertà che ti concede questo modo di pubblicare, la possibilità di avere tutto sotto controllo e praticamente le stesse cose che ti offrono molte CE (cover, cartaceo ed ebook) te lo offre Amazon e le altre piattaforme, conducano molti autori a questo metodo di pubblicazione.

E ora diamo spazio alle tue opere! Ti va di presentarcele?
La mia saga I guardiani degli Inferi è un dark fantasy\paranormal romance ambientato a Torino, la mia città, la città magica per eccellenza, e dove avrei potuto ambientare una storia che parla di demoni e di Sigilli infernali se non in una città come Torino? Di questa saga ho pubblicato tre romanzi :
–  La sposa Oscura disponibile sia ebook che cartaceo
Genesi disponibile in ebook e prossimamente cartaceo
Legami di sangue in ebook e prossimamente cartaceo
Giuramento di sangue in ebook e prossimamente cartaceo
La storia si basa su destini incrociati tra demoni degli Inferi e donne pure di cuore su cui si basa l’equilibrio delle dimensioni. Ho voluto tenere saldi i tratti caratteriali, nonostante l’amore colpirà i cuori dannati ho mantenuto crudeli e spietati i protagonisti perché snaturare il figlio di Lucifero mi sembrava forzato e poco credibile. Ciò su cui invece ho giocato è stato quello di far diventare il male la fonte di salvezza. Marcus, il figlio di Lucifero e Annia un’Eletta della Luce, viene risucchiato nella dimensione umana dalla madre che con uno stratagemma chiude le porte che conducono negli Inferi e lo imprigiona sulla terra sperando che vivere accanto agli esseri umani possa ricordargli la sua umanità sepolta e polverizzata dalle atroci tortura a cui il padre, Lucifero lo ha sottoposto. Dopo cinquecento anni di segregazione incontra una donna, un’Eletta della quale è attratto e per la quale calpesterà ogni regola anche quella che vieta di interferire con il naturale processo della morte umana. Amore, passione, morte, dolore, dipendenze, sacrificio e amicizia sono i temi trattati da questa saga che amo e che già mi manca.

Poison è invece un romance con contaminazione dark. Anche in questo caso ho ambientato la storia a Torino, lo so, sono ripetitiva, ma amo la mia città e la conosco preferisco giocare in casa.
Trama:
Sara è una ragazza semplice, dal viso pulito e dal sorriso gentile. La sua vita è stata segnata da un’infanzia dolorosa. Andrea è il rampollo di una famiglia ricca e potente, tradito dal suo più grande amore chiude le porte della sua anima trasformandosi in un cinico maniaco del controllo.
Il destino li unisce in un incontro casuale e sfuggente. I loro sguardi s’incrociano e da quel momento nulla sarà più come prima. Nell’intensità di una storia dettata dal possesso e dalla passione portata al limite, Sarah e Andrea condivideranno le vite, mescolando il dolore dal loro passato alla speranza per il futuro. Ma può un cuore traboccante di rabbia tornare ad amare?
In questo romanzo ho invece voluto parlare dell’amore in una forma di “ossessione”, “controllo”, “violenza”, ma anche salvezza e redenzione.
Le tematiche sono forti e a volte il linguaggio è duro, ma i protagonisti abusano di sostanze e alcuni vivono nel degrado sociale non mi sarei sentita seria nello scriverlo in modo diverso.

Qual è il personaggio uscito dalla tua penna, che ami di più?
Amo Marcus il figlio di Lucifero in modo sconsiderato.

E quello che ti ha dato più grattacapi?
Sara, la protagonista femminile del dark romance non voglio fare spoiler, ma mi ha fatto davvero arrabbiare a volte.

Hai altri progetti in cantiere?
Tantissimi. Il mio prossimo dark romance è in stesura. Pubblicherò entro meta del 2017 tutti i romanzi e il prequel dei Guardiani e un distopico. Vedremo.

Bene, siamo arrivati alla fine, grazie per essere stata con noi. Per salutarci lasciaci uno stralcio di un tuo romanzo e in bocca al lupo per la tua carriere di autrice! 

Andrea appoggiò la forchetta sul piatto, afferrò il tovagliolo e si tamponò le labbra. Alzò gli occhi glaciale. Soffocai nel panico che le mie ultime parole fossero l’epigrafe sulla nostra unione.
« Che cosa vuoi da me Sara? Ho soddisfatto ogni tuo capriccio, ogni tua voglia, ogni tuo desiderio. Io sono stato tutto ciò che desideri da quando hai imparato a respirare come una donna. »
Scoppiai in lacrime lacerata dalle mie debolezze, mi sarei inginocchiata chiedendogli perdono per qualcosa di cui non avevo colpa. « Che cosa vuoi da me Sara?»
Esplosi. «Amami. Ti prego Andrea amami, in qualche modo, in qualsiasi modo, ti prego… »
Mi raggiunse e mi strinse tra le sue braccia forti. « Posso darti solo il veleno della mia anima. È questo che ti darò.»
Io alzai gli occhi e lo guardai implorante. «Preferisco morire di te che per la tua mancanza.»

Poison

Grazie a te.

Biografia:

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Daniela Ruggero nasce a Torino il 30 Settembre 1976, sposata e mamma.
Nella vita di tutti i giorni è un’infermiera mentre nel tempo libero scrive. È una lettrice compulsiva dipendente dal genere Horror e Noir. Ama il Fantasy in tutte le sue sfaccettature, ma non disdegna altri generi, purché si tratti di una buona storia. Ama le serie televisive come Supernatural e simili. Dexter Morgan è il suo serial killer preferito.
Autrice della Saga Dark Fantasy I Guardiani degli Inferi, composta da La sposa Oscura, Genesi, Legami di sangue. Ha scritto inoltre il Dark Romance Poison e il libro di cucina e magia ispirato alle tradizioni erboristiche e “magiche” delle spezie Il Cucchiaio Magico, in collaborazione con l’autrice Francesca Pace.

Il suo Blog è nato per creare un contatto con i lettori e per sostenere gli autori emergenti che come lei si affacciano sul panorama letterario italiano camminando in punta dei piedi.

Contatto:
daddara76@yahoo.it

 

La parola a: Fernanda Romani

I libri di Fernanda Romani

 

Autrice dalla penna abile e di indubbia originalità,

Fernanda Romani ci parla di lei e dei suoi romanzi.

Ciao Fernanda e grazie per essere qui con noi! Raccontaci qualcosa di te.
Grazie a te, Patrizia, per questa intervista. Io sono una persona di 53 anni che ha iniziato a scrivere quando ne aveva 49. Prima d’allora la mia passione principale era la fotografia, un hobby che pratico da molti anni assieme a mio marito. Sono sempre stata affascinata da tutto ciò che riguarda la creatività. Per un certo periodo mi sono anche interessata di grafica, ma non faceva per me poiché richiede delle conoscenze tecniche che a me risultano assolutamente ostiche, non sono portata per la tecnologia. Nella scrittura ho trovato la mia dimensione ideale.

E ora parlaci di Fernanda Romani autrice. Da quanto coltivi questa passione e com’è nata.
Scrivo da circa quattro anni, dopo averlo desiderato per molto tempo. Intorno ai trent’anni avevo fatto qualche tentativo, ma mi ero convinta che la scrittura non facesse per me. Qualche anno fa conobbi una persona, amica di un’amica, che scriveva da sempre e scriveva fantasy. Non avevo mai avuto occasione di parlare con qualcuno che scrivesse e quella fu la scintilla che mi fece tornare la voglia di riprovarci. Poi ho cercato in rete dei luoghi dove trovare persone da cui poter imparare e così, a poco a poco, ho migliorato la mia scrittura e ho cominciato a partecipare a qualche concorso, ottenendo diverse soddisfazioni.

Che tipo di scrittrice sei? Scrivi di getto o sei meticolosa nel progettare trama, scheda dei personaggi ecc…?
Sto ancora cercando il mio metodo ideale. Ai principianti viene sempre consigliato di partire costruendo schemi e scalette quindi tento di applicare questo metodo, ma non sono molto precisa. Inoltre ho notato che a volte gli schemi servono, altre volte no. Per l’ultimo racconto che ho scritto, oltre a fare uno schema della storia ho anche buttato giù parecchi appunti ma, quando sono passata alla stesura, mi sono resa conto che due terzi delle bozze già scritte non mi servivano a niente poiché la storia stava andando in un’altra direzione. Insomma, a volte agire con metodo può essere utile ma non è una regola fissa.

I manuali di scrittura, quanto sono utili, secondo te?
Penso che un buon manuale sia un ottimo punto di partenza che però dev’essere seguito da un confronto diretto con persone competenti.

Oggi il self publishing sta prendendo sempre più piede, come vedi questo fenomeno?
Lo vedo come uno sbocco per tanti autori che non arrivano alle case editrici per i motivi più svariati, non sempre per mancanza di qualità nella loro scrittura. Certi editori cercano di far credere che chi pubblica in self non ha le capacità per farsi apprezzare dagli addetti ai lavori ma, in realtà, ci sono tanti bravi autori tra i self-publishers. I motivi per cui una persona che scrive non riesce ad arrivare a un editore possono essere molti, per esempio il fatto di non scrivere storie alla moda, e le piattaforme di auto-pubblicazione danno la possibilità di proporsi direttamente ai lettori, spesso con risultati sorprendenti. Naturalmente la scrittura deve essere supportata da un buon editing, cosa che purtroppo molti self-publishers non possono permettersi e questo è uno dei problemi maggiori per chi decide di diventare editore di se stesso.

E ora diamo spazio alle tue opere! Ti va di presentarcele?
Ho diversi racconti pubblicati in antologie tramite concorsi vari ma vi parlerò solo dei libri singoli. Inizierò con la mia unica pubblicazione singola fatta tramite un editore: Il talismano, edito da Lettere Animate, un racconto breve di genere fantasy-romance dove ho sviluppato un tema molto presente nelle mie storie: l’uomo sottomesso al potere di una donna. In questo caso si tratta di un prigioniero di guerra che si troverà a diventare schiavo di una maga. L’amore che nascerà da questo incontro sarà difficile e pieno di sofferenza da entrambe le parti. É un racconto a cui sono molto affezionata perché, pur avendolo scritto per un concorso romance, ho evitato il classico personaggio femminile giovane e vergine per mettere in scena una donna adulta e seduttrice. Una donna che non abbassa mai gli occhi davanti a un uomo.
La mia pubblicazione più impegnativa è uscita tramite self-publishing, si intitola Endora ed è una saga a episodi. È ambientata in un medioevo immaginario, dove esiste un regno governato dalle donne. Gli uomini costituiscono la parte oppressa della società e non hanno accesso al potere né alla ricchezza tranne una categoria particolare: i “liberi amanti”, addestrati fin da ragazzi a prostituirsi. All’interno di questa società, dove anche l’esercito è composto solo da donne, si sviluppa un singolare triangolo sentimentale. Una guerriera, Naydeia, comandante di un reggimento che sorveglia le zone di confine, sposa Killiar, un ex-libero amante caduto in miseria, vedovo della sua migliore amica. Si tratta di uno strano matrimonio; lei è innamorata di lui da anni, e da anni soffre per questo amore impossibile; lui è distrutto dalla morte dell’amatissima moglie, ma accetta il matrimonio perché pensa che tornare al ruolo di marito colmerà il vuoto da cui non riesce a uscire. All’interno di questo difficile rapporto cercherà di insinuarsi Daigo, uno straniero, capo dei mercenari Aldair che seguono il reggimento. Gli Aldair sono guerrieri che si prostituiscono per motivi religiosi, sono costretti a passare dieci anni lontani da casa, in un regno dove gli uomini non contano nulla, per lavare un’antica offesa fatta a una delle loro dee. Daigo è il maschio alfa della situazione, sottomesso alle donne per dovere, non rinuncia mai alla propria dignità di guerriero e di capo. È bisessuale, come tutti gli Aldair; innamorato di Naydeia e attratto da Killiar, cercherà in tutti i modi di rompere l’esile equilibrio che tiene in piedi il loro matrimonio.
Tutto questo si svolge nel corso di una secolare guerra per contrastare un nemico feroce: i Qanaki, barbari che non hanno mai rinunciato all’idea di invadere il regno di Endora.
E poi ci sono gli intrighi di palazzo, ambientati nella capitale, dove Yadosh, l’unico uomo di Endora dotato di potere politico sta per scoprire il complotto che ha portato alla sottomissione degli uomini.
Ho cercato di farne una storia variegata, con una forte connotazione romance ma senza rinunciare alle scene d’azione, battaglie, combattimenti, intrighi, magia, insomma, come tutti, ho tentato di scrivere il romanzo che vorrei leggere.
Finora ho pubblicato i primi due episodi, prima in digitale e da poco anche in versione cartacea. Sto scrivendo il terzo e il quarto che ho intenzione di pubblicare in un volume unico alla fine del 2016.
Ho pubblicato anche un racconto spin-off prequel, collegato a Endora e scaricabile in ebook gratuito, si intitola Indegno e racconta di quanto, in questa società, possa essere pericoloso il matrimonio, per un uomo.

Qual è il personaggio uscito dalla tua penna, che ami di più?
Sono due e fanno parte della storia che ho ancora nel cassetto. La chiamo Trilogia degli uomini ed è da lì che ho tratto l’idea per scrivere Endora.
In questa trilogia tratto lo stesso tema, la sottomissione degli uomini alle donne, ma in maniera molto più drammatica e con aspetti diversi. La coppia di protagonisti è, in assoluto, quella che preferisco, tra tutti i personaggi che creato. Un uomo bellissimo, oppresso dalla propria avvenenza che è causa di violente attenzioni da parte delle donne, e una donna, di idee illuminate e liberali, che sarà la sua guida e la sua alleata, prima lo salverà da se stesso e poi sarà al suo fianco quando diventerà una figura importante per gli uomini del suo popolo. La loro è la storia di un amore profondo, che copre un arco di 25 anni, e io ce l’ho nel cuore.

E quello che ti ha dato più grattacapi?
Il personaggio che mi ha messo più in difficoltà è uno dei due protagonisti principali di Endora: Killiar. È molto difficile delineare una figura maschile, che sia apprezzabile pur non essendo un maschio alfa. Killiar è il tipico uomo di Endora, educato a essere sottomesso alle donne e a trovarlo normale. Non è stato facile dargli una personalità che lo rendesse comunque interessante.

Hai altri progetti in cantiere?
Il mio prossimo progetto è quello che ho già citato: La trilogia degli uomini. Appena avrò finito di scrivere Endora mi dedicherò a completarne la stesura.

Bene, siamo arrivati alla fine, grazie per essere stata/o con noi. Per salutarci lasciaci uno stralcio di un tuo romanzo e in bocca al lupo per la tua carriere di autrice!
Grazie a te, Patrizia!
Vi lascio l’incipit di Endora.

Ormai anche la seconda sacca da viaggio era piena. Un bagaglio fin troppo piccolo.
– Perché non prendi tutti gli abiti, padre? Sono tuoi – disse una voce dietro di lui.
Killiar si voltò di scatto. Era Midran.
Padre. Gli sarebbe mancata quella parola.
Si avvicinò al ragazzo, sovrastandolo con la sua alta statura. Allungò una mano e gli scostò i capelli dalla fronte.
– No, non c’è più niente di mio, qui. – Deglutì, quindi si sforzò di parlare con voce normale. – E poi sarebbero troppo ingombranti. Adesso che non ho più una casa, devo portarmi dietro il minimo indispensabile.
– Mia madre avrebbe voluto che tu li prendessi – insisté Midran. – Potresti venderli. Avrai bisogno di soldi, finché non ti sistemerai.
Killiar lo fissò.
Lei non c’è più, avrebbe voluto dire.
– Sei molto saggio per la tua età.
La tristezza gli appesantiva la voce. Il controllo che si era imposto gli stava sfuggendo, di fronte a quel giovane viso che vedeva per l’ultima volta.
– Ho tredici anni, e sei stato tu a raccontarmi cosa rischia un uomo sposato.
Parole di un bambino già diventato adulto.
Del resto mancavano solo due anni al giorno in cui sarebbe stato mandato in un Collegio, ad apprendere l’arte di soddisfare ogni esigenza femminile. Era di bell’aspetto e con un corpo ben proporzionato. Sarebbe diventato un libero amante molto richiesto.
– Non voglio che te ne vai, padre! – gridò una voce di bimba, mentre una figuretta in lacrime correva ad abbracciargli le ginocchia.
Commosso, si chinò e la prese in braccio. Strinse le labbra, incapace di parlare.
Avevano avuto soltanto una manciata di giorni per vivere il loro dolore in pace, troppo pochi rispetto alla sofferenza che li univa. Troppo pochi per qualsiasi cosa.
Le lacrime premevano per liberarsi. Ma l’uomo, non più marito, si sforzava di resistere, almeno fino a quando non fosse uscito da quella casa.

Biografia:

FernandaRomani-fotoNata nel 1962, in provincia di Rovigo, si dedica alla scrittura da circa quattro anni, con una predilezione per il genere fantasy.

Pubblicazioni:
Antologia “I mondi del fantasy III” – Limana Umanìta Edizioni – Racconto “ L’alternativa”
Antologia “365 racconti di Natale”- Delos Books – Racconto “Lo straniero”
Antologia “Natale e dintorni” – Alcheringa Edizioni – Racconto “Il varco”
Antologia “365 racconti per l’estate”- Delos Books – Racconto “La spiaggia”
Antologia “L’amore è un’erba spontanea” – Alcheringa Edizioni – Racconto “Il Legame”
Racconto “Soltanto un uomo”, pubblicato in appendice a “Scrivere Fantasy 6” di Andrea Franco − Ed. DelosDigital
Antologia “I mondi del fantasy IV”− Limana Umanìta Edizioni − Racconto “Il nemico”.
“Il talismano” − racconto digitale − Ed. Lettere animate
“Endora” − Primo episodio − “Uomini sottomessi” − ebook – Self publishing.
“Indegno” − racconto digitale gratuito − spin−off prequel di “Endora”. Self publishing.
“Endora” − Secondo episodio − Donne d’ombra e di spada − ebook – Self publishing
“Endora” – versione cartacea – Uomini sottomessi – Donne d’ombra e di spada – Self publishing

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La parola a: Lucia Guazzoni

I libri di Lucia Guazzoni

Ciao Lucia e grazie per essere qui con noi! Raccontaci qualcosa di te.
Sono Lucia e sono una vecchia signora che adora scrivere.

E ora parlaci di Lucia Guazzoni autrice. Da quanto coltivi questa passione e com’è nata.
Penso di aver cominciato a scrivere appena ho potuto tenere una penna in mano! Ho iniziato con le poesie, poi con gli articoli di viaggio, poi racconti e adesso romanzi.

Che tipo di scrittrice sei? Scrivi di getto o sei meticolosa nel progettare trama, scheda dei personaggi ecc…?
Diciamo che sono una scrittrice “anomala” nel senso che un romanzo, un racconto nasce prima di tutto in testa. Lo curo, lo seguo per giorni a volte settimane, “scrivendolo” fin nei minimi dettagli nella mia mente e quando è pronto, mi siedo al pc e scrivo, come sotto dettatura!

I manuali di scrittura, quanto sono utili, secondo te?
Quanto ogni genere di manuale. Diciamo che se hai la voglia di scrivere, può aiutare ma non sarai mai uno scrittore. Un po’ come i manuali di pittura, di body building o di paracadutismo. Li puoi leggere, imparare a memoria, superare persino esami, ma se non sei un pittore o non sei portato al body building o non hai il coraggio di lanciarti…non servono a niente!

Oggi il self publishing sta prendendo sempre più piede, come vedi questo fenomeno?
Da un lato mi sembra una buonissima cosa, io stessa ho pubblicato molto in self publishing con grandi soddisfazioni. Aiuta a portare ciò che scrivi ad un pubblico ampio e a farti conoscere. Da un altro lato, purtroppo non c’è regolamentazione o editing, quindi chiunque può fare self publishing, anche se scrive malissimo e credersi uno scrittore!

E ora diamo spazio alle tue opere! Ti va di presentarcele?
Qui il problema diventa difficile! I miei romanzi sono di diversi generi, dal rosa all’avventura, dallo storico al quasi giallo e ogni uno ha una sua collocazione, un suo modo di nascere. Ho una Manuale di Autoguarigione, un Libro di Cucina,un romanzo storico che uscirà per Natale, altri progetti… Per fare una breve lista:
Passioni nel vento – romanzo storico romantico
Brughiere selvagge – romanzo storico avventuroso
Il segreto dei Lanzichenecchi – avventura e mistero
Manuale di autoguarigione – per aiutarci a vivere meglio
Il mondo nella mia cucina – ricette e storie da tutto il mondo
Milano, Natale 1847 – che uscirà a giorni, storico, sull’ultimo Natale prima dei cambiamenti del 1848

Qual è il personaggio uscito dalla tua penna, che ami di più?
Forse il primo che è uscito in romanzo, anzi, in una trilogia La trilogia del Gabbiano. Frisco, il protagonista, è stato il primo col quale sono vissuta per mesi (come personaggio) e ormai è uno di famiglia! Ma in ogni romanzo ho amato ed amo i personaggi che creo, come se fossero amici, parenti.

E quello che ti ha dato più grattacapi?
Non ce ne sono che mi creano problemi, perché l’attimo che cominciano a vivere dentro di me, io divento loro! Vedo il mondo con i loro occhi, ragiono come loro, penso come loro, e quindi non ho problemi nel descriverli, nel sentirli.

Hai altri progetti in cantiere?
Sempre! Ho almeno cinque romanzi iniziati e non ancora finiti e nella testa se ne agitano ancora parecchi!

Bene, siamo arrivati alla fine, grazie per essere stata con noi. Per salutarci lasciaci uno stralcio di un tuo romanzo e in bocca al lupo per la tua carriere di autrice! 
Questo è l’inizio del romanzo di Natale…MILANO NATALE 1847

La neve aveva cominciato a cadere alle prime luci dell’alba di quel lunedì 20 dicembre e la città aveva già quel magico aspetto che solo un manto bianco può dare. Coperti i marciapiedi usualmente sporchi di fango e di carbone, coperte le strade percorse da carrozze, carretti e cavalli e coperta la grande piazza del Duomo che, attraverso la fitta cortina di neve, sembrava ancora più grande ed irreale.
Dante Frigerio, sveglio da ore, non si decideva ad alzarsi. Non che un po’ di neve gli facesse paura, ma il calore delle coperte e il respiro tranquillo di sua moglie lo portavano ad una certa placida pigrizia. In quel lunedì che iniziava la settimana precedente il Natale, con la mente in riposo, ripassava le tappe della sua vita, gli avvenimenti che lo avevano portato ad essere, alla soglia dei quarantacinque anni, soddisfatto e quasi felice. Gli occhi socchiusi che lanciavano occhiate possessive e vagamente adoranti alla sua stanza da letto, ai finestroni coperti da pesantidi broccato rosso scuro, al caminetto dove ardevano ancora le ultime braci.

Biografia:

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Lucia Guazzoni nasce nel 1946 a Padova e fin dai primi anni della scuola comincia a scrivere poesie e racconti.
Dal 1965 al 1972 viaggia come Hostess a bordo di navi da crociera e di linea, spinta dal suo desiderio di conoscere il mondo e dalla sua passione per le lingue straniere che apprende con facilità (il suo bagaglio attuale è di inglese, francese, tedesco, spagnolo e greco moderno, ma il sogno nel cassetto è imparare il giapponese); è in quel periodo che comincia a pubblicare sui quotidiani italiani e svizzeri racconti di viaggi, di costume, storie di vita in quella che allora si chiamava Terza Pagina. Con un bagaglio di oltre trecento articoli pubblicati, passa poi alla narrativa giallo-rosa, inaugurando la Collana Rose Blu della Fabbri Editori con Il Padrone del Gabbiano e con un’altra decina di titoli.
Nel frattempo si trasferisce a Padova e lavora come addetta alle vendite presso una multinazionale americana di prodotti chimici, dove rimarrà fino al 1988, anno in cui viene trasferita allo stabilimento di Correggio (RE), andando ad abitare a Modena.
Nel 1992 lascia il lavoro e si dedica totalmente alla casa (un rustico ristrutturato nella campagna modenese) e alla famiglia, iniziando a scrivere quasi a tempo pieno.
Pubblica romanzi con le case Editrici Quadratum ed Edizioni Mimosa di Milano anche con diversi pseudonimi e collabora a riviste femminili dove, oltre ai romanzi a puntate e ai racconti, ha tenuto delle rubriche fisse mensili su diversi argomenti (Paranormale, Le Pietre, I Fiori ecc).
Nel 1990 pubblica Il  mondo in cucina, un libro di ricette con la Casa Editrice Carlo Lorenzini di Udine.
Nel 2002 pubblica un libro di poesie, Il lungo viaggio, con la casa Editrice Domina con la prefazione di Stanislao Nievo.
Ha pubblicato alcune poesie con l’Edizioni Il Filo e collabora con diversi siti on line di giornalismo e letteratura.
Dal 2001 si è trasferita in Friuli, ed ha continuato a scrivere. Ora ha al suo attivo diversi romanzi in self-publishing ( La trilogia del Gabbiano con Il padrone del gabbiano, L’isola del gabbiano e Il giorno dell’oracolo; Pirates’ Cove, Duello d’Amore) oltre al libro di poesie Il Lungo Viaggio, ora pubblicato in formato eBook come libro-fotografico. Con la Miremì Edizioni di Rimini ha pubblicato La caverna fuori dal tempo.
Con Santi Editore ha pubblicato i romanzi Dove nascono le conchiglie, Brughiere selvagge e Il segreto dei Lanzichenecchi, La dama nera, Passioni nel vento; un libro con racconti sul paranormale I racconti del mistero; un Manuale di autoguarigione, un libro di ricette Il mondo nella mia cucina: in uscita a breve Milano, Natale 1847.

                                     

 

La parola a: Viviana A.K.S.

I romanzi di Viviana A.K.S.

Cresciuta tra l’Italia e l’Inghilterra,

esordisce nel 2015 con il suo primo romanzo

e ci parla di lei e dei suoi libri:

Ciao Viviana e grazie per essere qui con noi! Raccontaci qualcosa di te.
Sono una donna molto solare, che ama la vita, non si prende mai sul serio, ma soprattutto credo nell’Amore, quello con la A maiuscola. Diciamo che credo ancora nelle favole e nel potere del sorriso come medicina per ogni male.

E ora parlaci di Viviana A.K.S. autrice. Da quanto coltivi questa passione e com’è nata.
Ho sempre avuto la vena artistica fin da bambina. Scrivevo temi lunghissimi e lavoravo molto di fantasia, tant’è che tutta la mia famiglia mi ha sempre usata come “scrittrice” per bigliettini augurali e a scuola le mie compagne mi facevano scrivere biglietti per i loro innamorati!
Non ho mai pensato, però, di far diventare questa passione una professione, o, comunque, qualcosa di più. Sapevo di avere una buona capacità di comunicazione, ma i miei sogni erano altri. Poi, come spesso capita crescendo, la vita ci porta da altre parti. La mia mi ha portato dovunque, ho svolto diversi ruoli in vari ambiti, fino a sognare, una notte, il mio primo libro. Mi sono alzata, ho preso carta e penna (che sono sempre al mio fianco) e ho iniziato a scrivere. Il mio sogno è diventato il sogno di Samantha, la mia protagonista. E da lì è nata una trilogia.

Che tipo di scrittrice sei? Scrivi di getto o sei meticolosa nel progettare trama, scheda dei personaggi ecc…?
Scrivo di getto, ma mi piace delineare un profilo dei personaggi, nonostante, spesso, sia difficile dar loro una linea ben precisa. Insomma, se devono provare le medesime sensazioni di esseri reali, può capitare che facciano cose che vadano al di là del loro carattere, proprio come capita a noi.
La gioia, la speranza, la vita… amo toccare temi attuali, ma attingo alla fantasia perché mi piace rendere ogni libro una storia colma di magia, che non è la magia fatta di streghe o maghi, ma la magia che ognuno di noi ha nel suo profondo, solo che ancora non sa di avere… mentre scrivo le emozioni galoppano alla velocità della luce. Spesso la mente va troppo veloce persino per la penna (laptop), così tento di memorizzare, scarabocchiare tutto, per poi, con calma, darne forma e contenuto… Mi sono ritrovata a ridere e piangere assieme ai miei personaggi, ma mi sono anche arrabbiata con loro. Eppure uscivano dalla mia mente. Buffo, ma ogni frase ancora adesso, mentre la rileggo, mi lascia un’emozione nuova. Credo che questa, invece, sia la magia dello scrittore. Mai prendersi sul serio e mai darsi per scontati, ma stupirsi ogni volta.

I manuali di scrittura, quanto sono utili, secondo te?
I manuali di scrittura servono per aiutarti a dare stile, carattere e forma, ma poi credo che il vero genio stia proprio nelle idee, a tratti folli, di ogni artista. Non esiste uno schema per questo!

Oggi il self publishing sta prendendo sempre più piede, come vedi questo fenomeno?
È un fenomeno sempre più in voga, vero. Lo trovo d’aiuto per chi vuole farsi conoscere e non ha trovato una casa editrice che lo aiuti a pubblicare, nonostante l’aiuto di una casa editrice e di un agente letterario siano comunque sempre l’aiuto migliore. Come ogni cosa, però, ha la sua eccezione.

E ora diamo spazio alle tue opere! Ti va di presentarcele?
Le mie opere sono tre, di cui due già pubblicate e la terza in uscita. Si tratta di una trilogia, appunto, che narra della storia d’amore di due ragazzi, Samantha e Jaide. Lei è una giovane inglese, lui un principe proveniente dagli Emirati Arabi. La loro storia inizia per caso, o così pare all’inizio. Il loro rapporto sarà molto difficile, soprattutto all’inizio, per via delle enormi differenze culturali. Questa storia inizia a Cambridge, prosegue negli Emirati Arabi, si sposta a Londra, nel Brunei, in India, in Terra Santa, all’isola di Man, in Oman, a Roma e termina in Islanda, la terra del fuoco e del ghiaccio, la landa dove gli opposti si fondono alla perfezione. Così, quella che all’inizio nasceva come attrazione fisica, diventa passione per poi sfociare in un grande amore. Tra segreti che nessuno dei due svelerà all’altro se non alla fine, i sogni di Samantha, popolati da personaggi onirici molto particolari, avventure al limite della razionalità e una buona dose di erotismo, questi due ragazzi dovranno scontrarsi con i pregiudizi e con le leggi morali e civili che il mondo ha imposto loro. Si scontreranno sui diritti delle donne, affronteranno temi controversi e attuali, faticheranno a trovare un punto d’incontro e perfino i personaggi collaterali assumeranno ruoli diversi nell’evolversi della storia. Un intreccio di sentimenti tanto surreale quanto attuale, dove amore e odio si troveranno l’uno di fronte all’altro per delineare un confine che sarà difficile tracciare, se non abbattere. Sarà la tenacia e la caparbietà di due giovani forti e decisi che cambierà per sempre il volto dell’umanità.
Un viaggio non solo culturale, non solo geografico, Privilegio Pericoloso, Privilegio Relativo e Privilegio Assoluto saranno un viaggio all’interno di ognuno di noi, uno straordinario cammino nel profondo dei sentimenti e dell’Io interiore.
Spesso le lettrici mi scrivono che mai avrebbero letto un libro del genere, poi, però, dopo averlo fatto, si sono accorte che i pregiudizi sono spesso infondati e che questa trilogia le ha spinte ad amare e ammirare luoghi e personaggi impensati. Una storia che le ha commosse, le ha fatte arrabbiare, le ha emozionate come nient’altro ci era riuscito. Soprattutto, le ha fatte riflettere. Questa è già una conquista.

Qual è il personaggio uscito dalla tua penna, che ami di più?
Il personaggio che più amo è Esther, una fata che elargisce consigli preziosi, detiene il sapere della vita, e conosce il futuro. Si rivelerà essere l’alleata più preziosa di Samantha e Jaide, e non perché è un personaggio fantastico o onirico, bensì perché è stata essa stessa una donna, prima di diventare spirito.
È una donna la cui forza, il coraggio e la speranza daranno speranza al destino dell’umanità, tramite i due ragazzi che lei ha scelto, non a caso, di aiutare.

E quello che ti ha dato più grattacapi?
Bella domanda. I personaggi “difficili” sono stati due. Il padre di Jaide e Miriam.
Quando due personaggi entrano nella storia come “buoni”, ma poi devono cambiare più volte ruolo, tentando di confondere le carte in tavole, non è semplice fargli fare o dire le cose giuste. Questi due personaggi, all’apparenza molto lineari, in realtà, sono due grandi macchinatori, soprattutto il padre di Jaide.

Hai altri progetti in cantiere?
Progetti tantissimi. La vita è bella proprio per questo, anche se ora sto curando la traduzione in inglese dei miei romanzi, mentre per il futuro non mi piace pianificare. Mi concentro sul presente, per il domani, invece, chi lo sa…

Bene, siamo arrivati alla fine, grazie per essere stata con noi. Per salutarci lasciaci uno stralcio di un tuo romanzo e in bocca al lupo per la tua carriere di autrice!
Grazie a voi per avermi ospitato con tanta gentilezza. Vi lascio uno stralcio di Privilegio pericoloso:

E così hai deciso di essere Giulietta? Sarai una martire. “Romeo e Giulietta” è una tragedia Shakespeariana, Stevens, niente finisce bene nelle tragedie, lo dice il nome stesso, ma la vita è tua. Ti chiedo solo se sei davvero convinta. Non vorrei che tu mi incolpassi di quello che succederà poi, però, perché io ti ho avvisato, ho cercato di persuaderti, così come ho provato a ripararti dal dolore che io porterò a te e alla tua vita. Eppure vedo che ti sei scelta da sola la pena da scontare quando perderai contro di me e non te la sto imponendo io.
Te lo ripeto: sei davvero sicura e convinta di volere ciò? Qualsiasi cosa mi chiederai, non colmerà il dolore.
Perché il dolore cui ti stai sottoponendo non lo conosci nemmeno lontanamente. Tu vivi nel tuo bel mondo con le tue piccole certezze a farti da scudo, ma quando io le avrò smontate e tu avrai davvero compreso chi hai di fronte, mi odierai come non hai mai fatto. Perché anche se ci divertiremo, io non dimenticherò il mio primo obiettivo. Neanche il tuo seducente corpo potrà su ciò. Noi non saremo mai amici.
Dopodiché l’odio, associato al mio viso e al mio paese, sarà l’unico sentimento che sarai in grado di provare.

N. B. Non scriverò messaggini al cellulare. La tecnologia ci ha privato della bellezza di poter imprimere su carta i nostri pensieri. E così, appena posso, lo faccio, limitando l’uso di freddi cellulari o note book a cui affidare quello che penso.
Ogni volta che leggi un biglietto scritto a mano, puoi apprezzare tutte le sfumature della persona che te l’ha scritto, puoi annusarne il suo profumo, mescolato all’aroma pungente dell’inchiostro usato per far scorrere parole e messaggi e puoi appoggiare le dita esattamente dove fino a poco prima erano posate quelle del mittente.
Non è fantastico?

Il tuo principe Al Khaled

Biografia:

viviana

Nata in Italia nel 1982 da genitori italiani ma con radici inglesi, VIVIANA A. K. S. vive e cresce tra Milano e la campagna inglese, dove risiedono cugini cui si affeziona molto.
Persegue gli studi con l’obiettivo di una laurea a Cambridge, suo sogno originario, che si scontra, però, con l’incontro dell’attuale marito, situazione che le sconvolgerà piacevolmente i piani e la vita in sé.
Mai separatasi dal senso di appartenenza e dall’affetto viscerale per i dintorni londinesi, termina gli studi in Italia, lavorando per un breve periodo per la compagnia aerea di bandiera spagnola, prima di dedicarsi completamente alla crescita dei suoi tre figli.
Esordisce nel Luglio 2015 con Privilegio Pericoloso, un ebook che scala velocemente le classifiche di vendita, divenendo in poco tempo, uno dei bestseller più venduti in Amazon.
Moglie, madre, ma soprattutto donna, non smette mai di essere una sognatrice con i piedi per terra, una donna che non smetterà mai di credere nella potenza e nella forza della più grande arma sulla Terra, l’Amore.